Fiorenzo Mandelli: dopo la pensione, il tempo dedicato alla cura di storia e Natura
Non ha studiato marketing, ma ne ha applicato regole e principi alla perfezione tanto che prima la Rocchetta e poi l'Addolorata sono diventate oggetto di visite e pellegrinaggi grazie alla sua grande capacità divulgativa e di promozione.

Fiorenzo Mandelli trascorre la totalità dei giorni dell'anno, ad esclusione di una breve vacanza estiva e di qualche mezza giornata (meno delle dita di una mano) lungo l'Adda, per raccontarne le bellezze, la storia, il potenziale. Il suo volto è noto ben oltre i confini della provincia tanto che, grazie appunto alla sua promozione, turisti da ogni dove lo chiamano per prenotare una visita che, in realtà, lui è in grado di offrire in maniera dettagliata ogni giorno con spiegazioni, cartelloni, manufatti artigianali che spiegano il funzionamento delle chiuse e dei natanti.

Ma chi è quell'uomo dai modi gentili, che invita le persone ad entrare nella chiesina per saperne qualcosa in più, che caldo, freddo, pioggia, neve ogni mattina percorre il tratto che da ponte porta alla ex casa del custode e lì resta sino al primo pomeriggio, spesso anche inoltrato, e apre le porte della cappella, pulisce il piazzale, libera dai rovi l'area boschiva.
Qualche dato di curriculum: anno di nascita, luogo, studi, famiglia, lavoro.
Sono nato il 22 marzo 1951 a Concorezzo (provincia di Monza e Brianza), risiedo a Mezzago, e sono felicemente sposato con Valda, ho una figlia Federica che con il marito Manuele mi ha regalato una bellissima nipotina di nome Linda. Prima di andare in pensione ho lavorato per molti anni in un'importante industria di microelettronica.
Che hobby avevi prima di dedicarti "all'Adda" e alle sue bellezze?
Mi dedicavo alla corsa e partecipavo qualche evento podistico non competitivo.
Ora solo piscina (con ingresso in vasca all'alba, ndr)
Come è avvenuto il tuo "arruolamento" prima alla Rocchetta e poi all'Addolorata e in che anno?
Una volta in pensione ho avuto il tempo per conoscere meglio i luoghi che prima avevo visto solo di sfuggita, di approfondirne la storia e di allacciare nuove amicizie lungo il fiume Adda, nell’unico tratto in cui esso assume la forma di un canyon. Avevo notato però che il Santuario della Madonna della Rocchetta, sebbene fosse nel territorio comunale di Paderno d’Adda, era affidato alla parrocchia di Porto e veniva aperto solamente una volta l'anno. Così le erbacce, le piante e i rovi stavano prendendo il sopravvento sia sulla chiesina che su ciò che la circonda, tutto era lasciato al degrado e all’abbandono. Nel 2006 ho iniziato a fare pulizia dell'area esterna attorno alla chiesina. Successivamente don Egidio Moro, ex-parroco di Cornate d'Adda, mi ha nominato “curatore e responsabile del Santuario”, consegnandomi le chiavi e il permesso di aprire volontariamente la struttura.
Nel 2009 incontro con Luigi Gasparini e nasce l’idea di coinvolgere i ragazzi della comunità terapeutica “Villa Gorizia” di Sirtori, al fine di ridare luce alle risorse paesaggistiche e storiche lungo questo tratto dell’Adda. Progetto finalizzato anche al reinserimento sociale, con una serie di interventi coordinati con il Parco Adda Nord e con l’ex sindaco di Paderno d’Adda e amico Renzo Rotta. Nel 2016 Fiorenzo Mandelli con Luigi Gasparini e altri, fondiamo Solleva.


Intraprendenza, impegno, meriti che nel giugno 2019 ti sono valsi il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica italiana. Poi cosa è successo.
Il 14 luglio 2021 sono stato convocato da Don Emidio al bar dell’oratorio di Porto d’Adda, e questo già mi aveva lasciato perplesso, per una riunione, che si è rivelata subito un processo al sottoscritto. Presenti il parroco e sette parrocchiani di Porto, alcuni a me sconosciuti.
Nel corso della serata mi sono state fatte una serie di rimostranze: non vanno accettate richieste per matrimoni o celebrazioni di anniversari, i sacerdoti che passano, soli o con gruppi e oratori, non devono celebrare Messa esternamente, devono andare nel prato dello Stallazzo. E poi il divieto a suonare l'Ave Maria e l'Angelus del Papa, chi ha autorizzato la statua di Leonardo sul piazzale e altre domande incalzanti a cui avevo risposto con semplicità: sono un pensionato volontario che ha sempre lavorato per il bene del Santuario. La riunione, per me del tutto inaspettata, era stata un modo per mettermi in difficoltà e ne sono uscito molto turbato e dispiaciuto. Qualche giorno dopo avevo scritto una lettera e poi avevo provveduto a rimuovere le mie cose personali da Santuario, consegnando le ultime offerte pari a 1.050 euro che sono andate ad aggiungersi al totale di oltre 48mila raccolti negli anni grazie all'apertura costante della chiesina.
Sottolineo che quelle offerte sono state il frutto dei visitatori e viandanti forestieri, mentre quelle delle Messe della comunità di Cornate venivano ritirate immediatamente e non conteggiate nel totale di tutte le mie relazioni che sono archiviate.
Quello che è successo allora non ha scalfito la mia Fede nel messaggio evangelico ma ha aperto profonde riflessioni sulle persone.
Ciò che ho vissuto ha lasciato segni indelebili nel mio animo, che sono riuscito a superare solo rimettendomi in gioco. Ho ridato vita alla Chiesetta di Santa Maria Addolorata, così come avevo fatto, subito dopo la pensione, nell’altra chiesina che allora veniva aperta solo una volta all’anno.
Con determinazione e ottimismo mi sono rimboccato le maniche e mi sono dedicato a quest'altro gioiellino lungo l'Adda. Ne ho studiato la storia e le origini, ho fatto realizzare i pannelli fotografici e testuali per accogliere i turisti, ho costruito un modellino di barca per spiegare a grandi e piccini il funzionamento delle chiuse di Leonardo e, come facevo alla Rocchetta, ho iniziato a presidiare l'Addolorata, invitando le persone a entrare, ad ascoltare il mio racconto, chiedendo loro una foto ricordo da inserire nel mio album.
Al mio arrivo controllo che non abbiano lasciato rifiuti, spalanco porte e finestre per arieggiare. Sono quasi sempre presente, tranne impegni personali.
Nel tardo pomeriggio, cerco di dedicare tempo alla nipotina Linda di 10 anni
Ci sono giorni di "riposo" da questa tua attività di Cicerone dell'Adda?
Capita anche a me di ammalarmi
Una amicizia particolare per le tante volte venuto sul fiume Adda al Duca Benigno Melzi d’Eril e suo fratello Gianvico, discendenti dell’allievo prediletto di Leonardo. Don Antonio Mazzi, Suor Maria Gloria Riva, il magistrato dott. Stefano Corbetta, il console della Germania dott. Jurgen Bubendey o il console dell’Austria dott.ssa Theresa Indjein-Untersteine, l’elenco è lunghissimo di diplomatici, religiosi, attori, poeti e scrittori, tutto archiviato anche queste importante personalità.
Recentemente dall’Olanda Olivier Prévost presidente e amministratore Yamaha Motor Europe.

Tutti sono stati importanti, anche della gente comune che spesso ritornano a trovarmi.
Ho avuto l'onore di vivere questo periodo sia come attore sia come spettatore privilegiato.
Che lo storico Ponte rimanga sotto la cura di RFI, che ne assicuri la manutenzione in futuro
Che diventi Luogo del Cuore del FAI.
Che i Sindaci delle due sponde si mettano d’accordo.

Fiorenzo Mandelli trascorre la totalità dei giorni dell'anno, ad esclusione di una breve vacanza estiva e di qualche mezza giornata (meno delle dita di una mano) lungo l'Adda, per raccontarne le bellezze, la storia, il potenziale. Il suo volto è noto ben oltre i confini della provincia tanto che, grazie appunto alla sua promozione, turisti da ogni dove lo chiamano per prenotare una visita che, in realtà, lui è in grado di offrire in maniera dettagliata ogni giorno con spiegazioni, cartelloni, manufatti artigianali che spiegano il funzionamento delle chiuse e dei natanti.

Ma chi è quell'uomo dai modi gentili, che invita le persone ad entrare nella chiesina per saperne qualcosa in più, che caldo, freddo, pioggia, neve ogni mattina percorre il tratto che da ponte porta alla ex casa del custode e lì resta sino al primo pomeriggio, spesso anche inoltrato, e apre le porte della cappella, pulisce il piazzale, libera dai rovi l'area boschiva.
Qualche dato di curriculum: anno di nascita, luogo, studi, famiglia, lavoro.
Sono nato il 22 marzo 1951 a Concorezzo (provincia di Monza e Brianza), risiedo a Mezzago, e sono felicemente sposato con Valda, ho una figlia Federica che con il marito Manuele mi ha regalato una bellissima nipotina di nome Linda. Prima di andare in pensione ho lavorato per molti anni in un'importante industria di microelettronica.
Che hobby avevi prima di dedicarti "all'Adda" e alle sue bellezze?
Mi dedicavo alla corsa e partecipavo qualche evento podistico non competitivo.
Ora solo piscina (con ingresso in vasca all'alba, ndr)

Fiorenzo e don Matteo Albani
Come è avvenuto il tuo "arruolamento" prima alla Rocchetta e poi all'Addolorata e in che anno?
Una volta in pensione ho avuto il tempo per conoscere meglio i luoghi che prima avevo visto solo di sfuggita, di approfondirne la storia e di allacciare nuove amicizie lungo il fiume Adda, nell’unico tratto in cui esso assume la forma di un canyon. Avevo notato però che il Santuario della Madonna della Rocchetta, sebbene fosse nel territorio comunale di Paderno d’Adda, era affidato alla parrocchia di Porto e veniva aperto solamente una volta l'anno. Così le erbacce, le piante e i rovi stavano prendendo il sopravvento sia sulla chiesina che su ciò che la circonda, tutto era lasciato al degrado e all’abbandono. Nel 2006 ho iniziato a fare pulizia dell'area esterna attorno alla chiesina. Successivamente don Egidio Moro, ex-parroco di Cornate d'Adda, mi ha nominato “curatore e responsabile del Santuario”, consegnandomi le chiavi e il permesso di aprire volontariamente la struttura.
Nel 2009 incontro con Luigi Gasparini e nasce l’idea di coinvolgere i ragazzi della comunità terapeutica “Villa Gorizia” di Sirtori, al fine di ridare luce alle risorse paesaggistiche e storiche lungo questo tratto dell’Adda. Progetto finalizzato anche al reinserimento sociale, con una serie di interventi coordinati con il Parco Adda Nord e con l’ex sindaco di Paderno d’Adda e amico Renzo Rotta. Nel 2016 Fiorenzo Mandelli con Luigi Gasparini e altri, fondiamo Solleva.


Intraprendenza, impegno, meriti che nel giugno 2019 ti sono valsi il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica italiana. Poi cosa è successo.
Il 14 luglio 2021 sono stato convocato da Don Emidio al bar dell’oratorio di Porto d’Adda, e questo già mi aveva lasciato perplesso, per una riunione, che si è rivelata subito un processo al sottoscritto. Presenti il parroco e sette parrocchiani di Porto, alcuni a me sconosciuti.
Nel corso della serata mi sono state fatte una serie di rimostranze: non vanno accettate richieste per matrimoni o celebrazioni di anniversari, i sacerdoti che passano, soli o con gruppi e oratori, non devono celebrare Messa esternamente, devono andare nel prato dello Stallazzo. E poi il divieto a suonare l'Ave Maria e l'Angelus del Papa, chi ha autorizzato la statua di Leonardo sul piazzale e altre domande incalzanti a cui avevo risposto con semplicità: sono un pensionato volontario che ha sempre lavorato per il bene del Santuario. La riunione, per me del tutto inaspettata, era stata un modo per mettermi in difficoltà e ne sono uscito molto turbato e dispiaciuto. Qualche giorno dopo avevo scritto una lettera e poi avevo provveduto a rimuovere le mie cose personali da Santuario, consegnando le ultime offerte pari a 1.050 euro che sono andate ad aggiungersi al totale di oltre 48mila raccolti negli anni grazie all'apertura costante della chiesina.
Sottolineo che quelle offerte sono state il frutto dei visitatori e viandanti forestieri, mentre quelle delle Messe della comunità di Cornate venivano ritirate immediatamente e non conteggiate nel totale di tutte le mie relazioni che sono archiviate.

La benemerenza conferitagli dal comune di Paderno
La "dipartita" dalla Rocchetta è stata dolorosa e turbolenta ma ha dimostrato anche il grande affetto delle persone che avevano addirittura attivato una raccolta firme. Cosa ricordi di quegli anni e dell'inizio della tua nuova avventura?Quello che è successo allora non ha scalfito la mia Fede nel messaggio evangelico ma ha aperto profonde riflessioni sulle persone.
Ciò che ho vissuto ha lasciato segni indelebili nel mio animo, che sono riuscito a superare solo rimettendomi in gioco. Ho ridato vita alla Chiesetta di Santa Maria Addolorata, così come avevo fatto, subito dopo la pensione, nell’altra chiesina che allora veniva aperta solo una volta all’anno.
Con determinazione e ottimismo mi sono rimboccato le maniche e mi sono dedicato a quest'altro gioiellino lungo l'Adda. Ne ho studiato la storia e le origini, ho fatto realizzare i pannelli fotografici e testuali per accogliere i turisti, ho costruito un modellino di barca per spiegare a grandi e piccini il funzionamento delle chiuse di Leonardo e, come facevo alla Rocchetta, ho iniziato a presidiare l'Addolorata, invitando le persone a entrare, ad ascoltare il mio racconto, chiedendo loro una foto ricordo da inserire nel mio album.

Con i “sassi blu della Pace”
Come è la tua giornata? Quando arrivi, cosa fai, quando rientri?Al mio arrivo controllo che non abbiano lasciato rifiuti, spalanco porte e finestre per arieggiare. Sono quasi sempre presente, tranne impegni personali.
Nel tardo pomeriggio, cerco di dedicare tempo alla nipotina Linda di 10 anni

Capita anche a me di ammalarmi

Fiorenzo con suor Maria Gloria Riva (a destra accanto al sindaco di Paderno Gianpaolo Torchio)
Quale è la persona che più ti ha colpito di quelle che ti hanno fatto visita in questi anni (alla Roccchetta o all'Addolorata)?Una amicizia particolare per le tante volte venuto sul fiume Adda al Duca Benigno Melzi d’Eril e suo fratello Gianvico, discendenti dell’allievo prediletto di Leonardo. Don Antonio Mazzi, Suor Maria Gloria Riva, il magistrato dott. Stefano Corbetta, il console della Germania dott. Jurgen Bubendey o il console dell’Austria dott.ssa Theresa Indjein-Untersteine, l’elenco è lunghissimo di diplomatici, religiosi, attori, poeti e scrittori, tutto archiviato anche queste importante personalità.

Con don Antonio Mazzi alla Rocchetta
Quale è quella venuta da più lontano?Recentemente dall’Olanda Olivier Prévost presidente e amministratore Yamaha Motor Europe.

Con Olivier Prévost
C'è un episodio di tutti questi anni che ti è rimasto nel cuore?Tutti sono stati importanti, anche della gente comune che spesso ritornano a trovarmi.
Ho avuto l'onore di vivere questo periodo sia come attore sia come spettatore privilegiato.

Con il Duca Melzi d'Eril
Ora guardando verso il San Michele, con le prospettive che si stagliano all'orizzonte, cosa vorresti dire?Che lo storico Ponte rimanga sotto la cura di RFI, che ne assicuri la manutenzione in futuro
Che diventi Luogo del Cuore del FAI.
Che i Sindaci delle due sponde si mettano d’accordo.
S.V.
























