Parco del Curone: progetto Forestale per l’antincendio e la tutela della biodiversità
L'Ente Parco di Montevecchia e della Valle del Curone ha avviato un progetto di gestione forestale finalizzato alla prevenzione degli incendi boschivi e alla salvaguardia degli habitat naturali attraverso la lotta alle specie esotiche invasive. L'iniziativa si inserisce nel quadro del Piano Strategico Nazionale della Politica Agricola Comune 2023-2027 e beneficia dei fondi messi a disposizione tramite un bando del Gruppo di Azione Locale "Parchi e Valli del Lecchese". Complessivamente, il bando in fase di istruttoria prevede un importo di 41.092 euro, di cui 31.036 richiesti al GAL.
Gli interventi interessano una superficie complessiva di circa 2,1 ettari (circa 21mila metri quadrati) distribuiti tra i comuni di Montevecchia e Missaglia, coinvolgendo diverse aree a ridosso della viabilità forestale e delle zone di interfaccia tra bosco e abitazioni. La necessità di questi lavori scaturisce da una situazione ambientale ritenuta dall'Ente critica: a partire dal 2020, la diffusione della "grafiosi dell'olmo" ha causato la morte di numerosi esemplari di grandi dimensioni, incrementando drasticamente il carico di legname secco infiammabile al suolo. Questa necromassa, unita a densi strati di rovo, rappresenta un pericolo primario per la propagazione del fuoco, ostacolando al contempo l'accesso delle squadre antincendio. Inoltre, nelle radure create dalla morte degli olmi o dagli schianti da vento, si stanno insediando specie esotiche aggressive come l'Ailanto e la Paulonia, che vincono la competizione con il rovo, il quale a sua volta inibisce la rinnovazione naturale delle specie autoctone.
Il piano d'azione si articola in sei comparti con obiettivi specifici ma integrati. Nel Comparto 1 a Missaglia, situato lungo la viabilità forestale denominata "Strada del Sindaco", si procederà alla rimozione manuale dei rovi e all'eradicazione delle specie aliene, seguita dalla messa a dimora di circa 245 nuove piantine di specie autoctone a rapida crescita, tra cui frassini, olmi e ciliegi selvatici. Una strategia simile sarà adottata nel Comparto 3 a Montevecchia, dove verranno piantati altri 250 esemplari forestali per ripristinare il querco-carpineto originale. In queste aree, il materiale derivante dai tagli che non ha valore commerciale verrà sminuzzato sul posto (cippatura) per essere utilizzato come pacciamatura, proteggendo le nuove piante.

Una parte consistente del progetto riguarda la prevenzione diretta degli incendi lungo le strade critiche di Montevecchia, come via Belsedere e via Val Fredda. Nei comparti 2, 5 e 6, verranno create delle "fasce buffer" di protezione larghe 4 metri parallelamente all'asse stradale, con pulizia del sottobosco e rimozione degli alberi morti o pericolanti; nei comparti 2 e 5 si interverrà anche sulle chiome, portando l'altezza di inserzione dei rami ad almeno 2 metri dal suolo. Oltre questa prima fascia, sono previsti diradamenti selettivi in una zona esterna che si estende fino a 30 metri a valle della strada, con l'obiettivo di ridurre la densità della vegetazione infiammabile tra il 35 e il 40% della copertura totale.
Sempre a Montevecchia, un intervento di particolare rilievo tecnico riguarderà l'Area 4, una porzione di bosco perpendicolare a un impluvio e colpita da violenti fenomeni atmosferici che hanno causato numerosi schianti: qui l'obiettivo è ridurre il carico combustibile per la prevenzione antincendio e svolgere una funzione protettiva contro l'erosione del suolo. Un rischio idraulico più specifico riguarda invece l'Area 5, dove la relazione segnala che il materiale schiantato e il possibile ribaltamento delle ceppaie potrebbero causare condizioni di disordine idraulico pericolose, data la vicinanza con l'habitat di interesse comunitario delle Sorgenti pietrificanti.

Dal punto di vista economico e gestionale, si stima che i lavori permetteranno di recuperare circa 90 metri cubi di legname. Trattandosi prevalentemente di materiale proveniente da piante malate, morte o invasive, la sua destinazione principale sarà la produzione di cippato per uso energetico, con un valore di mercato prudenzialmente stimato in circa 2.700 euro. Gli interventi rientrano tra le azioni classificate come urgenti e indispensabili dal Piano di Indirizzo Forestale, a tutela della biodiversità della Zona Speciale di Conservazione "Valle Santa Croce – Valle del Curone".

Il piano d'azione si articola in sei comparti con obiettivi specifici ma integrati. Nel Comparto 1 a Missaglia, situato lungo la viabilità forestale denominata "Strada del Sindaco", si procederà alla rimozione manuale dei rovi e all'eradicazione delle specie aliene, seguita dalla messa a dimora di circa 245 nuove piantine di specie autoctone a rapida crescita, tra cui frassini, olmi e ciliegi selvatici. Una strategia simile sarà adottata nel Comparto 3 a Montevecchia, dove verranno piantati altri 250 esemplari forestali per ripristinare il querco-carpineto originale. In queste aree, il materiale derivante dai tagli che non ha valore commerciale verrà sminuzzato sul posto (cippatura) per essere utilizzato come pacciamatura, proteggendo le nuove piante.

Una parte consistente del progetto riguarda la prevenzione diretta degli incendi lungo le strade critiche di Montevecchia, come via Belsedere e via Val Fredda. Nei comparti 2, 5 e 6, verranno create delle "fasce buffer" di protezione larghe 4 metri parallelamente all'asse stradale, con pulizia del sottobosco e rimozione degli alberi morti o pericolanti; nei comparti 2 e 5 si interverrà anche sulle chiome, portando l'altezza di inserzione dei rami ad almeno 2 metri dal suolo. Oltre questa prima fascia, sono previsti diradamenti selettivi in una zona esterna che si estende fino a 30 metri a valle della strada, con l'obiettivo di ridurre la densità della vegetazione infiammabile tra il 35 e il 40% della copertura totale.
Sempre a Montevecchia, un intervento di particolare rilievo tecnico riguarderà l'Area 4, una porzione di bosco perpendicolare a un impluvio e colpita da violenti fenomeni atmosferici che hanno causato numerosi schianti: qui l'obiettivo è ridurre il carico combustibile per la prevenzione antincendio e svolgere una funzione protettiva contro l'erosione del suolo. Un rischio idraulico più specifico riguarda invece l'Area 5, dove la relazione segnala che il materiale schiantato e il possibile ribaltamento delle ceppaie potrebbero causare condizioni di disordine idraulico pericolose, data la vicinanza con l'habitat di interesse comunitario delle Sorgenti pietrificanti.

Dal punto di vista economico e gestionale, si stima che i lavori permetteranno di recuperare circa 90 metri cubi di legname. Trattandosi prevalentemente di materiale proveniente da piante malate, morte o invasive, la sua destinazione principale sarà la produzione di cippato per uso energetico, con un valore di mercato prudenzialmente stimato in circa 2.700 euro. Gli interventi rientrano tra le azioni classificate come urgenti e indispensabili dal Piano di Indirizzo Forestale, a tutela della biodiversità della Zona Speciale di Conservazione "Valle Santa Croce – Valle del Curone".
M.Pen.
























