Lezioni di storia tra Italia e Spagna

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Quest’anno in Calabria abbiamo portato i nostri 4 nipoti due sono italiani e due sono spagnoli.
Il viaggio verso la Calabria è molto lungo.
Abbiamo dormito , giocato parlato e scherzato.
E poi per occupare il tempo ho pensato anche di collegare un po’ di storia d’ Italia con quella della Spagna. 
Un po’ per divertimento ma un po’ anche per un confronto che raramente facciamo.
Ho cominciato chiedendo ai miei nipoti spagnoli se sapevano qual era il nome del loro Re . 
Re Felipe mi hanno detto subito ma hanno avuto qualche difficoltà in più a dirmi Re Felipe di Borbone.
Eppure quella dei Borbone è una delle più gloriose dinastie d’Europa , pensate che nel ‘700 i Borboni sedevano su ben 4 importanti troni d’Europa : Spagna, Francia, Napoli e Parma.
Chissà se nessuno in quegli anni ha mai pensato che si sarebbe anche potuto unificare l’Europa su base dinastica ??
In quel caso i Borboni sarebbero stati in «pole position».
Se invece facciamo un passo indietro nel tempo, nel ‘600 eravamo a un passo dal fare di Spagna e Italia un ‘ unica nazione.
Pensate che le due principali città d’Italia Milano e Napoli facevano all’epoca entrambe parte del Regno di Spagna.
E se non fosse stato per la presenza del Papa a Roma Spagna e Italia avrebbero potuto diventare un’unica Nazione !
Tutti sanno che a Napoli la via principale si chiama via Toledo ma pochi sanno che Toledo viene da Don Pedro Alvarez de Toledo che di Napoli fu un importantissimo Vicerè Spagnolo a metà del ‘500.
Toledo , nominato Vicerè nientemeno che da Carlo V , fu un grande Vicerè che ristrutturò da ogni punto di vista Napoli e il suo Regno.
La grande via che oggi attraversa la città e che ancora porta il suo nome fu lui a volerla e anche a realizzarla !
Singolare è poi il caso di Carlo di Borbone Re di Napoli che dopo essere stato per una quindicina d’anni Re di Napoli fu chiamato a Madrid per diventare Re di Spagna.
Un salto incredibile visto che la Spagna di allora era una superpotenza a livello mondiale.
Si pensi solo che tutta l’America Latina dal Messico all’Argentina faceva parte della Spagna. 
Eppure Carlo ce la fece e dopo esser stato un eccellente Re di Napoli riuscì anche ad essere un importante Re di Spagna ( col nome di Carlo III ).
Carlo di Borbone aveva a Napoli due ministri molto bravi uno Bernardo Tanucci che lasciò a Napoli per aiutare il giovanissimo figlio cui aveva lasciato il Regno di Napoli e l’altro Leopoldo de Gregorio Marchese di Squillace che si portò a Madrid come Ministro delle Finanze.
Se si pensa che Napoli deve a Carlo l’impostazione statale indipendente , la reggia di Caserta , gli Scavi di Pompei e Ercolano e l’enorme Albergo dei Poveri che hanno appena iniziato a ristrutturare io credo che i napoletani e anche gli italiani in genere gliene dovrebbero essere riconoscenti ed orgogliosi .
Ma temo che nei libri scolastici difficilmente troveremo notizie di queste vicende.
Da ultimo vorrei ricordare il percorso inverso fatto da Italia e Spagna in questo ultimo «dopoguerra» .
Mentre la Spagna - che alla fine della guerra era ancora una Repubblica - ritornò Monarchia per volere di Francisco Franco 
(Francisco Franco è il corrispondente in Spagna di Benito Mussolini in Italia).
L’Italia invece che alla fine della guerra era ancora Monarchia decise poi con un Referendum Popolare di diventare Repubblica.
Ho infine volutamente tralasciato di parlare della Guerra di Spagna perchè in vacanza e ho preferito parlare delle cose che ci uniscono lasciando ad altri momenti il racconto ben più difficile e impegnativo della Guerra di Spagna .
Antonio Conrater
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