Merate: un accogliente benvenuto
Gentile Redazione,
ho deciso di raccontare quanto sta accadendo a mia figlia, dopo che qualche mese fa ha deciso di mettersi in gioco aprendo una nuova attività a Merate all’interno della Corte Marforio, e come sin dal principio ha dovuto scontrarsi con il problema delle auto parcheggiate accanto al negozio, se non addirittura davanti alla sua vetrina.
Come in tutti i condomìni, anche nella Corte Marforio esiste un regolamento che nel caso specifico recita chiaramente che è vietato parcheggiare nel cortile e che l’accesso è consentito solo allo scopo di effettuare operazioni di carico/scarico.
Più volte ha cercato un dialogo con i proprietari delle auto in sosta e si è sentita rispondere, spesso con dei toni accesi:
“Non ho speso 500 mila euro di appartamento per sentirmi dire da te che non posso parcheggiare a casa mia!”
“Non sei la proprietaria del cortile!”
“Chiama i carabinieri!”
Alcune volte è stata addirittura insultata.
Non riuscendo a trovare una soluzione in modo civile, dopo un primo tentativo fallito con due cavalletti in metallo rimovibili e poco invasivi messi la mattina e tolti alla sera ma criticati da taluni, ha collocato due fioriere in quell’angolo del cortile proprio accanto alla sua vetrina e utilizzato regolarmente come area di “sosta selvaggia”, considerato il fatto che trovasi all’altezza degli armadi contatori con sopra affisso il cartello di divieto di sosta.
Il giorno dopo si è ritrovata le due fioriere trascinate davanti alla porta di ingresso del negozio.
Dopo un primo momento di incredulità mista a sconforto, non si è data per vinta e le ha sostituite con due pesanti fioriere in cemento.
Sistematicamente sono iniziati i furti delle piante artificiali dentro alle fioriere, che ha dovuto riacquistare. Dopo il secondo furto, le ha ricomprate per la terza volta e le ha fatte cementare nella fioriera.
Stamattina due piante sono sparite, qualcuno le ha strappate e le ha portate via.
A parte il danno economico in sé, questo accanimento sta diventando assurdo ed inaccettabile.
Chi sta rubando e danneggiando lo fa con arroganza, convinto di non essere visto e che quindi la farà franca, invece non sa che dalle persiane socchiuse si possono vedere molte cose, che la notte con questo caldo non tutti riescono a dormire, che ci sono dei testimoni e che sarebbe sufficiente una telefonata per far partire la denuncia.
Perché questa non è opera di un ragazzino annoiato ma di una persona adulta. E da mamma mi domando: ma noi adulti non dovremmo dare il buon esempio, anziché recitare a memoria ai nostri giovani figli le regole della buona educazione e del rispetto per poi essere noi i primi a disattenderle?
La microcriminalità viene spesso associata alla figura del delinquente comune, mai ad un cittadino/cittadina che si comporta come tale portando avanti una guerra fredda contro una ragazza che sta solo cercando di svolgere il proprio amato lavoro in santa pace.
Per concludere in bellezza, la bacheca pubblicitaria posta in viale Lombardia è rimasta come nuova solo per poche settimane, poi qualcuno ha danneggiato pure quella. Evviva.
Ringrazio per lo spazio
ho deciso di raccontare quanto sta accadendo a mia figlia, dopo che qualche mese fa ha deciso di mettersi in gioco aprendo una nuova attività a Merate all’interno della Corte Marforio, e come sin dal principio ha dovuto scontrarsi con il problema delle auto parcheggiate accanto al negozio, se non addirittura davanti alla sua vetrina.
Come in tutti i condomìni, anche nella Corte Marforio esiste un regolamento che nel caso specifico recita chiaramente che è vietato parcheggiare nel cortile e che l’accesso è consentito solo allo scopo di effettuare operazioni di carico/scarico.
Più volte ha cercato un dialogo con i proprietari delle auto in sosta e si è sentita rispondere, spesso con dei toni accesi:
“Non ho speso 500 mila euro di appartamento per sentirmi dire da te che non posso parcheggiare a casa mia!”
“Non sei la proprietaria del cortile!”
“Chiama i carabinieri!”
Alcune volte è stata addirittura insultata.
Non riuscendo a trovare una soluzione in modo civile, dopo un primo tentativo fallito con due cavalletti in metallo rimovibili e poco invasivi messi la mattina e tolti alla sera ma criticati da taluni, ha collocato due fioriere in quell’angolo del cortile proprio accanto alla sua vetrina e utilizzato regolarmente come area di “sosta selvaggia”, considerato il fatto che trovasi all’altezza degli armadi contatori con sopra affisso il cartello di divieto di sosta.
Il giorno dopo si è ritrovata le due fioriere trascinate davanti alla porta di ingresso del negozio.
Dopo un primo momento di incredulità mista a sconforto, non si è data per vinta e le ha sostituite con due pesanti fioriere in cemento.
Sistematicamente sono iniziati i furti delle piante artificiali dentro alle fioriere, che ha dovuto riacquistare. Dopo il secondo furto, le ha ricomprate per la terza volta e le ha fatte cementare nella fioriera.
Stamattina due piante sono sparite, qualcuno le ha strappate e le ha portate via.
A parte il danno economico in sé, questo accanimento sta diventando assurdo ed inaccettabile.
Chi sta rubando e danneggiando lo fa con arroganza, convinto di non essere visto e che quindi la farà franca, invece non sa che dalle persiane socchiuse si possono vedere molte cose, che la notte con questo caldo non tutti riescono a dormire, che ci sono dei testimoni e che sarebbe sufficiente una telefonata per far partire la denuncia.
Perché questa non è opera di un ragazzino annoiato ma di una persona adulta. E da mamma mi domando: ma noi adulti non dovremmo dare il buon esempio, anziché recitare a memoria ai nostri giovani figli le regole della buona educazione e del rispetto per poi essere noi i primi a disattenderle?
La microcriminalità viene spesso associata alla figura del delinquente comune, mai ad un cittadino/cittadina che si comporta come tale portando avanti una guerra fredda contro una ragazza che sta solo cercando di svolgere il proprio amato lavoro in santa pace.
Per concludere in bellezza, la bacheca pubblicitaria posta in viale Lombardia è rimasta come nuova solo per poche settimane, poi qualcuno ha danneggiato pure quella. Evviva.
Ringrazio per lo spazio
Isabella Rughetto
























