Merate: la città del domani rischia di essere come ieri

Mattia Salvioni, sindaco di Merate dal giugno 2024: il programma ambizioso e i nodi irrisolti di un’amministrazione giovane.
Mattia Salvioni, nato nel 1994, consulente d’azienda ed ex segretario del PD locale, è diventato il più giovane sindaco di Merate del dopoguerra con la lista civica ViviAmo Merate, vincendo al primo turno con il 52,72% dei voti. Lo slogan della campagna era chiaro: “La Merate di domani inizia oggi”. Il programma, presentato come un opuscolo di circa 40 pagine e riassunto in “dieci idee guida”, puntava a una città sana e verde, al rilancio dell’ospedale San Leopoldo Mandic, a frazioni “vive” e collegate, a inclusione, alleanza generazionale, cultura (“Piazza del Sapere”) e ruolo di guida della Brianza meratese. Progetti concreti per ogni frazione, DAS per la copertura telefonica del centro senza antenne invasive, riorganizzazione (ma non spostamento) del mercato, valorizzazione della Riserva di Sartirana secondo il piano integrato, ascolto e partecipazione.
A oltre due anni dall’insediamento (giugno 2024), il bilancio è più grigio di quanto le dichiarazioni ufficiali lascino intendere. L’amministrazione ha chiuso alcune opere ereditate (pista pump track, risistemazione Lago di San Rocco, restauro affreschi Collegio Manzoni, isola ecologica), ha realizzato asfaltature e ripristini di segnaletica, avviato progetti di videosorveglianza e “città smart” con sensori, e messo a bilancio risorse per progettazione. Ha partecipato a bandi e ottenuto finanziamenti mirati. Tutto utile, ma spesso di ordinaria amministrazione o di completamento di quanto lasciato dalla precedente giunta. I grandi temi del programma restano aperti o mostrano limiti evidenti.
Ospedale e sanità: annunci e realtà
Il rilancio del Mandic era un cavallo di battaglia: mantenere il DEA di primo livello, tavolo di esperti, sinergie territoriali, pressione sulla Regione. Salvioni ha dichiarato disponibilità a gesti simbolici forti (fino al “deposito della fascia”) e è intervenuto su casi mediatici come quello del gettonista. La realtà è più dura: il sistema dei gettonisti persiste, i medici strutturati al Pronto Soccorso sono pochi, i tagli e le criticità strutturali non sono spariti. Il sindaco può fare pressione, ma non ha poteri diretti: il programma prometteva più di quanto un Comune possa realisticamente ottenere da solo. La retorica dell’interlocuzione privilegiata rischia di apparire più comunicativa che operativa.
Frazioni, viabilità e mercato: promesse a metà
Per le frazioni si annunciavano progetti specifici (spazio polifunzionale a Brugarolo, pavimentazione e riqualificazione a Cassina, rotonda e ciclabile a Novate, interventi a Pagnano e Sartirana) e una circolare di autobus. Qualcosa si è mosso in progettazione e piccoli interventi di sicurezza (via Cappelletta), ma i tempi sono lunghi e i risultati ancora parziali. Sulla viabilità sovracomunale (ponte di Paderno/San Michele, traffico dirottato, provinciali) la posizione di Merate è apparsa a tratti isolata o poco incisiva rispetto ad altri comuni.
Sul mercato il programma diceva chiaro: resta in centro, va riorganizzato per accessibilità e sicurezza insieme agli attori coinvolti. Dopo studi e presentazioni, Salvioni ha sostenuto che la situazione è “sostanzialmente in sicurezza” e servono solo piccoli aggiustamenti. Critiche locali (tra cui quelle di Merateonline) evidenziano invece la mancata piena conformità alle norme su vie di fuga e accesso mezzi di soccorso (larghezze, raggi di curvatura). L’esperienza passata di malori e principi di incendio in area mercatale non aiuta. Qui l’inesperienza amministrativa (prima carica pubblica per il sindaco e gran parte della giunta) emerge: si rischia di sottovalutare vincoli tecnici e di sicurezza in nome della continuità.
Ambiente, ordine pubblico e visione complessiva
Sulla Riserva di Sartirana si è ribadito il rispetto del piano integrato (niente riapertura “senza limiti”), con collaborazioni e interventi di manutenzione. Bene, ma non è la svolta “città sana e verde” annunciata. Sull’ordine pubblico sono emersi problemi legati a locali e gestione degli orari notturni; autorizzazioni iniziali generose sono state poi messe in discussione da fatti di cronaca. La videosorveglianza avanza, ma non risolve da sola la qualità della vita notturna e della sicurezza percepita.
Il punto più critico è la direzione complessiva. Dopo l’entusiasmo della campagna e i primi mesi di “ascolto e progettazione” (400 mila euro messi a bilancio), resta la sensazione di un’amministrazione che chiude cantieri, asfalta, installa sensori e partecipa a bandi, ma fatica a delineare una visione strategica chiara e a gestire i nodi strutturali (viabilità di area vasta, sanità, sicurezza del centro). L’inesperienza non è un reato, ma diventa un limite quando si traducono promesse in scelte concrete sotto vincoli di bilancio, norme e rapporti con Regione e altri enti. La comunicazione resta efficace (interviste, elenchi di progetti, presenza pubblica), mentre l’opposizione, secondo alcuni osservatori locali, non ha ancora trovato una strategia di attacco strutturata.
Salvioni e la sua maggioranza hanno tempo fino al 2029. Hanno chiuso opere, avviato cantieri e tentato innovazioni (DAS, smart city). Hanno però ereditato e parzialmente confermato problemi noti, e su alcuni punti del programma (mercato, grandi infrastrutture, reale peso sull’ospedale) i risultati sono ancora lontani dalle aspettative create. Un sindaco giovane e una lista civica di centrosinistra potevano portare energia e metodo nuovo. Finora hanno portato soprattutto gestione ordinaria e annunci. La “Merate di domani” rischia di somigliare troppo alla Merate di ieri, con qualche asfalto in più e qualche sensore. I cittadini giudicheranno se questo bastava.
Roby
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