Merate: giuste riflessioni, purtroppo l'inciviltà dilaga
Articolo: Vivere in centro: pensieri per aiutare a riflettere
Mi unisco ai ringraziamenti verso Alberto, che ha riportato l'attenzione su un tema caldo. Ormai non si tratta più di episodi sporadici, ma piuttosto è all'ordine del giorno vedere atteggiamenti che si discostano dalle più basilari regole dell'educazione. Che si tratti di persone che alle tre di notte suonano il clacson di auto o moto. Che si tratti di clienti che uscendo dai locali in piena notte urlano, fischiano o cantano. Che si tratti di gestori di locali che non si rendono conto che rimanere fino a tardi nei locali ha conseguenze sul benessere delle persone, che magari alle due di notte vorrebbero solo aprire le finestre di casa per godere di un po' di fresco durante il poco riposo, ed invece si ritrovano il fumo di sigaretta in camera. Tutti questi comportamenti si traducono con una sola parola: inciviltà. Basterebbe veramente poco da parte di tutti questi soggetti per ridurre il disturbo, garantendo così la sana convivenza. Basterebbe fermarsi a riflettere cinque secondi prima di ogni azione compiuta. Basterebbe domandarsi, prima di suonare il clacson alle tre di notte: "Che conseguenza può avere questa azione sulle persone che attorno a me vivono, e che magari fra quattro ore dovranno svegliarsi?". Basterebbe non fermarsi al proprio orticello, ma immedesimarsi in quelle persone che il lunedì sera sono obbligate a rimanere sveglie fino alle due e mezza a causa di schiamazzi e porte che sbattono, e che il martedì mattina volenti o nolenti sono svegliate alle 6.30 per l'arrivo del mercato, dormendo così un totale di quattro ore. Questo si chiama buonsenso, ed è ciò che man mano sembra si stia andando a perdere. La causa di questo? Onestamente non la so, ma di sicuro l'educazione in famiglia gioca un ruolo fondamentale. Lo ammetto, sono stato il primo a trasgredire qualche regola, ma appena tornavo a casa avevo la punizione pronta ad aspettarmi. Oggi invece sembra che dietro alla scusa "sono ragazzate", tutto sia concesso, anche se a compierle si tratta di persone di 20, 30 se non addirittura 40 anni. Penso che, il progetto "Merate, città del benessere 2035" dovrebbe costruire la propria agenda partendo proprio da qui, ovvero analizzando i bisogni dei cittadini prioritizzandoli secondo la piramide di Maslow. Secondo tale teoria, il sonno è uno dei bisogni fisiologici, posti alla base di tutti quelli di grado superiore, ivi inclusi i bisogni relativi ai rapporti sociali. Questo non significa ovviamente che il bisogno di rapporti sociali sia trascurabile. Significa piuttosto che il benessere si costruisce dal basso, garantendo prima il soddisfacimento dei bisogni primari ai cittadini, per poi poter strutturare interventi per i bisogni di gerarchia superiore, migliorando così il benessere comune. All'atto pratico, questo si potrebbe tradurre nel saper redigere in primis un regolamento serio, chiaro e fermo su ciò che è permesso fare in orari notturni, diversificando magari anche in base alle zone. Il secondo passo è quello di garantire che tale regolamento venga rispettato, non solo in maniera punitiva, ma piuttosto in maniera educativa, sensibilizzando sulle conseguenze delle trasgressioni. L'ultimo passo è premiare chi rispetta le regole, incentivando così i modelli più virtuosi rendendoli esempi da imitare. Questo dovrebbe essere, a parer mio, il percorso da intraprendere sin da subito, per arrivare al 2035 con un po' di benessere in più.
Mi unisco ai ringraziamenti verso Alberto, che ha riportato l'attenzione su un tema caldo. Ormai non si tratta più di episodi sporadici, ma piuttosto è all'ordine del giorno vedere atteggiamenti che si discostano dalle più basilari regole dell'educazione. Che si tratti di persone che alle tre di notte suonano il clacson di auto o moto. Che si tratti di clienti che uscendo dai locali in piena notte urlano, fischiano o cantano. Che si tratti di gestori di locali che non si rendono conto che rimanere fino a tardi nei locali ha conseguenze sul benessere delle persone, che magari alle due di notte vorrebbero solo aprire le finestre di casa per godere di un po' di fresco durante il poco riposo, ed invece si ritrovano il fumo di sigaretta in camera. Tutti questi comportamenti si traducono con una sola parola: inciviltà. Basterebbe veramente poco da parte di tutti questi soggetti per ridurre il disturbo, garantendo così la sana convivenza. Basterebbe fermarsi a riflettere cinque secondi prima di ogni azione compiuta. Basterebbe domandarsi, prima di suonare il clacson alle tre di notte: "Che conseguenza può avere questa azione sulle persone che attorno a me vivono, e che magari fra quattro ore dovranno svegliarsi?". Basterebbe non fermarsi al proprio orticello, ma immedesimarsi in quelle persone che il lunedì sera sono obbligate a rimanere sveglie fino alle due e mezza a causa di schiamazzi e porte che sbattono, e che il martedì mattina volenti o nolenti sono svegliate alle 6.30 per l'arrivo del mercato, dormendo così un totale di quattro ore. Questo si chiama buonsenso, ed è ciò che man mano sembra si stia andando a perdere. La causa di questo? Onestamente non la so, ma di sicuro l'educazione in famiglia gioca un ruolo fondamentale. Lo ammetto, sono stato il primo a trasgredire qualche regola, ma appena tornavo a casa avevo la punizione pronta ad aspettarmi. Oggi invece sembra che dietro alla scusa "sono ragazzate", tutto sia concesso, anche se a compierle si tratta di persone di 20, 30 se non addirittura 40 anni. Penso che, il progetto "Merate, città del benessere 2035" dovrebbe costruire la propria agenda partendo proprio da qui, ovvero analizzando i bisogni dei cittadini prioritizzandoli secondo la piramide di Maslow. Secondo tale teoria, il sonno è uno dei bisogni fisiologici, posti alla base di tutti quelli di grado superiore, ivi inclusi i bisogni relativi ai rapporti sociali. Questo non significa ovviamente che il bisogno di rapporti sociali sia trascurabile. Significa piuttosto che il benessere si costruisce dal basso, garantendo prima il soddisfacimento dei bisogni primari ai cittadini, per poi poter strutturare interventi per i bisogni di gerarchia superiore, migliorando così il benessere comune. All'atto pratico, questo si potrebbe tradurre nel saper redigere in primis un regolamento serio, chiaro e fermo su ciò che è permesso fare in orari notturni, diversificando magari anche in base alle zone. Il secondo passo è quello di garantire che tale regolamento venga rispettato, non solo in maniera punitiva, ma piuttosto in maniera educativa, sensibilizzando sulle conseguenze delle trasgressioni. L'ultimo passo è premiare chi rispetta le regole, incentivando così i modelli più virtuosi rendendoli esempi da imitare. Questo dovrebbe essere, a parer mio, il percorso da intraprendere sin da subito, per arrivare al 2035 con un po' di benessere in più.
Marco
























