Montevecchia: disastro viabilistico ampiamente annunciato. Con centinaia di auto in sosta vietata 58 sanzioni per 3mila €

Cinquantotto verbali e 3.054 euro di sanzioni. È il bilancio che la Polizia Locale di Montevecchia consegna dopo la serata del 12 agosto, quando l'Alta Collina è stata raggiunta da migliaia di persone richiamate dall'eclissi parziale di sole – un fenomeno che in Lombardia ha oscurato gran parte del disco solare e che non si ripeteva con questa portata da ventisette anni – e, a seguire, dallo sciame delle Perseidi. Le contestazioni riguardano in larghissima parte il divieto di sosta, a cui si aggiungono la sosta sul marciapiede e quella in prossimità di aree di intersezione: tre le fattispecie del Codice della Strada applicate dagli agenti.
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Dietro i numeri c'è l'immagine di una collina paralizzata. Auto incolonnate lungo via Belvedere già nel tardo pomeriggio, vetture lasciate ovunque, sui marciapiedi per tratti lunghissimi, a ridosso delle curve o in prossimità degli incroci, al punto da ridurre la carreggiata a una sola corsia percorribile e imbottigliare chi era già in coda. La piazza del Santuario, la scalinata e l'intera area pubblica dell'Alta Collina si sono riempite di pedoni; molti automobilisti, esasperati, hanno finito per abbandonare la macchina in mezzo alla strada e proseguire a piedi. L'afflusso è proseguito fino alle 23.
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Nelle ore successive sono state numerose le segnalazioni dei cittadini, tutte concordi nell'indicare lo stesso nodo: non l'evento in sé, ma l'assenza di un filtro del traffico all'imbocco della collina. Il timore più ricorrente riguarda i soccorsi, con la convinzione diffusa che in quelle condizioni un'ambulanza non sarebbe passata. C'è chi si è trovato bloccato per ore, chi ha riferito momenti di tensione, chi ha ricordato che già alle 19, mezz'ora prima dell'inizio del fenomeno, la coda partiva dalla Bassa Collina senza che nessuno la fermasse, e che il traffico avrebbe dovuto essere bloccato alle Quattro Strade. C'è infine chi ha riportato la questione sul piano politico richiamando il Montevecchia Pass della precedente amministrazione: strumento giudicato imperfetto, ma capace almeno di introdurre un principio di contingentamento degli accessi.
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Un avviso, in realtà, era arrivato. La sera prima, martedì 11 agosto intorno alle 19, l'Amministrazione aveva diffuso sul canale WhatsApp del Comune la locandina dell'osservazione al Santuario, accompagnata da un messaggio esplicito: evento a numero chiuso, posti esauriti, invito a non raggiungere l'Alta Collina se non accreditati. Il punto è che a Montevecchia il problema non è nuovo. L'Alta Collina convive da anni con un afflusso estivo consistente, alimentato non solo dalla provincia, ma anche dall'hinterland milanese, e con una difficoltà cronica nel governare traffico e parcheggi. C'è poi un elemento in più, che riguarda proprio la strada rimasta intasata per ore: via Belvedere è sorvegliata dal 2023 per il degrado del tratto costruito a sbalzo sul versante, tanto che oggi il transito è regolato da telecamere che dirottano a senso unico alternato i mezzi oltre le 3,5 tonnellate, in attesa di un intervento definitivo stimato in diversi milioni di euro.
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L'Amministrazione è consapevole delle criticità complessive della zona, tanto da aver avviato quest'anno il progetto dei cartelli con l'indicazione dei posti auto liberi: uno strumento informativo utile, che però non limita gli accessi. Chi arriva tende a salire comunque, anche vedendo la coda, e a parcheggiare dove capita. Per una serata annunciata come eccezionale servivano misure di altro tipo: un presidio alle Quattro Strade, la chiusura o il filtraggio della strada a valle, un servizio navetta straordinario.
Il contrasto più netto emerge dal confronto con l'organizzazione dell'unico evento ufficiale. L'osservazione sulla terrazza del Santuario, curata da AstroExperience era a numero chiuso: 55 posti, prenotazione esclusivamente online. Il percorso era partito da lontano, con i primi contatti con la parrocchia nel novembre 2025 e il via libera arrivato in aprile dopo un sopralluogo. Soprattutto, per stabilire da dove il fenomeno sarebbe stato davvero visibile, l'organizzatore era salito più volte in collina nei mesi precedenti per raccogliere misurazioni precise, arrivando a una conclusione controcorrente: a Montevecchia, per orientamento e conformazione del rilievo, l'unico punto realmente adatto era la terrazza del Santuario. Dal resto della collina la visione sarebbe stata scarsa o nulla.
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È qui che si è innescato l'equivoco. Diverse testate, locali e non, avevano indicato genericamente Montevecchia come punto panoramico ideale per osservare l'eclissi, senza precisare che soltanto quell'area prescelta, riservata ai 55 prenotati, offriva condizioni adeguate. Il risultato è stato un afflusso di massa verso luoghi da cui il fenomeno, per giunta basso sull'orizzonte e penalizzato da previsioni meteo pessime, si sarebbe visto male o per niente.

L'organizzatore, dal canto suo, ha passato le settimane precedenti a fare l'esatto contrario dell'incentivo. Raggiunto il tutto esaurito circa un mese prima, aveva pubblicato sui propri canali un avviso in cui di fatto sconsigliava di salire, vista la scarsa probabilità di riuscire a vedere l'eclissi. Ha continuato comunque a ricevere in massa telefonate di persone decise a partecipare a ogni costo, al punto da segnalare la situazione alla polizia locale nei giorni precedenti, spiegando che l'evento era a numero chiuso ma che era prevedibile l'arrivo di molti non prenotati. Ha rifiutato anche le richieste di alcune testate nazionali che chiedevano di raggiungerlo per realizzare dirette dal posto, ripetendo che le condizioni erano pessime. Il giorno stesso, infine, ha affisso lungo la scalinata e nell'area del Santuario dodici fogli con un messaggio inequivocabile: tutti gli eventi al Santuario sono pieni, non saranno accettate persone oltre ai prenotati, non c'è margine per eccezioni.
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Che il problema non fosse l'evento lo suggerisce anche un confronto diretto. La stessa realtà ha organizzato per il 12 agosto un'osservazione dell'eclissi al Castello Visconteo di Trezzo sull'Adda, nell'ambito di Ville Aperte in Brianza, con una partecipazione ben più numerosa di quella di Montevecchia e nessuna criticità di gestione. Sulla terrazza del Santuario, infatti, sono rimasti soltanto i 55 prenotati e lo staff: il caos si è sviluppato tutto attorno, sulla strada e negli spazi pubblici, tra chi era salito senza prenotazione per assistere all'eclissi, pur non avendo, con molta probabilità, la minima consapevolezza di questo evento privato.

Sullo sfondo resta il richiamo al prossimo 28 agosto, quando sarà visibile un'eclissi parziale di Luna: un evento certo non paragonabile per cassa di risonanza a quello recente di eclissi solare, ma che rappresenta comunque un primo banco di prova per evitare il riproporsi delle medesime dinamiche.
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Quanto accaduto il 12 agosto ha infatti mostrato come il nodo fondamentale risieda nell'assenza di un presidio viabilistico e di un filtraggio preventivo a monte. Quando un'intera arteria stradale si satura fino alla paralisi, con vetture lasciate sui marciapiedi e sulla carreggiata, la questione travalica il semplice disagio da traffico e tocca direttamente la sicurezza pubblica, a partire dalla possibilità di garantire il transito ai mezzi di soccorso. L'episodio dell'Alta Collina deve quindi servire da monito per il futuro: la gestione degli accessi in un'area morfologicamente complessa e delicata non può essere lasciata all'improvvisazione, ma richiede una regia rigida, preventiva e presente sul campo.
M.Pen.
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