I “Gruppi di cammino”, per il benessere dell’età d’oro
Camminare, ormai lo sappiamo, fa bene alla salute. Ma da qualche tempo questa attività è diventata per molti una vera passione, che spesso aiuta a dare più vitalità all’esistenza soprattutto dopo la fine dell’età lavorativa. Ne sono una testimonianza i Gruppi di Cammino, presenti in diversi comuni del territorio, e la frequenza numerosa ai gruppi Geo del Club alpino italiano (Cai).
Geo è l’acronimo che significa “Gruppo età d’Oro”, un’età che se vissuta coltivando ciò che procura benessere può davvero rappresentare un periodo di grandi soddisfazioni.
I Gruppi di Cammino, organizzati dalle amministrazioni comunali in collaborazione con le Ats, sono attività libere e gratuite che prevedono solo un’iscrizione senza vincoli ulteriori.
I Geo prevedono o l’iscrizione al Cai o il versamento di una quota, oltre al rispetto di alcune regole tra cui il rilascio di una dichiarazione firmata nella quale si afferma di essere idoneo all’esercizio di un’attività fisica di tipo amatoriale con particolare riferimento alle escursioni in montagna. Solo i cardiopatici hanno l’obbligo di rilasciare un certificato medico attestante l’idoneità alle escursioni.
Ma da dove nasce questa passione? Solo dalla consapevolezza che sia utile al proprio benessere fisico?
“Finalmente si sta capendo che l’elemento alla base della salute è il buon funzionamento del sistema cardiovascolare, cuore e arterie. E che questo sistema si allena camminando al di sotto della soglia di sforzo, però per un tempo congruo e in modo sistematico”, spiega il dottor Franco Tortorella, consigliere comunale con incarico di supporto sui temi ospedalieri e di medicina territoriale. “Ma se la salute è la motivazione iniziale la costanza per continuare la dà il gruppo, la possibilità di condividere con altri chiacchiere e ricordi”.

Insomma, afferma il dottor Tortorella, i Gruppi di Cammino sono anche un antidoto alla solitudine.
Quello rilanciato a Merate due anni fa ha 130 iscritti, con una partecipazione media alle uscite, bisettimanali, che si aggira sulle 25 presenze.
E non sono solo meratesi, ma c’è un 10%/15% che arriva dai comuni limitrofi come Olgiate, Imbersago e Montevecchia. Per queste persone, che ovviamente arrivano in auto, è stato stabilito un secondo punto di ritrovo presso il parcheggio del cimitero mentre il primo è presso il Centro sociale Teodolinda.
Una volta all’anno per i Gruppi di Cammino del territorio viene organizzato un raduno che di recente si è tenuto ad Annone e ha visto la presenza di circa 1.200 persone.
“I primi Gruppi in Italia sono nati proprio in provincia di Lecco”, tiene a sottolineare il dottor Tortorella, “uno dei più antichi è quello di Calolzio che l’anno prossimo celebrerà i vent’anni dalla nascita”.
Ma se per la maggior parte dei partecipanti queste camminate portano a scoprire le bellezze del nostro territorio, c’è anche chi da queste “prende il volo” per attività più impegnative, sempre però vissute con lo stesso spirito che non è dover dimostrare qualcosa ma entrare in contatto con sé stessi, con la natura e con coloro che condividono il percorso.

È per esempio l’esperienza di Manuela, che si allena a volte con il Gruppo di cammino di Montevecchia ma spesso anche da sola, salendo a Montevecchia alta per allenarsi a fare le salite o anche in piano approfittando delle occasioni che offre la vita quotidiana come andare a fare la spesa o qualche commissione.
Negli ultimi anni ha percorso diverse volte – una volta interamente, altre volte solo per alcuni tratti - il Cammino di Santiago. Il percorso integrale avrebbe voluto farlo da sola, ma poi ha accettato di condividerlo con un’amica; nel 2019 ha condiviso con un figlio di 27 anni il tratto da Santiago a Finisterre.
“Quello che forse pochi sanno è che in realtà non esiste un solo Cammino di Santiago ma ne esistono diversi, io ho apprezzato soprattutto quello francese, meno il portoghese”, riferisce l’intervistata. (Per chi volesse documentarsi, in questa pagina si trovano tutti i percorsi).

Altri trekking che Manuela ha realizzato sono la “Via della lana e della seta”, un cammino di 130 chilometri tra Emilia e Toscana, e un trekking nel Parco delle Foreste Casentinesi situato sull’Appennino tosco-romagnolo (“molto bello e selvaggio”, è il suo commento).
Per il prossimo anno sta pensando di fare il sentiero dei Douaniers, un cammino costiero in Bretagna.
Camminare è qualcosa che appartiene al suo Dna, perché le donne della sua famiglia – mamma e nonna – amavano camminare. La nonna, originaria di Parma, durante la guerra partiva dalla Brianza e a piedi andava a trovare i famigliari in Emilia.
Ma poi, intorno a questa passione, Manuela ha costruito una vera e propria filosofia.
“Camminare non deve essere una prova fisica. A me personalmente dà lucidità, mi aiuta a ridimensionare i miei problemi e mi fa vedere le cose da un punto di vista diverso. Capisci che tante cose nella vita sono superflue, perché lì devi portare solo l’essenziale. E anche di te quello che esce è la tua essenza, non puoi metterti una maschera. Si impara la lentezza e ad ascoltare il proprio corpo, perché un dolorino trascurato può trasformarsi in un problema importante. Se sei aperta al mondo fai bellissime conoscenze e nascono amicizie che durano nel tempo anche con persone di età diverse dalla tua. Camminare mi dà leggerezza e mi mette in pace con me stessa”.

In questo periodo agostano le attività dei gruppi sono sospese.
Il prossimo 6 settembre il Gruppo di Cammino di Merate offre la possibilità di provare l’esperienza con il percorso “Dalla torre al lago” nell’ambito della rassegna “Merate per lo Sport”.

I Gruppi di Cammino, organizzati dalle amministrazioni comunali in collaborazione con le Ats, sono attività libere e gratuite che prevedono solo un’iscrizione senza vincoli ulteriori.
I Geo prevedono o l’iscrizione al Cai o il versamento di una quota, oltre al rispetto di alcune regole tra cui il rilascio di una dichiarazione firmata nella quale si afferma di essere idoneo all’esercizio di un’attività fisica di tipo amatoriale con particolare riferimento alle escursioni in montagna. Solo i cardiopatici hanno l’obbligo di rilasciare un certificato medico attestante l’idoneità alle escursioni.
Ma da dove nasce questa passione? Solo dalla consapevolezza che sia utile al proprio benessere fisico?
“Finalmente si sta capendo che l’elemento alla base della salute è il buon funzionamento del sistema cardiovascolare, cuore e arterie. E che questo sistema si allena camminando al di sotto della soglia di sforzo, però per un tempo congruo e in modo sistematico”, spiega il dottor Franco Tortorella, consigliere comunale con incarico di supporto sui temi ospedalieri e di medicina territoriale. “Ma se la salute è la motivazione iniziale la costanza per continuare la dà il gruppo, la possibilità di condividere con altri chiacchiere e ricordi”.

Insomma, afferma il dottor Tortorella, i Gruppi di Cammino sono anche un antidoto alla solitudine.
Quello rilanciato a Merate due anni fa ha 130 iscritti, con una partecipazione media alle uscite, bisettimanali, che si aggira sulle 25 presenze.
E non sono solo meratesi, ma c’è un 10%/15% che arriva dai comuni limitrofi come Olgiate, Imbersago e Montevecchia. Per queste persone, che ovviamente arrivano in auto, è stato stabilito un secondo punto di ritrovo presso il parcheggio del cimitero mentre il primo è presso il Centro sociale Teodolinda.
Una volta all’anno per i Gruppi di Cammino del territorio viene organizzato un raduno che di recente si è tenuto ad Annone e ha visto la presenza di circa 1.200 persone.
“I primi Gruppi in Italia sono nati proprio in provincia di Lecco”, tiene a sottolineare il dottor Tortorella, “uno dei più antichi è quello di Calolzio che l’anno prossimo celebrerà i vent’anni dalla nascita”.
Ma se per la maggior parte dei partecipanti queste camminate portano a scoprire le bellezze del nostro territorio, c’è anche chi da queste “prende il volo” per attività più impegnative, sempre però vissute con lo stesso spirito che non è dover dimostrare qualcosa ma entrare in contatto con sé stessi, con la natura e con coloro che condividono il percorso.

È per esempio l’esperienza di Manuela, che si allena a volte con il Gruppo di cammino di Montevecchia ma spesso anche da sola, salendo a Montevecchia alta per allenarsi a fare le salite o anche in piano approfittando delle occasioni che offre la vita quotidiana come andare a fare la spesa o qualche commissione.
Negli ultimi anni ha percorso diverse volte – una volta interamente, altre volte solo per alcuni tratti - il Cammino di Santiago. Il percorso integrale avrebbe voluto farlo da sola, ma poi ha accettato di condividerlo con un’amica; nel 2019 ha condiviso con un figlio di 27 anni il tratto da Santiago a Finisterre.
“Quello che forse pochi sanno è che in realtà non esiste un solo Cammino di Santiago ma ne esistono diversi, io ho apprezzato soprattutto quello francese, meno il portoghese”, riferisce l’intervistata. (Per chi volesse documentarsi, in questa pagina si trovano tutti i percorsi).

Altri trekking che Manuela ha realizzato sono la “Via della lana e della seta”, un cammino di 130 chilometri tra Emilia e Toscana, e un trekking nel Parco delle Foreste Casentinesi situato sull’Appennino tosco-romagnolo (“molto bello e selvaggio”, è il suo commento).
Per il prossimo anno sta pensando di fare il sentiero dei Douaniers, un cammino costiero in Bretagna.
Camminare è qualcosa che appartiene al suo Dna, perché le donne della sua famiglia – mamma e nonna – amavano camminare. La nonna, originaria di Parma, durante la guerra partiva dalla Brianza e a piedi andava a trovare i famigliari in Emilia.
Ma poi, intorno a questa passione, Manuela ha costruito una vera e propria filosofia.
“Camminare non deve essere una prova fisica. A me personalmente dà lucidità, mi aiuta a ridimensionare i miei problemi e mi fa vedere le cose da un punto di vista diverso. Capisci che tante cose nella vita sono superflue, perché lì devi portare solo l’essenziale. E anche di te quello che esce è la tua essenza, non puoi metterti una maschera. Si impara la lentezza e ad ascoltare il proprio corpo, perché un dolorino trascurato può trasformarsi in un problema importante. Se sei aperta al mondo fai bellissime conoscenze e nascono amicizie che durano nel tempo anche con persone di età diverse dalla tua. Camminare mi dà leggerezza e mi mette in pace con me stessa”.

In questo periodo agostano le attività dei gruppi sono sospese.
Il prossimo 6 settembre il Gruppo di Cammino di Merate offre la possibilità di provare l’esperienza con il percorso “Dalla torre al lago” nell’ambito della rassegna “Merate per lo Sport”.
A.Vi.
























