Commento sul sentiero Beatrice
Buongiorno,
leggo l'ennesima critica sul Sentiero Beatrice. L'ho percorso ieri sera e ho pensato che il violento nubifragio di martedì avesse inevitabilmente lasciato il segno. Ho anche immaginato che, con i numerosi interventi necessari sul territorio, la sistemazione del sentiero fosse già in programma, ma che gli addetti del Comune o le persone incaricate non fossero ancora riusciti a intervenire. Mi chiedo però: chi è sempre pronto a criticare è altrettanto pronto a pulire il tombino davanti al proprio cancello? Sembra che viviamo in una società in cui la priorità sia lamentarsi. Tutto è considerato dovuto, e spesso le pretese più forti arrivano proprio da chi non è disposto a dare il proprio contributo. Con questo atteggiamento, fatto di critiche continue e di scarsa voglia di proporre o collaborare, la nostra comunità rischia di diventare sempre più nervosa, polemica e pretenziosa. Non è questa la direzione che dovremmo prendere. E, purtroppo, ritengo che questa testata, dando ampio spazio a questo tipo di interventi, finisca per alimentare questo fenomeno invece di favorire un confronto costruttivo. Cordialmente
leggo l'ennesima critica sul Sentiero Beatrice. L'ho percorso ieri sera e ho pensato che il violento nubifragio di martedì avesse inevitabilmente lasciato il segno. Ho anche immaginato che, con i numerosi interventi necessari sul territorio, la sistemazione del sentiero fosse già in programma, ma che gli addetti del Comune o le persone incaricate non fossero ancora riusciti a intervenire. Mi chiedo però: chi è sempre pronto a criticare è altrettanto pronto a pulire il tombino davanti al proprio cancello? Sembra che viviamo in una società in cui la priorità sia lamentarsi. Tutto è considerato dovuto, e spesso le pretese più forti arrivano proprio da chi non è disposto a dare il proprio contributo. Con questo atteggiamento, fatto di critiche continue e di scarsa voglia di proporre o collaborare, la nostra comunità rischia di diventare sempre più nervosa, polemica e pretenziosa. Non è questa la direzione che dovremmo prendere. E, purtroppo, ritengo che questa testata, dando ampio spazio a questo tipo di interventi, finisca per alimentare questo fenomeno invece di favorire un confronto costruttivo. Cordialmente
Elisabetta

























