PD Calusco: sul ponte non ci sono equivoci, serve ma con soluzioni alternative
Articolo: Pensieri assurdi
Ci permetta di correggere un fraintendimento, perché ci attribuisce una posizione che non abbiamo mai sostenuto. Non abbiamo mai scritto che il ponte non vada costruito. Al contrario: in ogni intervento abbiamo detto che serve, e che serve presto. Il San Michele va verso il fine vita utile, restare senza attraversamento non è un'opzione. Se rilegge i nostri post lo troverà scritto ogni volta. Quello che chiediamo è che chi progetta un'opera da 262 milioni sappia quanto traffico ci passerà sopra e dove finirà. Oggi non lo sa: lo studio sul traffico non esiste, e RFI ha messo per iscritto che lo consegnerà solo ai tre finalisti — cioè quando dove passa il ponte sarà già deciso. Non è "non facciamolo perché qualcuno ci passerà". È: facciamolo meglio sapendo cosa comporta. Sul traffico indotto, invece, ha ragione, e infatti lo diciamo da mesi: un'infrastruttura nuova ne attira di nuovo. Ed è precisamente questo che rende assurdo progettare senza i numeri. Sulle sue proposte siamo quantomeno in disaccordo. Benzina a tre euro e pedaggi sul ponte non governano il traffico: lo rendono un privilegio. Chi va a lavorare in turni, chi non ha alternative di trasporto pubblico, chi vive di piccolo trasporto pagherebbe due volte — il traffico ce l'ha comunque sotto casa, e in più la bolletta. Il costo finale lo scaricherebbero comunque sui consumatori. Le alternative serie esistono e non passano dalle tasche di chi si sposta: posizionamento coerente con lo studio sul traffico, opere di adduzione vincolate al ponte e finanziate insieme, limitazioni ai mezzi pesanti sulle strade locali — che è ciò che 43 Comuni hanno chiesto a RFI il 30 giugno, ottenendo un no — e il raddoppio completo della linea ferroviaria fino a Carnate, perché ogni pendolare che torna sul treno è un'auto in meno. Sono meno spettacolari di un pedaggio. Funzionano di più, e non le paga sempre lo stesso.
Ci permetta di correggere un fraintendimento, perché ci attribuisce una posizione che non abbiamo mai sostenuto. Non abbiamo mai scritto che il ponte non vada costruito. Al contrario: in ogni intervento abbiamo detto che serve, e che serve presto. Il San Michele va verso il fine vita utile, restare senza attraversamento non è un'opzione. Se rilegge i nostri post lo troverà scritto ogni volta. Quello che chiediamo è che chi progetta un'opera da 262 milioni sappia quanto traffico ci passerà sopra e dove finirà. Oggi non lo sa: lo studio sul traffico non esiste, e RFI ha messo per iscritto che lo consegnerà solo ai tre finalisti — cioè quando dove passa il ponte sarà già deciso. Non è "non facciamolo perché qualcuno ci passerà". È: facciamolo meglio sapendo cosa comporta. Sul traffico indotto, invece, ha ragione, e infatti lo diciamo da mesi: un'infrastruttura nuova ne attira di nuovo. Ed è precisamente questo che rende assurdo progettare senza i numeri. Sulle sue proposte siamo quantomeno in disaccordo. Benzina a tre euro e pedaggi sul ponte non governano il traffico: lo rendono un privilegio. Chi va a lavorare in turni, chi non ha alternative di trasporto pubblico, chi vive di piccolo trasporto pagherebbe due volte — il traffico ce l'ha comunque sotto casa, e in più la bolletta. Il costo finale lo scaricherebbero comunque sui consumatori. Le alternative serie esistono e non passano dalle tasche di chi si sposta: posizionamento coerente con lo studio sul traffico, opere di adduzione vincolate al ponte e finanziate insieme, limitazioni ai mezzi pesanti sulle strade locali — che è ciò che 43 Comuni hanno chiesto a RFI il 30 giugno, ottenendo un no — e il raddoppio completo della linea ferroviaria fino a Carnate, perché ogni pendolare che torna sul treno è un'auto in meno. Sono meno spettacolari di un pedaggio. Funzionano di più, e non le paga sempre lo stesso.
PD Calusco
























