Montevecchia: in onore di San Bernardo, messa in chiesina
Una serata raccolta, vissuta nel segno della fede e della storia locale. Nella serata di giovedì 20 agosto a Montevecchia la chiesina di San Bernardo, normalmente chiusa, ha riaperto le proprie porte in occasione della celebrazione dedicata al santo. Alla messa, celebrata da don Fabio Biancaniello, hanno preso parte circa 35 persone, vivendo un momento particolarmente intimo e partecipato. La data del 20 agosto assume peraltro un significato particolare per questo piccolo edificio religioso: proprio il 20 agosto 1593, infatti, la chiesetta venne consacrata dall’arcivescovo di Milano Gaspare Visconti, come ricorda ancora oggi la lapide conservata nella navata.
L’interno custodisce numerose testimonianze artistiche e devozionali. Le pareti sono quasi interamente affrescate con figure di santi e decorazioni appartenenti a epoche differenti, distinguibili anche per le diverse tonalità utilizzate. Tra le immagini presenti nella navata si riconoscono, tra gli altri, San Girolamo, San Francesco, Santa Caterina d’Alessandria, Sant’Antonio Abate e San Giacomo. L’autore, o gli autori, di queste opere non sono noti con certezza, anche se vengono ricondotti all’ambito dei continuatori della scuola di Bernardino Luini.
Durante la celebrazione don Fabio ha incentrato la propria omelia sul passo evangelico nel quale Gesù invita chi lo ascolta a essere capace di “giudicare questo tempo”, vale a dire a leggere ciò che accade e a comprendere, dentro gli avvenimenti della vita e della storia, quale possa essere la volontà di Dio. Per riuscirci, ha spiegato il sacerdote, è necessario rimanere in un continuo stato di conversione, senza pensare di essere mai definitivamente arrivati nel proprio cammino personale e di fede. Anche quando si è imparato e vissuto molto, occorre mantenere una mente capace di cambiare, rinnovarsi e approfondire ciò che accade, così da poter dare una lettura sempre nuova alla propria esperienza e al cammino della comunità.
Da qui il riferimento a San Bernardo di Chiaravalle, indicato come esempio di una vita rimasta costantemente aperta alla conversione. Don Fabio ha richiamato in particolare due atteggiamenti fondamentali: la preghiera, intesa come ritorno all’essenziale della propria vita, e la povertà, come capacità di alleggerire il cammino e mantenere il cuore libero dalle cose. Due elementi che, secondo quanto sottolineato nell’omelia, permettono al credente di non appesantire il proprio percorso e di conservare quella libertà interiore necessaria per riconoscere il progetto di Dio e provare a seguirne la volontà. La celebrazione si è quindi conclusa con l’invito a custodire uno spirito di continua conversione, dando spazio alla preghiera e a quell’essenzialità capace di orientare il cammino quotidiano.

La messa del 20 agosto è stata così anche l’occasione per tornare a vivere, seppure per una sola sera, un luogo normalmente non accessibile e ricco di secoli di storia, mantenendo vivo il legame tra la comunità di Montevecchia e la piccola chiesina di San Bernardo.




La messa del 20 agosto è stata così anche l’occasione per tornare a vivere, seppure per una sola sera, un luogo normalmente non accessibile e ricco di secoli di storia, mantenendo vivo il legame tra la comunità di Montevecchia e la piccola chiesina di San Bernardo.
E.Ma.
























