Merate: un bavaglio vergognoso

Articolo: Il "bavaglio" alle interrogazioni? A perdere sono i cittadini, non le opposizioni

Sono un cittadino di Merate, e quello che sta accadendo in Consiglio comunale mi fa male. Non è una questione di schieramenti, non è una polemica tra partiti: è qualcosa che riguarda la dignità della nostra città. Da mesi vedo le interrogazioni — le domande che servono a capire cosa succede, a chiedere chiarimenti, a pretendere trasparenza — tagliate, compresse, rinviate, come se fossero un fastidio da gestire e non un diritto da garantire. E ogni volta che un’interrogazione viene rimandata, io mi sento come se venisse rimandata anche una parte della mia voce. Perché quelle domande non sono “delle opposizioni”: sono le domande dei cittadini. Sono le mie domande.E invece assisto a un rituale che si ripete: trenta minuti, poi stop. Poco importa se si parla di scuole, di viabilità, di servizi pubblici, di scelte che toccano la vita quotidiana di tutti noi. Se il tempo è finito, la discussione si spegne. E noi con lei. Mi chiedo come sia possibile che un Consiglio comunale — il luogo dove dovrebbe pulsare la democrazia — diventi un posto dove le questioni urgenti vengono congelate, dove il confronto viene imbrigliato, dove chi ha il compito di controllare l’operato dell’Amministrazione viene trattato come un intralcio.Io non voglio vivere in una città dove il regolamento diventa un muro. Non voglio un Consiglio che si chiude invece di aprirsi. Non voglio un’amministrazione che sembra avere paura delle domande.Perché quando si mette il bavaglio alle opposizioni, si mette il bavaglio a tutti noi. E questo, da cittadino, non posso accettarlo.Merate merita coraggio, merita trasparenza, merita una politica che non abbia paura di ascoltare. Merita un Consiglio che discuta tutto, che risponda, che si assuma responsabilità. Merita una comunità che non venga lasciata nell’attesa, nel silenzio, nel rinvio.Io sono indignato. E non perché appartengo a una parte politica, ma perché appartengo a Merate. E Merate merita molto di più. 
Un cittadino indignato
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