Novate: dalla Cina sei suore visitano i luoghi di monsignor Raffaelangelo Palazzi

Primo vescovo di Hengyang, torturato, perseguitato, espulso dalla Cina per la sua Fede cattolica e la sua predicazione, sepolto vivo per 40 giorni dai suoi parrocchiani preoccupati per la sua vita e sopravvissuto solo grazie a un tubicino da cui prendeva aria e cibo, Monsignor Raffaelangelo Palazzi è stato ricordato questa mattina nella parrocchia di Novate, dove è sepolto e dove vivono alcuni suoi parenti, tra cui Don Matteo Albani.
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L'occasione è stata la visita di sei suore (tre da Hong Kong e tre dagli Stati Uniti) della Congregazione missionaria francescana delle figlie dell'Addolorata, da lui fondata.
Già in Italia per un più ampio pellegrinaggio, sono giunte alla chiesa Madonna della Pace attorno alle 9.30.
Qui hanno visitato un piccolo museo, con alcune vesti e fotografie del prelato, nato a Genova il 18 agosto del 1886 e morto proprio a Novate il 18 ottobre 1961.
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Alle 10 è stata celebrata la Santa Messa con officiante don Matteo.
Nel corso dell'omelia il sacerdote, anche lui nativo della frazione meratese e da qualche anno a Premana, ha ricordato "l'oscurità" che monsignor Palazzi si trovò ad affrontare più volte nel corso della sua vita, per via della persecuzione del regime comunista, terminata poi con l'esilio e gli ultimi anni a Novate.

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Un'oscurità affrontata e superata grazie alla luce della Fede che mai ha vacillato nemmeno nei momenti più drammatici, come quelli della sepoltura sotto terra per sfuggire agli aguzzini.
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Un omaggio con foto e ricordi di monsignor Palazzi, lasciato a don Matteo

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Terminata la funzione, le suore si sono recate al cimitero dove si trova la tomba e poi si sono dirette al convento francescano di Sabbioncello.
La mattinata è terminata con un pranzo offerto dalla parrocchia, nel salone sotto la chiesa.
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Un ringraziamento sincero è stato rivolto dagli organizzatori a Elena Casati, docente di inglese dell'istituto Villoresi, che si è prestata da interprete e mediatore facilitando la comprensione e rendendo l'incontro ancora più costruttivo.
S.V.
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