Serve un'esperienza di disciplina
Artricolo: Inciviltà: oggi il ponte tra l'Io e il Tu è crollato
Secondo me il problema nasce anche dal fatto che, intorno ai 18 anni, molti ragazzi iniziano a vivere pienamente nella società senza aver mai avuto una vera esperienza di disciplina, responsabilità e convivenza con gli altri. Per questo sarei favorevole a ripristinare un anno di servizio obbligatorio per tutti, uomini e donne, senza distinzioni. Non necessariamente il vecchio servizio militare in senso stretto, ma un percorso in cui vengano insegnati concretamente il rispetto delle regole, il senso del dovere, la responsabilità e soprattutto il rispetto degli altri. Fino a 30 anni fa, almeno nella mia percezione, c'era una maggiore educazione alla disciplina e al rispetto degli spazi altrui. Oggi invece mi sembra che ci sia molta più tolleranza verso comportamenti che un tempo sarebbero stati immediatamente censurati dalla famiglia, dalla comunità o dalle istituzioni. Il problema, quindi, non è tanto reprimere dopo che il danno è stato fatto, ma educare prima. E questo dovrebbe valere per tutti, indipendentemente dalla provenienza o dalla nazionalità: le regole della convivenza civile devono essere uguali per tutti.
Secondo me il problema nasce anche dal fatto che, intorno ai 18 anni, molti ragazzi iniziano a vivere pienamente nella società senza aver mai avuto una vera esperienza di disciplina, responsabilità e convivenza con gli altri. Per questo sarei favorevole a ripristinare un anno di servizio obbligatorio per tutti, uomini e donne, senza distinzioni. Non necessariamente il vecchio servizio militare in senso stretto, ma un percorso in cui vengano insegnati concretamente il rispetto delle regole, il senso del dovere, la responsabilità e soprattutto il rispetto degli altri. Fino a 30 anni fa, almeno nella mia percezione, c'era una maggiore educazione alla disciplina e al rispetto degli spazi altrui. Oggi invece mi sembra che ci sia molta più tolleranza verso comportamenti che un tempo sarebbero stati immediatamente censurati dalla famiglia, dalla comunità o dalle istituzioni. Il problema, quindi, non è tanto reprimere dopo che il danno è stato fatto, ma educare prima. E questo dovrebbe valere per tutti, indipendentemente dalla provenienza o dalla nazionalità: le regole della convivenza civile devono essere uguali per tutti.
Antonello
























