Il "bavaglio" alle interrogazioni? A perdere sono i cittadini, non le opposizioni
Nel Consiglio comunale di lunedì sera tre interrogazioni presentate dai gruppi consiliari "Prospettive per Merate" e "Noi Merate" non hanno potuto essere discusse. Il motivo è semplice: la maggioranza continua
a contingentare a trenta minuti il tempo dedicato alle interrogazioni, rinviando sistematicamente alla seduta
successiva tue quelle che, indipendentemente dalla loro rilevanza, non riescono fisiologicamente a trovare
spazio entro tale limite.
La prima riguardava il futuro del Ponte San Michele, tema di assoluto rilievo per l'intero territorio meratese,
destinato ad incidere sulla viabilità, sui collegamenti ferroviari, sui pendolari e sul tessuto economico locale.
Le altre due interrogazioni, presentate dal gruppo "Noi Merate", riguardavano il progetto di miglioramento
dell'area di attesa del trasporto pubblico locale presso il polo delle scuole superiori e l'assegnazione delle
borse di studio comunali. Anche queste saranno inserite all'ordine del giorno del prossimo Consiglio
comunale, ma la seconda (quella relativa al miglioramento dell’area di attesa del trasporto pubblico locale)
verrà probabilmente discussa quando l'anno scolastico sarà già iniziato e l'interrogazione rischierà di aver
perso gran parte della propria utilità.
Per anni, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni che si sono succedute, le interrogazioni
sono sempre state collocate ai primi punti dell'ordine del giorno e discusse integralmente. Anche l'attuale
Amministrazione, per il primo anno e mezzo del proprio governo della cià, ha sempre seguito questa prassi.
Da circa sei mesi, però, qualcosa è cambiato. Il regolamento comunale viene oggi applicato in modo
rigidissimo: scaduti i trenta minuti, le interrogazioni residue vengono automaticamente rinviate alla seduta
successiva.
Una scelta che rompe una consuetudine istituzionale consolidata da anni e che, nei fa, svuota
progressivamente di efficacia il principale strumento di controllo a disposizione delle opposizioni.
Il risultato è soto gli occhi di tutti: interrogazioni su temi di grande interesse pubblico perdono tempestività,
incisività e forza politica.
Viene allora spontanea una domanda: siamo di fronte a una normale scelta organizzava o al tentavo di
mettere il "bavaglio" all'attività di controllo delle opposizioni?
Proprio per evitare che temi di interesse pubblico vengano sistematicamente rinvia, ieri sera i gruppi di
opposizione hanno presentato una mozione per modificare il regolamento comunale e garantire la
discussione di tue le interrogazioni iscritte all'ordine del giorno.
La maggioranza l'ha respinta.
Quando il regolamento diventa uno strumento per rinviare il confronto anziché garantirlo, il bavaglio non
viene imposto alle opposizioni, ma ai cittadini.
Perché ogni interrogazione rinviata è una risposta che la Città non riceve.
a contingentare a trenta minuti il tempo dedicato alle interrogazioni, rinviando sistematicamente alla seduta
successiva tue quelle che, indipendentemente dalla loro rilevanza, non riescono fisiologicamente a trovare
spazio entro tale limite.
La prima riguardava il futuro del Ponte San Michele, tema di assoluto rilievo per l'intero territorio meratese,
destinato ad incidere sulla viabilità, sui collegamenti ferroviari, sui pendolari e sul tessuto economico locale.
Le altre due interrogazioni, presentate dal gruppo "Noi Merate", riguardavano il progetto di miglioramento
dell'area di attesa del trasporto pubblico locale presso il polo delle scuole superiori e l'assegnazione delle
borse di studio comunali. Anche queste saranno inserite all'ordine del giorno del prossimo Consiglio
comunale, ma la seconda (quella relativa al miglioramento dell’area di attesa del trasporto pubblico locale)
verrà probabilmente discussa quando l'anno scolastico sarà già iniziato e l'interrogazione rischierà di aver
perso gran parte della propria utilità.
Per anni, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni che si sono succedute, le interrogazioni
sono sempre state collocate ai primi punti dell'ordine del giorno e discusse integralmente. Anche l'attuale
Amministrazione, per il primo anno e mezzo del proprio governo della cià, ha sempre seguito questa prassi.
Da circa sei mesi, però, qualcosa è cambiato. Il regolamento comunale viene oggi applicato in modo
rigidissimo: scaduti i trenta minuti, le interrogazioni residue vengono automaticamente rinviate alla seduta
successiva.
Una scelta che rompe una consuetudine istituzionale consolidata da anni e che, nei fa, svuota
progressivamente di efficacia il principale strumento di controllo a disposizione delle opposizioni.
Il risultato è soto gli occhi di tutti: interrogazioni su temi di grande interesse pubblico perdono tempestività,
incisività e forza politica.
Viene allora spontanea una domanda: siamo di fronte a una normale scelta organizzava o al tentavo di
mettere il "bavaglio" all'attività di controllo delle opposizioni?
Proprio per evitare che temi di interesse pubblico vengano sistematicamente rinvia, ieri sera i gruppi di
opposizione hanno presentato una mozione per modificare il regolamento comunale e garantire la
discussione di tue le interrogazioni iscritte all'ordine del giorno.
La maggioranza l'ha respinta.
Quando il regolamento diventa uno strumento per rinviare il confronto anziché garantirlo, il bavaglio non
viene imposto alle opposizioni, ma ai cittadini.
Perché ogni interrogazione rinviata è una risposta che la Città non riceve.
I consiglieri Massimo Panzeri, Paola Panzeri, Alfredo Casaletto, Dario Perego, Franca Maggioni
























