Centri urbani senza controllo: che fine ha fatto la PL?

Gentile Direttore,

vorrei sollevare una riflessione pubblica su un fenomeno ormai innegabile che colpisce Monza, Lecco e molte altre città del Nord, legato alla progressiva e preoccupante scomparsa della Polizia Locale dalle nostre strade.
I ricordi di qualche anno fa restituiscono un'immagine completamente diversa.
Fino a non molto tempo fa, frequentando il centro di Monza dopo un giro in bicicletta al Parco, e capitava puntualmente di essere fermati dai Vigili Urbani mi che invitavano fermamente a scendere dal mezzo e a portarlo a mano per rispettare l'area pedonale e i passanti. C'era un principio di ordine e, soprattutto, c'era una presenza fisica.

Oggi la realtà è anarchica. Nelle stesse isole pedonali sfrecciano monopattini elettrici e biciclette a pedalata assistita a velocità da motorino, senza che nessuno controlli o sanzioni la pericolosità di queste condotte.
A questo si aggiunge un contesto ben più grave: la proliferazione di bande giovanili, scippi e microcriminalità diffusa.
Episodi che aumentano a dismisura la percezione del rischio e che troverebbero un deterrente naturale e sicuro proprio nella presenza costante e visibile delle pattuglie a piedi.

La vera sorpresa arriva però analizzando i numeri.
Documentandosi sui dati del comando di Monza, si scopre che l'organico conta circa 125 agenti, di cui 25 impiegati in ruoli d'ufficio. La domanda sorge quindi spontanea: gli altri 100 operatori dove sono dislocati? Se sulla carta le forze ci sono, per quale motivo la loro presenza non si traduce in un presidio effettivo e visibile delle vie del centro e dei quartieri?
Non si tratta di una polemica sterile, ma del richiamo a una funzione fondamentale di prossimità e prevenzione che la Polizia Urbana sembra aver smarrito, lasciando i cittadini in una condizione di crescente insicurezza.

Un cordiale saluto
Franco - Monticello Brianza
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