Migranti: verità illusorie


Ma lei è certa, signora Paola, che le persone che emigrarono in altri paesi furono tutti “italiani brava gente”? Basta una veloce ricerca in internet per scoprire che alcuni individui emigrati per sfuggire a fame e povertà nei primi anni del 1900 e nel dopoguerra si macchiarono, purtroppo, anche di misfatti. In Belgio i primi immigrati italiani furono considerati “manodopera da miniera”. Furono segnalati tanti problemi di microcriminalità come furti, risse e alcolismo nei quartieri operai. Anche in quel paese esistettero, all’inizio, discriminazioni con cartelli appesi in alcune pensioni “no italiani”. Addirittura negli anni 80-90 si verificarono infiltrazioni mafiose per traffico di droga e riciclaggio, fino ad arrivare agli anni 2005-2010 con arresti di clan legati al traffico di cocaina. Lo stesso valse per altri paesi oltreoceano, meta di molti per trovare l’Eldorado, miraggio di ricchezza e di benessere. Li la mafia italoamericana si occupò di contrabbando di alcol durante il proibizionismo, di estorsioni, omicidi, gioco d’azzardo…. Ok, tempi passati! Ma usare pochi mafiosi per dipingere milioni di emigranti onesti e’ ingiusto. Valse per allora e deve valere anche per oggi con gli immigrati che abbiamo nei nostri paesi. Questo dei migranti è un tema delicato che non deve essere banalizzato con le solite frasi (“italiani stranieri in casa propria”, per citare la sua) ripetute 1000 volte da alcuni politici nostrani come “effetto verità illusoria “ per far credere al popolo bue come vera una affermazione farlocca solo perché l’abbiamo ascoltata molte volte. Cordialmente
Alessandro 
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