Cernusco Lombardone, la piazza del Comune diventa una discoteca: per l’Amministrazione è tutto regolare?
Musica, luci colorate, casse e gente che balla proprio davanti al Municipio. Le immagini della serata a Cernusco Lombardone mostrano una piazza comunale che, per alcune ore, ha assunto l'aspetto di una vera e propria discoteca all'aperto.
Nessuno vuole mettere sotto accusa chi è sceso in piazza per divertirsi. E nessuno sostiene che organizzare feste e momenti di aggregazione sia qualcosa di negativo.
Il punto è un altro.
Quando una manifestazione di questo genere viene organizzata proprio davanti al Municipio, utilizzando uno spazio pubblico, i cittadini hanno il diritto di sapere chi l'ha autorizzata, con quali permessi, quali misure di sicurezza siano state predisposte e se tutto si sia svolto nel rispetto delle regole.
E guardando quelle immagini, le domande sono parecchie.
Chi ha autorizzato la “discoteca” davanti al Municipio?
Partiamo dalla questione più semplice.
Chi ha autorizzato l'utilizzo della piazza per questa manifestazione?
Chi ha presentato la richiesta?
Quali autorizzazioni sono state rilasciate?
Quali prescrizioni erano previste per la musica e l'impatto acustico?
Quali misure erano state predisposte per la sicurezza e la gestione delle persone presenti?
Non stiamo affermando che i permessi non esistessero.
Stiamo chiedendo che venga chiarito quali fossero.
Se tutto è stato regolarmente autorizzato, dovrebbe essere molto semplice per l'Amministrazione comunale rendere noti gli atti e spiegare ai cittadini a quali condizioni sia stata concessa la piazza.
Nelle immagini non si vedono agenti: chi controllava?
C'è poi la questione dei controlli.
Nelle fotografie a nostra disposizione non risultano visibili agenti della Polizia Locale o appartenenti ad altre forze dell'ordine impegnati nel presidio della piazza.
Questo non significa che non fossero presenti. Potrebbero essersi trovati in un'altra zona oppure essere intervenuti in momenti diversi da quelli immortalati nelle fotografie.
Proprio per questo chiediamo: era stato predisposto un servizio di controllo per la manifestazione?
Quanti operatori erano previsti?
In quali orari?
Chi aveva il compito di controllare la piazza, la viabilità e la sicurezza delle persone?
E chi avrebbe dovuto intervenire in caso di problemi?
Non servono supposizioni. Basta spiegare quale servizio fosse stato predisposto.
Assistenza sanitaria: cosa prevedeva il piano? Era prevista un'ambulanza?
C'è poi una questione ancora più delicata: l'assistenza sanitaria durante la manifestazione.
In Lombardia esistono specifiche procedure per l'organizzazione dell'assistenza sanitaria durante eventi e manifestazioni programmate.
La disciplina regionale prevede una valutazione del rischio e una conseguente pianificazione delle risorse sanitarie necessarie. AREU utilizza inoltre il sistema G.A.M.E.S. – Gestione Assistenza Manifestazioni ed Eventi Sportivi per le comunicazioni relative all'assistenza sanitaria degli eventi.
La documentazione AREU richiama inoltre, nell'ambito dell'assistenza sanitaria alle manifestazioni, l'impiego dell'ambulanza completa di equipaggio (MSB) quale risorsa minima per svolgere il servizio sanitario agli eventi.
Attenzione: questo non significa che possiamo stabilire semplicemente osservando alcune fotografie quali fossero gli obblighi sanitari della specifica serata di Cernusco Lombardone.
Per farlo bisogna conoscere come sia stato classificato l'evento e quale pianificazione sanitaria sia stata approvata o prevista.
Ed è proprio questo che chiediamo al Comune e agli organizzatori.
Quale livello di rischio era stato attribuito alla manifestazione?
Sono state effettuate le comunicazioni previste ad AREU?
Quale assistenza sanitaria era stata programmata?
Era prevista un'ambulanza?
Se sì, dove era posizionata?
Nelle fotografie a nostra disposizione non risulta visibile alcun mezzo di soccorso. Questo, naturalmente, non dimostra che non ci fosse: l'ambulanza potrebbe essere stata collocata in un'altra zona.
Per togliere ogni dubbio basta quindi una risposta documentata: quali mezzi e quali operatori sanitari erano previsti e quali erano effettivamente presenti quella sera?
E la Guardia Medica era sempre raggiungibile?
A questa domanda se ne aggiunge un'altra legata alla presenza nell'area della Continuità Assistenziale, la cosiddetta Guardia Medica.
Durante la manifestazione il servizio era normalmente e facilmente raggiungibile?
Gli accessi erano liberi?
La presenza del pubblico, delle attrezzature e degli impianti consentiva il passaggio senza difficoltà?
Era garantito l'accesso anche a eventuali mezzi di emergenza?
Quali precauzioni erano state eventualmente predisposte per evitare che la festa interferisse con un servizio sanitario?
Ancora una volta, non affermiamo che ci siano state irregolarità.
Chiediamo come sia stata gestita la situazione.
E quella porta del Municipio aperta?
Poi c'è un particolare che emerge dalle immagini e sul quale sarebbe interessante ricevere una spiegazione.
Durante la festa la porta del Municipio appare aperta. Perché?
I partecipanti potevano entrare?
Erano stati messi a disposizione i servizi igienici del Comune?
Se sì, chi ne aveva autorizzato l'utilizzo?
Quali locali erano accessibili?
Chi garantiva la sorveglianza dell'edificio?
Era presente personale comunale o altro personale incaricato?
Il Municipio è la casa di tutti, ma è anche un edificio istituzionale. Se durante una manifestazione viene consentito l'accesso al pubblico, è assolutamente legittimo chiedere chi abbia preso questa decisione, per quale motivo e con quali modalità.
E soprattutto: la stessa possibilità verrebbe concessa a qualsiasi altra associazione del paese?
La questione Monica e Dario Vanoli
C'è poi un'altra circostanza sulla quale sarebbe nell'interesse della stessa Amministrazione garantire la massima trasparenza.
Monica Vanoli è consigliera comunale con incarichi nell'ambito delle Associazioni e del Tempo libero.
Dall'altra parte c'è Dario Vanoli, presidente dell'associazione I Bagai di Binari.
Monica e Dario Vanoli sono fratello e sorella.
Precisiamo immediatamente una cosa fondamentale: essere fratello e sorella non rappresenta ovviamente alcuna irregolarità e il rapporto di parentela, da solo, non dimostra favoritismi o comportamenti scorretti.
Ma proprio perché Monica Vanoli ricopre un incarico politico-amministrativo collegato al mondo delle associazioni e del tempo libero, la trasparenza sui rispettivi ruoli è nell'interesse di tutti, compresa la stessa consigliera.
Per questo chiediamo:
Monica Vanoli ha avuto un ruolo nell'organizzazione, nei rapporti con gli organizzatori o nell'iter amministrativo relativo a questa specifica manifestazione?
Ha partecipato a incontri riguardanti l'evento?
Ha avuto rapporti con gli uffici comunali relativamente alla manifestazione?
Ha partecipato a eventuali decisioni riguardanti concessione degli spazi, patrocinio, contributi o altre forme di collaborazione?
Se non ha avuto alcun ruolo, basta dirlo.
Se invece ha partecipato a qualche passaggio, sarebbe altrettanto semplice spiegare quale.
Sono domande, non accuse.
E il sindaco Gennaro Toto cosa ne pensa?
Ma le domande non possono essere rivolte soltanto agli organizzatori o alla consigliera Vanoli.
Cernusco Lombardone ha un sindaco: Gennaro Toto.
E allora chiediamo direttamente al primo cittadino: Sindaco Toto, era a conoscenza delle modalità con cui sarebbe stata utilizzata la piazza davanti al Municipio?
Era a conoscenza dell'organizzazione della serata, della musica, degli impianti e della presenza di persone che avrebbero ballato davanti alla sede comunale?
Era a conoscenza dell'eventuale apertura del Municipio durante la manifestazione?
Per il sindaco Gennaro Toto risulta tutto regolare?
Risultano regolari le autorizzazioni?
Risultano correttamente predisposte le misure di sicurezza?
Risultano effettuate le comunicazioni e la pianificazione sanitaria eventualmente necessarie?
Il sindaco era a conoscenza delle modalità di accesso alla Guardia Medica durante la manifestazione?
E soprattutto: il sindaco era informato dell'eventuale utilizzo degli spazi interni del Municipio e dei servizi igienici comunali?
E l'assessore De Luca?
Le stesse domande meritano di essere rivolte anche all'assessore Antonio De Luca.
L'assessore De Luca era a conoscenza di tutto questo?
Quale ruolo ha avuto, se ne ha avuto uno, nell'organizzazione o nell'iter amministrativo della serata?
Era a conoscenza delle modalità di utilizzo della piazza e dell'edificio comunale?
Per l'assessore De Luca risulta tutto regolare?
Sindaco e assessore ritengono che tutte le procedure previste siano state rispettate?
Se sì, benissimo.
Rendano pubblici gli atti e lo spieghino ai cittadini.
Se invece qualcosa quella sera si fosse svolto diversamente rispetto a quanto autorizzato, allora nascerebbe inevitabilmente un'altra domanda:
chi avrebbe dovuto controllare?
Un altro cittadino potrebbe fare esattamente la stessa cosa?
Alla fine rimane la domanda forse più importante.
Se domani un'altra associazione, un commerciante o un semplice gruppo di cittadini chiedesse di organizzare una serata identica, riceverebbe lo stesso trattamento?
Potrebbe trasformare la piazza davanti al Municipio in una pista da ballo?
Potrebbe installare casse e luci?
Potrebbe organizzare musica e balli?
Potrebbe eventualmente utilizzare i servizi igienici comunali?
Troverebbe aperta la porta del Municipio?
Avrebbe le stesse condizioni?
È questa la vera questione politica.
Non impedire le feste, ma garantire che regole e opportunità siano uguali per tutti.
Sindaco Toto, pubblicate gli atti e rispondete
A questo punto non servono polemiche.
Servono risposte.
E soprattutto servono documenti.
Chiediamo al sindaco Gennaro Toto e all'Amministrazione comunale di rendere noti, nei limiti previsti dalla legge:
gli atti relativi alla concessione e all'utilizzo della piazza;
le autorizzazioni relative alla manifestazione;
le eventuali prescrizioni sulla musica e sull'impatto acustico;
le misure predisposte per sicurezza e controllo;
la pianificazione dell'assistenza sanitaria e le eventuali comunicazioni ad AREU;
quali mezzi di soccorso fossero previsti e concretamente presenti;
come sia stato garantito l'accesso alla Guardia Medica;
perché il Municipio risultasse aperto e se fossero stati messi a disposizione locali o servizi igienici;
eventuali patrocini, contributi o costi sostenuti dal Comune;
quale sia stato, se c'è stato, il ruolo della consigliera Monica Vanoli nell'iter relativo alla manifestazione.
Poi basterebbe una risposta molto semplice da parte del sindaco Gennaro Toto e dell'assessore Antonio De Luca:
per voi quella sera era tutto regolare?
Se la risposta è sì, gli atti potranno dimostrarlo e ogni dubbio sarà chiarito.
Perché la piazza è di tutti.
Il Municipio è di tutti.
E soprattutto le regole devono essere uguali per tutti.
Quanto alla famiglia Vanoli, nessuno pretende certo che a Cernusco Lombardone fratello e sorella smettano di essere fratello e sorella.
Ma tra associazioni, feste e Comune, almeno le risposte ai cittadini sarebbe meglio non darle “in famiglia”.
Un gruppo di cittadini
Nessuno vuole mettere sotto accusa chi è sceso in piazza per divertirsi. E nessuno sostiene che organizzare feste e momenti di aggregazione sia qualcosa di negativo.
Il punto è un altro.
Quando una manifestazione di questo genere viene organizzata proprio davanti al Municipio, utilizzando uno spazio pubblico, i cittadini hanno il diritto di sapere chi l'ha autorizzata, con quali permessi, quali misure di sicurezza siano state predisposte e se tutto si sia svolto nel rispetto delle regole.

Chi ha autorizzato la “discoteca” davanti al Municipio?
Partiamo dalla questione più semplice.
Chi ha autorizzato l'utilizzo della piazza per questa manifestazione?
Chi ha presentato la richiesta?
Quali autorizzazioni sono state rilasciate?
Quali prescrizioni erano previste per la musica e l'impatto acustico?
Quali misure erano state predisposte per la sicurezza e la gestione delle persone presenti?
Non stiamo affermando che i permessi non esistessero.
Stiamo chiedendo che venga chiarito quali fossero.
Se tutto è stato regolarmente autorizzato, dovrebbe essere molto semplice per l'Amministrazione comunale rendere noti gli atti e spiegare ai cittadini a quali condizioni sia stata concessa la piazza.
Nelle immagini non si vedono agenti: chi controllava?
C'è poi la questione dei controlli.
Nelle fotografie a nostra disposizione non risultano visibili agenti della Polizia Locale o appartenenti ad altre forze dell'ordine impegnati nel presidio della piazza.
Questo non significa che non fossero presenti. Potrebbero essersi trovati in un'altra zona oppure essere intervenuti in momenti diversi da quelli immortalati nelle fotografie.
Proprio per questo chiediamo: era stato predisposto un servizio di controllo per la manifestazione?
Quanti operatori erano previsti?
In quali orari?

E chi avrebbe dovuto intervenire in caso di problemi?
Non servono supposizioni. Basta spiegare quale servizio fosse stato predisposto.
Assistenza sanitaria: cosa prevedeva il piano? Era prevista un'ambulanza?
C'è poi una questione ancora più delicata: l'assistenza sanitaria durante la manifestazione.
In Lombardia esistono specifiche procedure per l'organizzazione dell'assistenza sanitaria durante eventi e manifestazioni programmate.
La disciplina regionale prevede una valutazione del rischio e una conseguente pianificazione delle risorse sanitarie necessarie. AREU utilizza inoltre il sistema G.A.M.E.S. – Gestione Assistenza Manifestazioni ed Eventi Sportivi per le comunicazioni relative all'assistenza sanitaria degli eventi.
La documentazione AREU richiama inoltre, nell'ambito dell'assistenza sanitaria alle manifestazioni, l'impiego dell'ambulanza completa di equipaggio (MSB) quale risorsa minima per svolgere il servizio sanitario agli eventi.
Attenzione: questo non significa che possiamo stabilire semplicemente osservando alcune fotografie quali fossero gli obblighi sanitari della specifica serata di Cernusco Lombardone.
Per farlo bisogna conoscere come sia stato classificato l'evento e quale pianificazione sanitaria sia stata approvata o prevista.
Ed è proprio questo che chiediamo al Comune e agli organizzatori.
Quale livello di rischio era stato attribuito alla manifestazione?
Sono state effettuate le comunicazioni previste ad AREU?
Quale assistenza sanitaria era stata programmata?
Era prevista un'ambulanza?
Se sì, dove era posizionata?
Nelle fotografie a nostra disposizione non risulta visibile alcun mezzo di soccorso. Questo, naturalmente, non dimostra che non ci fosse: l'ambulanza potrebbe essere stata collocata in un'altra zona.
Per togliere ogni dubbio basta quindi una risposta documentata: quali mezzi e quali operatori sanitari erano previsti e quali erano effettivamente presenti quella sera?
E la Guardia Medica era sempre raggiungibile?
A questa domanda se ne aggiunge un'altra legata alla presenza nell'area della Continuità Assistenziale, la cosiddetta Guardia Medica.
Durante la manifestazione il servizio era normalmente e facilmente raggiungibile?
Gli accessi erano liberi?
La presenza del pubblico, delle attrezzature e degli impianti consentiva il passaggio senza difficoltà?
Era garantito l'accesso anche a eventuali mezzi di emergenza?
Quali precauzioni erano state eventualmente predisposte per evitare che la festa interferisse con un servizio sanitario?
Ancora una volta, non affermiamo che ci siano state irregolarità.
Chiediamo come sia stata gestita la situazione.
E quella porta del Municipio aperta?
Poi c'è un particolare che emerge dalle immagini e sul quale sarebbe interessante ricevere una spiegazione.
Durante la festa la porta del Municipio appare aperta. Perché?
I partecipanti potevano entrare?
Erano stati messi a disposizione i servizi igienici del Comune?
Se sì, chi ne aveva autorizzato l'utilizzo?
Quali locali erano accessibili?
Chi garantiva la sorveglianza dell'edificio?
Era presente personale comunale o altro personale incaricato?

E soprattutto: la stessa possibilità verrebbe concessa a qualsiasi altra associazione del paese?
La questione Monica e Dario Vanoli
C'è poi un'altra circostanza sulla quale sarebbe nell'interesse della stessa Amministrazione garantire la massima trasparenza.
Monica Vanoli è consigliera comunale con incarichi nell'ambito delle Associazioni e del Tempo libero.
Dall'altra parte c'è Dario Vanoli, presidente dell'associazione I Bagai di Binari.
Monica e Dario Vanoli sono fratello e sorella.
Precisiamo immediatamente una cosa fondamentale: essere fratello e sorella non rappresenta ovviamente alcuna irregolarità e il rapporto di parentela, da solo, non dimostra favoritismi o comportamenti scorretti.
Ma proprio perché Monica Vanoli ricopre un incarico politico-amministrativo collegato al mondo delle associazioni e del tempo libero, la trasparenza sui rispettivi ruoli è nell'interesse di tutti, compresa la stessa consigliera.
Per questo chiediamo:
Monica Vanoli ha avuto un ruolo nell'organizzazione, nei rapporti con gli organizzatori o nell'iter amministrativo relativo a questa specifica manifestazione?
Ha partecipato a incontri riguardanti l'evento?
Ha avuto rapporti con gli uffici comunali relativamente alla manifestazione?
Ha partecipato a eventuali decisioni riguardanti concessione degli spazi, patrocinio, contributi o altre forme di collaborazione?
Se non ha avuto alcun ruolo, basta dirlo.
Se invece ha partecipato a qualche passaggio, sarebbe altrettanto semplice spiegare quale.
Sono domande, non accuse.
E il sindaco Gennaro Toto cosa ne pensa?
Ma le domande non possono essere rivolte soltanto agli organizzatori o alla consigliera Vanoli.
Cernusco Lombardone ha un sindaco: Gennaro Toto.
E allora chiediamo direttamente al primo cittadino: Sindaco Toto, era a conoscenza delle modalità con cui sarebbe stata utilizzata la piazza davanti al Municipio?
Era a conoscenza dell'organizzazione della serata, della musica, degli impianti e della presenza di persone che avrebbero ballato davanti alla sede comunale?
Era a conoscenza dell'eventuale apertura del Municipio durante la manifestazione?
Per il sindaco Gennaro Toto risulta tutto regolare?
Risultano regolari le autorizzazioni?
Risultano correttamente predisposte le misure di sicurezza?
Risultano effettuate le comunicazioni e la pianificazione sanitaria eventualmente necessarie?
Il sindaco era a conoscenza delle modalità di accesso alla Guardia Medica durante la manifestazione?
E soprattutto: il sindaco era informato dell'eventuale utilizzo degli spazi interni del Municipio e dei servizi igienici comunali?
E l'assessore De Luca?
Le stesse domande meritano di essere rivolte anche all'assessore Antonio De Luca.
L'assessore De Luca era a conoscenza di tutto questo?
Quale ruolo ha avuto, se ne ha avuto uno, nell'organizzazione o nell'iter amministrativo della serata?
Era a conoscenza delle modalità di utilizzo della piazza e dell'edificio comunale?
Per l'assessore De Luca risulta tutto regolare?
Sindaco e assessore ritengono che tutte le procedure previste siano state rispettate?
Se sì, benissimo.
Rendano pubblici gli atti e lo spieghino ai cittadini.
Se invece qualcosa quella sera si fosse svolto diversamente rispetto a quanto autorizzato, allora nascerebbe inevitabilmente un'altra domanda:
chi avrebbe dovuto controllare?
Un altro cittadino potrebbe fare esattamente la stessa cosa?
Alla fine rimane la domanda forse più importante.
Se domani un'altra associazione, un commerciante o un semplice gruppo di cittadini chiedesse di organizzare una serata identica, riceverebbe lo stesso trattamento?
Potrebbe trasformare la piazza davanti al Municipio in una pista da ballo?
Potrebbe installare casse e luci?
Potrebbe organizzare musica e balli?
Potrebbe eventualmente utilizzare i servizi igienici comunali?
Troverebbe aperta la porta del Municipio?
Avrebbe le stesse condizioni?
È questa la vera questione politica.
Non impedire le feste, ma garantire che regole e opportunità siano uguali per tutti.
Sindaco Toto, pubblicate gli atti e rispondete
A questo punto non servono polemiche.
Servono risposte.
E soprattutto servono documenti.
Chiediamo al sindaco Gennaro Toto e all'Amministrazione comunale di rendere noti, nei limiti previsti dalla legge:
gli atti relativi alla concessione e all'utilizzo della piazza;
le autorizzazioni relative alla manifestazione;
le eventuali prescrizioni sulla musica e sull'impatto acustico;
le misure predisposte per sicurezza e controllo;
la pianificazione dell'assistenza sanitaria e le eventuali comunicazioni ad AREU;
quali mezzi di soccorso fossero previsti e concretamente presenti;
come sia stato garantito l'accesso alla Guardia Medica;
perché il Municipio risultasse aperto e se fossero stati messi a disposizione locali o servizi igienici;
eventuali patrocini, contributi o costi sostenuti dal Comune;
quale sia stato, se c'è stato, il ruolo della consigliera Monica Vanoli nell'iter relativo alla manifestazione.
Poi basterebbe una risposta molto semplice da parte del sindaco Gennaro Toto e dell'assessore Antonio De Luca:
per voi quella sera era tutto regolare?
Se la risposta è sì, gli atti potranno dimostrarlo e ogni dubbio sarà chiarito.
Perché la piazza è di tutti.
Il Municipio è di tutti.
E soprattutto le regole devono essere uguali per tutti.
Quanto alla famiglia Vanoli, nessuno pretende certo che a Cernusco Lombardone fratello e sorella smettano di essere fratello e sorella.
Ma tra associazioni, feste e Comune, almeno le risposte ai cittadini sarebbe meglio non darle “in famiglia”.
Un gruppo di cittadini
Un gruppo di cittadini
























