Sul caso Santoro un confronto pacato ma il sindaco ci attacca
Scriviamo questo comunicato dopo il Consiglio comunale di giovedì 23 luglio in cui il confronto politico è caduto in secondo piano per lasciare spazio a polemiche inutili nei confronti del gruppo di minoranza e che sono proseguite anche sul canale istituzionale del Comune. La nostra richiesta era semplice: aprire una riflessione sull'opportunità, per l'assessore Pietro Santoro, di ricoprire il ruolo di Assessore al Bilancio vivendo ormai a oltre 800 chilometri dal Comune di Cernusco Lombardone. Una questione politica e amministrativa posta nell'interesse dei cittadini.
L'Assessore Santoro aveva risposto con toni pacati e nel merito, definendo legittime le nostre perplessità. Il confronto avrebbe potuto proseguire su quel piano, è stato invece il Sindaco a trasformarlo nell'ennesima occasione per attaccare la minoranza e autocelebrarsi.
Tra le accuse rivolteci, ha ricordato le nostre assenze ai Consigli Comunali, sottolineando come lui, quando era all'opposizione, fosse mancato a non più di due o tre sedute.
Non mettiamo in dubbio il suo zelo, è però corretto ricordare che allora i Consigli erano programmati fin dall'inizio della consiliatura: il mercoledì alle ore 21.00. Se era necessario convocarli per questioni urgenti, l'allora Sindaca De Capitani si confrontava con i capigruppo per individuare una data che consentisse la partecipazione di tutti. Noi questo lo chiamiamo rispetto istituzionale, ma è palese che per Gennaro Toto il rispetto sia dovuto solo a lui.
Infatti, anche questa volta, sono stati convocati tre Consigli in meno di dieci giorni, in orari diversi e nel pieno del periodo estivo, senza alcun confronto con la minoranza.
Chi legge penserà che, di fronte ai problemi quotidiani dei cittadini, queste polemiche siano inutili e sterili, portando il dibattito politico e i bisogni del comune allo zero assoluto. Lo pensiamo anche noi! Il problema è che, quando ogni questione viene trasformata in uno scontro personale, anziché affrontata nel merito, diventa difficile, se non impossibile, discutere seriamente dei problemi del paese e si resta fermi al palo. Probabilmente il Sindaco Toto non sa fare altro, perché quando si è nell'incapacità di ricevere critiche non si può che ripiegare accusando e trascendendo il dibattito costruttivo. Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, ponendo domande lecite e chiedendo trasparenza. Ci auguriamo che, prima o poi, anche il Sindaco scelga di fare altrettanto.
L'Assessore Santoro aveva risposto con toni pacati e nel merito, definendo legittime le nostre perplessità. Il confronto avrebbe potuto proseguire su quel piano, è stato invece il Sindaco a trasformarlo nell'ennesima occasione per attaccare la minoranza e autocelebrarsi.
Tra le accuse rivolteci, ha ricordato le nostre assenze ai Consigli Comunali, sottolineando come lui, quando era all'opposizione, fosse mancato a non più di due o tre sedute.
Non mettiamo in dubbio il suo zelo, è però corretto ricordare che allora i Consigli erano programmati fin dall'inizio della consiliatura: il mercoledì alle ore 21.00. Se era necessario convocarli per questioni urgenti, l'allora Sindaca De Capitani si confrontava con i capigruppo per individuare una data che consentisse la partecipazione di tutti. Noi questo lo chiamiamo rispetto istituzionale, ma è palese che per Gennaro Toto il rispetto sia dovuto solo a lui.
Infatti, anche questa volta, sono stati convocati tre Consigli in meno di dieci giorni, in orari diversi e nel pieno del periodo estivo, senza alcun confronto con la minoranza.
Chi legge penserà che, di fronte ai problemi quotidiani dei cittadini, queste polemiche siano inutili e sterili, portando il dibattito politico e i bisogni del comune allo zero assoluto. Lo pensiamo anche noi! Il problema è che, quando ogni questione viene trasformata in uno scontro personale, anziché affrontata nel merito, diventa difficile, se non impossibile, discutere seriamente dei problemi del paese e si resta fermi al palo. Probabilmente il Sindaco Toto non sa fare altro, perché quando si è nell'incapacità di ricevere critiche non si può che ripiegare accusando e trascendendo il dibattito costruttivo. Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, ponendo domande lecite e chiedendo trasparenza. Ci auguriamo che, prima o poi, anche il Sindaco scelga di fare altrettanto.
UPAI
























