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Pur avendo mantenuto l'IVA sulla benzina al 22%, il governo Meloni può affermare di aver ridotto il peso percentuale delle accise sul prezzo del carburante. Ed è vero: con la benzina a 1,60 €/l le accise incidono per il 44,6% del prezzo finale, mentre a 2,00 €/l scendono al 35,7%. L'affermazione è corretta e non è disinformazione. Per chi legge velocemente potrebbe persino sembrare una buona notizia. C'è però un dettaglio: con la benzina a 1,60 €/l lo Stato incassa circa 0,289 € di IVA per litro; con la benzina a 2,00 €/l ne incassa circa 0,361 €. Quindi, più aumenta il prezzo, più aumenta il gettito IVA. La domanda vera non è quanto diminuisce la percentuale delle accise, ma come verranno utilizzate le maggiori entrate generate dall'aumento dei prezzi. Personalmente preferirei che fossero investite nella Sanità, ma scommetto che serviranno per bonus, regalie o quant'altro in vista delle prossime elezioni. Per completezza, è una semplice conseguenza matematica: le accise sono un importo fisso per litro. Di conseguenza, più sale il prezzo della benzina, più la loro incidenza percentuale diminuisce. A 5,00 €/l, ad esempio, peserebbero "solo" per il 14,3%, pur restando identiche in valore assoluto.
Emme
























