Interrogazioni: la sinistra boccia il dibattito. Democratici a parole

Il voto con cui la maggioranza di sinistra ha respinto la proposta di modifica del Regolamento del Consiglio comunale rappresenta una scelta politica precisa.
Ancora una volta, alle dichiarazioni di principio sulla partecipazione, sul confronto, sulla condivisione e sulla democrazia, non sono seguiti i fatti.
La mozione, sottoscritta anche dai nostri consiglieri Massimo Panzeri e Paola Panzeri, chiedeva semplicemente di garantire la discussione di tutte le interrogazioni consiliari, come d’altra parte è sempre avvenuto in passato, eliminando o ampliando il limite dei 30 minuti oggi previsti e collocandole all'inizio di ogni seduta.
Una proposta di buon senso, pensata per rafforzare la trasparenza amministrativa e garantire ai cittadini il diritto di conoscere le risposte dell'Amministrazione sui vari argomenti.
Ma la maggioranza ha votato contro.
Ha scelto di mantenere un regolamento che consente il rinvio sistematico delle interrogazioni, limitando di fatto uno dei principali strumenti di controllo e discussione dell'opposizione.
Perché quindi garantire il diritto di presentare interrogazioni, se poi queste non vengono discusse? Oppure vengono discusse con ampio ritardo, perdendo così di efficacia?
Fa riflettere che proprio una maggioranza che si richiama continuamente ai valori della partecipazione, abbia deciso di restringere gli spazi del confronto istituzionale. La democrazia non si misura negli slogan o nelle dichiarazioni pubbliche: si misura nella disponibilità ad accettare la verifica, il contraddittorio ed il confronto, anche quando risultano scomodi.
Ma ancora più grave è stata la mancanza di disponibilità ad aprire un confronto per individuare una soluzione condivisa. Nessun tentativo di migliorare il regolamento, nessun dialogo, nessuna volontà di rafforzare il ruolo del consiglio comunale. Solo la difesa di una norma che finisce per favorire chi governa e comprime il ruolo delle minoranze.
Il consiglio comunale non è il luogo dove la maggioranza ratifica le proprie decisioni, ma è l'assemblea nella quale maggioranza ed opposizione esercitano, con pari dignità istituzionale, i rispettivi ruoli, nell'interesse della comunità.
Nonostante quanto deciso, la Lega di Merate continuerà a svolgere con determinazione il proprio compito di controllo e di proposta, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge.
Non permetteremo che il ruolo dell'opposizione venga progressivamente svuotato e continueremo a difendere il diritto dei cittadini di conoscere, valutare e giudicare l'operato di chi governa la città.
Perché la trasparenza non è certo una concessione della maggioranza: è un dovere delle istituzioni.
Sottolineiamo infine con forza che l’amministrazione Salvioni, dopo aver aumentato gli oneri edilizi, dopo aver aumentato le contravvenzioni, dopo aver ricevuto numerose risposte negative su bandi strategici, rimanendo di fatto praticamente immobile sullo sviluppo futuro della città, nega sostanzialmente alle opposizioni il dialogo ed il confronto.
Strumenti assolutamente indispensabili per far crescere e progredire la nostra citta, con i contributi dell’opposizione, che, ricordiamo, rappresenta una larga fetta di cittadinanza.
Alla faccia della democrazia.
A nostro avviso risulta paradossale che la quasi totalità dei rappresentanti di questa maggioranza, facciano riferimento al partito … democratico.
Visto che in questa decisione di democratico non c’è proprio nulla, anzi.
Ma d’altra parte, ci siamo ormai abituati.
A tutti i livelli istituzionali, quando governa la sinistra, le scelte sono sempre le stesse:
aumento delle tasse e delle imposizioni, proposta di grandi propositi che poi si riducono nel nulla, rifiuto al confronto, al dibattito ed alla condivisione.
Questa è la sinistra italiana, ma non dobbiamo sorprenderci.
E per tutto ciò, manifestiamo la nostra preoccupazione.
Ci auguriamo che la cittadinanza si renda conto che questi aspetti negativi sono assolutamente dannosi per il futuro della città.
Siamo circondati da un mondo che va veloce, che non si ferma, che cambia continuamente, mentre noi siamo fermi in un parcheggio e facciamo fatica ad immetterci in una strada che ci indichi il futuro.
Dopo 2 anni di mandato, il nostro giudizio su questa amministrazione non può che essere assolutamente negativo.
Le prossimi elezioni comunali saranno nel 2029, e quindi sono abbastanza lontane.
Ma la città di Merate è caduta in un immobilismo preoccupante, con un’amministrazione ferma, che si è rinchiusa in se stessa e si specchia in grandi propositi che poi si riducono ad aria fritta!
Ed il tempo perso, come insegnano i vecchi saggi, difficilmente potrà essere recuperato!
Lega Lombarda – Sezione di Merate
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