Merate: sassi contro i muri. Il centro in mano a stranieri. Situazione che si deteriora

E’ circostanza nota che il miglior carburante per chi infrange le regole è l’impunità. Si inizia con qualche schiamazzo, qualche tiro al pallone, usando cancelli e serrande come porte. Poi, siccome nessuno protesta e tanto meno controlla, si passa alle corse in bici e in monopattino e alle partire vere e proprie di calcio. Poi, siccome nessuno protesta e tanto meno controlla, si prende possesso dell’intera piazza degli Eroi (Merate) con una tacita distribuzione di panchine: qui i neri, là i nordafricani (marocchini, tunisini, egiziani), dall’altra parte i sudamericani. Di passaggio, ma a piede veloce, qualche italiano.
Sempre più spesso si sente dire: in centro non andiamo più, c’è da aver paura. Difatti, l’impunità, rende audaci i vandali, i maleducati, i rompicoglioni.
MerateSassaiolaCentro.jpg (52 KB)
Ieri sera alcuni lettori ci hanno documentato l’ultimo atto di una scena che necessita di un intervento rapido e deciso. Una banda di ragazzini di colore, età compresa tra 5 e 15 anni si sono divertiti a tirare pietre anche di grosse dimensioni contro i muri di Banca Intesa, contro le cancellate, contro qualsiasi cosa provocasse rumore. Mentre altri, all’alba di mezzanotte e mezza sfrecciavano per la piazza con i monopattini.
E i genitori (ammesso che fossero presenti)? Seduti sulle panchine nell’ordine di cui sopra a chiacchierare come fossero al mercato di Tripoli facendosi aria con i ventagli.
Eppure ci ha indottrinato il nostro giovane ragazzo di bottega, che il centro è presidiato da un nugolo di telecamere, da rilevatori acustici, e poi ci sono gli agenti della locale, i poliziotti privati (cioè le guardie giurate che nulla possono fare in questi casi) e, quando la sorte è benigna, anche una pattuglia dell’Arma.
Lo sappiamo, la proposta è quasi innominabile e foriera di un lancio di pietre del peso di quelle scagliate contro il muro, ma la sola soluzione per arginare l’occupazione permanente della piazza è quella di riaprirla al traffico. Come una volta, come fino alla fine degli anni novanta.
MerateSassaiolaCentro1.jpg (34 KB)
Se passano le auto finiscono le scorribande di bici e monopattini, la quiete che attira tutte le etnie (quasi il 10% della popolazione di Merate) viene ripetutamente infranta e il salotto occupato abusivamente torna a essere nella disponibilità di tutti.
Altre strade, lecite, non ce ne sono. O così o si continua a vivere nel paese delle meraviglie con Mattia Salvioni nel ruolo di Alice e coloro che subiscono nei panni del bianconiglio.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.