Zelensky, è ora di abbassare la cresta
Diciamolo fuori dai denti: Zelensky faceva l’attore comico. E, per qualcuno, questa sembra già una ragione sufficiente per diffidare di lui. Ma il punto vero è un altro: da anni l’Europa continua a spendere miliardi per sostenere l’Ucraina, mentre a pagare il conto sono anche i cittadini europei. La guerra continua e, finché Zelensky non accetterà di cedere il Donbass a Putin, la Russia continuerà a bombardare. Nel frattempo, l’Europa sembra aver capito una cosa: con la guerra girano enormi quantità di denaro. Peccato che, mentre qualcuno guadagna, molti cittadini facciano sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese. E i numeri fanno impressione. In occasione della Festa dell’Indipendenza dell’Ucraina, la Commissione europea ha annunciato nuovi appalti nel settore della difesa destinati all’Ucraina per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro (difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar). Soldi che, direttamente o indirettamente, pesano anche sulle nostre tasche. E allora viene spontanea una domanda: quanto ancora siamo disposti a spendere? Perché mentre il governo continua a finanziare armi e sistemi militari, in Italia (e in Europa) ci sono famiglie che fanno i conti con bollette, carburanti, tasse e costo della vita. E viene difficile spiegare perché debbiamo continuare a sostenere una guerra senza che si veda una concreta prospettiva di pace. Questa guerra non può essere risolta militarmente e, prima o poi, si dovrà comunque arrivare a un accordo. Se così fosse, la domanda sarebbe inevitabile: quanti altri miliardi dovremo spendere prima di arrivarci? E soprattutto: chi ci guadagna davvero da tutto questo? Perché certamente non siamo noi cittadini comuni, quelli che ogni giorno pagano il conto di decisioni prese molto lontano da loro. La pace dovrebbe essere l’obiettivo. Non la guerra infinita (della quale è scontata la “vittoria” di Putin, è solo questione di tempo).
Andrea
























