La Provincia è con RFI: ponte a 30 metri dal San Michele con due corsie e doppio binario
Dunque, pur con un sobbalzo, dobbiamo (ri)prendere atto che la Provincia di Lecco è del tutto d’accordo col progetto di Rete Ferroviaria Italiana. Cioè, come promemoria, un nuovo ponte a 30 metri dall’attuale, doppia corsia per auto e camion, e doppio binario per traffico persone e merci. Ferme restando le stazioni di Paderno e Calusco. In sostanza un raddoppio della circolazione ferro-gomma rispetto a oggi. A dirlo è la stessa RFI che ha sviluppato uno studio approfondito con Regione Lombardia. Si abbatteranno case, si apriranno cantieri in centro Paderno, il mercato immobiliare subirà probabilmente drammatiche perdite di valore lungo tutti gli assi delle SP 54, 55 e 56 a causa del raddoppiato traffico e dell’arrivo di mezzi pesanti, oggi deviati sui ponti di Olginate e Trezzo (e domani anche di Brivio).
Fin qui tutte cose note. Di sorprendente come dicevamo, c’è che la provincia di Lecco, oggi sdraiata sulle posizioni di RFI, il mese scorso aveva scritto proprio a RFI e a Regione Lombardia, con la Provincia di Bergamo e ben 43 comuni chiedendo un approfondimento con la conseguente riapertura del tavolo negoziale per verificare le altre ipotesi di attraversamento dell’Adda. Ci era parso, ma evidentemente eravamo in errore, che finita la contrapposizione con i Comuni di prima fascia – anche per questioni di appartenenza politica – ci fosse in atto a Villa Locatelli una rivalutazione delle tesi degli Enti locali, favorevoli ovviamente a un nuovo ponte ma con un progetto ben diverso: rinforzo dell’attuale per il traffico ferroviario a un solo binario e realizzazione del nuovo ponte più a sud dove avrebbe dovuto arrivare la Pedemontana.
Invece il comunicato è un insieme di alleluia a RFI. Non comprendiamo che cosa sia cambiato nell’ultimo mese, al di là di qualche “problemuccio” in Villa Locatelli.
Non resta che attendere la reazione del Comitato “Occhio al Ponte” e dello squadrone di sindaci che non la pensa come la nostra Alessandra Hofmann (ammesso che sia davvero solo suo il pensiero).
Di certo non farà piacere a quanti vivono attorno al tronco ferroviario, sapere che una volta completata l’opera avranno come compagnia lo sferragliamento di una cinquantina di interminabili treni merci ogni notte.
Fin qui tutte cose note. Di sorprendente come dicevamo, c’è che la provincia di Lecco, oggi sdraiata sulle posizioni di RFI, il mese scorso aveva scritto proprio a RFI e a Regione Lombardia, con la Provincia di Bergamo e ben 43 comuni chiedendo un approfondimento con la conseguente riapertura del tavolo negoziale per verificare le altre ipotesi di attraversamento dell’Adda. Ci era parso, ma evidentemente eravamo in errore, che finita la contrapposizione con i Comuni di prima fascia – anche per questioni di appartenenza politica – ci fosse in atto a Villa Locatelli una rivalutazione delle tesi degli Enti locali, favorevoli ovviamente a un nuovo ponte ma con un progetto ben diverso: rinforzo dell’attuale per il traffico ferroviario a un solo binario e realizzazione del nuovo ponte più a sud dove avrebbe dovuto arrivare la Pedemontana.
Invece il comunicato è un insieme di alleluia a RFI. Non comprendiamo che cosa sia cambiato nell’ultimo mese, al di là di qualche “problemuccio” in Villa Locatelli.
Non resta che attendere la reazione del Comitato “Occhio al Ponte” e dello squadrone di sindaci che non la pensa come la nostra Alessandra Hofmann (ammesso che sia davvero solo suo il pensiero).
Di certo non farà piacere a quanti vivono attorno al tronco ferroviario, sapere che una volta completata l’opera avranno come compagnia lo sferragliamento di una cinquantina di interminabili treni merci ogni notte.
C.B.
























