Merate: serve la Granata per progetti complessi

Gentile Claudio Brambilla,
ho letto con stupore le critiche mosse dall'editoriale a Mattia Salvioni circa la decisione di conferire l'incarico alla professoressa Elena Granata per i progetti legati a Palazzo Prinetti, Villa Confalonieri etc..etc..Ho trovato che il sindaco abbia invece mostrato preparazione decidendo di coinvolgere una docente del Politecnico in progetti complessi. La professoressa Granata ha sempre criticato il "Salva Milano" e si è sempre impegnata nel disegnare città che eliminino le disuguaglianze sociali e mettano al centro i bisogni dei più fragili, riporto qui una frase estrapolata da un articolo del Fatto Quotidiano " “Il verde non è l’insalata messa a contorno di un pranzo a base di grattacieli, il verde è il pranzo da preparare oggi. Avere spazi verdi vivibili e gratuiti per i cittadini non è un vezzo, ma un asset economico” può leggere qui l'articolo https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/08/30/il-modello-milano-e-morto-la-rendita-ora-uccide-la-citta/7674043/. Infine avrà bisogno del navigatore per venire a Merate? Non vedo il problema, immagino lo abbia utilizzato anche James Bradburne quando venne nominato Direttore della Pinacoteca di Brera dal Ministro Franceschini. grazie mille
Claudia R.
Ecco, infatti non siamo a Milano e nemmeno abbiamo una pinacoteca. E, tanto meno, siamo in presenza di "progetti complessi". Si tratta di decidere se il Municipio sta dov'è o torna in Villa Confalonieri, come trovare i 20 milioni necessari per restaurare Palazzo Prinetti decidendo però prima che farne, se costruire una nuova palestra dietro l'attuale di via Turati o lasciare il prato, come vincere un bando perchè, viceversa, non si fanno né gli spogliatoi al cav. Ferrario, nè l'antincendio al collegio Manzoni. Niente di sconvolgente, nulla che un medio amministratore non possa fare. Anzi, un diritto-dovere di chi ha vinto le elezioni. Esattamente come hanno fatto i predecessori con la ristrutturazione di Palazzo Tettamanti, il centro natatorio, la scuola elementare, il Centro Diurno Disabili, il Nido, la pista di atletica fino al tracciamento di via Alcide De Gasperi per evitare la strozzatura del vecchio nucleo e collegare viale Verdi a Novate (anni sessanta). In tutto ciò nessuno ha sentito la necessità di interpellare la docente del Politecnico. Altrimenti in tutti questi anni abbiamo votato incapaci? 
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