Sanità Lombarda: il solito teatrino d’agosto

Sanità Lombardia: gli annunci di Fontana e Bertolaso sono propaganda. Il servizio sanitario collassa per mancanza di fondi e visione.

Siamo di fronte all'ennesimo, inaccettabile teatrino d'agosto. Mentre i cittadini lombardi subiscono ogni giorno i disastri di un Servizio Sanitario Regionale sempre più in difficoltà, la Giunta Fontana e l'assessore Bertolaso rispondono con Delibera n. 6692 del 3 Agosto 2026 con la solita sfilata di annunci programmatici e scadenze fittizie

La verità che il Governo Nazionale e la Giunta Lombarda cercano di nascondere è una sola: senza finanziamenti strutturali e senza la volontà politica di difendere il pubblico, ogni piano regionale è pura propaganda sulla pelle dei malati”.

L’ansia delle liste d’attesa e il CUP fantasma

L’ultima novità fissa tempi rigidi per le prenotazioni: a partire dal 15 Settembre: 10 giorni per le urgenze, 30 per le visite brevi. Cosa succede se un medico prescrive una TAC salvavita con classe U a tre giorni oppure B a 10 giorni? Il paziente sprofonda nell'angoscia, costretto a una caccia al tesoro telefonica tra i vari ospedali.

Il dramma è che il Centro Unico di Prenotazione (CUP) regionale è ancora un fantasma. La Giunta non ha mai avuto il coraggio di obbligare i grandi gruppi privati accreditati a inserire le proprie agende nel sistema unico. Il risultato? Il cittadino è costretto a fare il giro delle sette chiese e, se vuole curarsi in tempo, deve pagare di tasca propria. Questa non è eccellenza, è l'inizio della privatizzazione del diritto alla salute”.

Il privato accreditato come un bancomat senza controlli

“Mentre i nostri ospedali pubblici soffocano sotto il peso del definanziamento cronico, la Regione continua a dirottare fiumi di denaro pubblico verso le strutture private con il pretesto di abbattere le liste d'attesa. Una scelta scellerata, mai ridiscussa nemmeno dopo gli scandali che hanno travolto realtà come il San Raffaele.

Come ha segnalato a più riprese la Corte dei Conti, la Regione eroga questi fondi straordinari senza alcun criterio di verifica sull'efficacia e sull'adeguatezza delle prestazioni. Al privato viene permesso di fare mero budget, selezionando gli esami più semplici e remunerativi e scaricando sul settore pubblico i casi più complessi, cronici e costosi”.

Case di Comunità: il gioco delle tre carte che svuota gli ospedali

“Sul territorio la situazione è desolante. Intere aree della Lombardia sono abbandonate a causa della carenza strutturale di medici di medicina generale, un'emergenza tamponata solo con ambulatori temporanei che cancellano il diritto al medico di fiducia.

Le Case di Comunità sbandierate da Fontana sono scatole vuote. Per aprirle, la Giunta sta attuando un pericoloso gioco delle tre carte: non essendoci nuove assunzioni, medici, infermieri e medici di famiglia vengono sottratti dalle loro normali attività: Reparti ospedalieri e attività ambulatoriali pubblici, mandando la rete assistenziale ancora più in crisi. E dove la coperta è corta, si ricorre ad appalti con cooperative, privatizzando il territorio prima ancora di averlo strutturato”.

Fuga del personale e lo scandalo dei gettonisti: il fallimento della Giunta

“La Lombardia registra una carenza drammatica di oltre 3.000 infermieri. Le nostre università formano professionisti eccellenti che poi la Regione lascia scappare in Svizzera o nel settore privato a causa di stipendi fermi a 1.500 euro e turni massacranti. Di fronte a questa emorragia, la risposta di Bertolaso è volare in Sudamerica o in Uzbekistan alla ricerca di personale straniero, un piano fallimentare naufragato tra barriere linguistiche e lungaggini burocratiche.

Contemporaneamente, nei nostri Pronto Soccorso prosegue lo scandalo insostenibile dei medici 'a gettone'. Bertolaso aveva promesso di azzerarli, ma le continue proroghe governative lasciano il controllo alle cooperative.
- Un danno economico devastante: un gettonista costa fino a 1.200 euro a turno, quanto tre medici dipendenti.
- Un danno organizzativo grave: uso di personale spesso non specializzato in medicina d’urgenza e che spezza la continuità della cura, alimentando la frustrazione e la fuga dei medici strutturati”.

La nostra proposta: invertire la rotta per salvare il servizio pubblico

“La favola del modello lombardo è finita. Chiediamo un'inversione di rotta immediata e radicale attraverso 4 pilastri non più rimandabili:
- Un nuovo rapporto pubblico-privato: Stop ai finanziamenti a pioggia e senza controlli. Il privato accreditato deve essere integrato sotto una regia pubblica rigorosa, con l'obbligo tassativo di inserire tutte le agende nel CUP unico.
- Un piano straordinario di assunzioni: È necessario rimuovere immediatamente il blocco del turn-over. Gli ospedali e i servizi territoriali non si salvano con i gettonisti o svuotando i reparti, ma sbloccando i concorsi pubblici per coprire le carenze croniche di medici di famiglia e personale sanitario.
- Revisione delle retribuzioni: Bisogna valorizzare il nostro capitale umano. Serve un adeguamento immediato degli stipendi di medici e infermieri per allinearli ai livelli europei.
- Stop al business delle cooperative: Risorse certe e vincolate per stabilizzare il personale interno e azzerare definitivamente lo scandalo dei medici a gettone.

Gestire il declino della salute pubblica per favorire il profitto privato non è più accettabile. Noi continueremo a batterci in Consiglio Regionale e in ogni piazza della Lombardia per difendere il diritto costituzionale alla salute e un servizio sanitario davvero pubblico, universale e gratuito”.
Alleanza Verdi e Sinistra
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