Anonimo ma civile

Articolo: In Palestina va tutto bene (?)

In questi giorni sto leggendo molti interventi con contenuti detestabili e pieni di sciocchezze, che non portano alcun valore aggiunto né al dibattito su temi importanti né ai lettori di questa testata online. Sto cercando di capire cosa scatena questo effetto di disinibizione online. Lungi da me pensare alla stupidità di chi scrive in anonimo, perché molte altre persone, seppure senza firma completa, esprimono concetti apprezzabili, sebbene talvolta possono essere più o meno condivisibili. Mi domando se ciò che scrivono sia davvero espressione del loro pensiero o se, come una maschera indossata, esternino quello che non direbbero mai in una conversazione faccia a faccia. Gli scritti di alcune persone sembrano più sfoghi di chi non vuole comunicare un'opinione, ma piuttosto scaricare la propria rabbia: i loro commenti fungono da pattumiera dove buttarla. L'avvento di internet ha generato una miriade di cosiddetti "leoni da tastiera": tanti avatar che, protetti dall'anonimato e privi di empatia per la mancanza di contatto visivo con l'interlocutore, non moderano il linguaggio e insultano l'altro che non vedono. È un po' come il comportamento di certi automobilisti che insultano sapendo che l'altro non può raggiungerli. In definitiva, anche un'idea espressa in anonimato ha valore, purché rispetti le regole della buona educazione e del confronto civile. Cordialmente 
Alessandro 
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.