“Merate Chef”: un cuoco professionista nella squadra di Novate. Cassina protesta

La polemica ha occupato parte della mattinata di domenica in un noto bar del centro. Esponenti di Cassina Fra’ Martino commentavano indignati il risultato finale di “Merate Chef” che ha visto la vittoria della frazione di Novate. Della squadra, dicevano, c’era un cuoco di professione, molto stimato e capace, frequentatore assiduo dell’oratorio di Novate e, per l’appunto, cuoco nelle occasioni oratoriane oltre che chef di un rinomato ristorante del meratese.

Il tam tam si è poi trasferito sulle chat dei cassinesi, in una rincorsa di contestazioni e rimostranze, anche considerando che Cassina Fra’ Martino si è classificata seconda a una incollatura da Novate.

“E’ come se in una corsa amatoriale partecipasse la nostra Aurora Bosia” ha detto un Cassinese con un paragone davvero efficace. “E’ chiaro che non ci sarebbe storia”. Alla fine, dopo una prova e saputa la presenza del cuoco professionista, c’era ormai la certezza che a vincere sarebbe stata la frazione di Novate. E così è stato.
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L’ha presa con filosofia Armando Fusi, cuoco di Sartirana, frazione giunta ultima: “Abbiamo saputo della presenza di questo professionista, si poteva evitare, ma è andata così. Se ci sarà una seconda edizione speriamo ci sia anche un regolamento che impedisca queste presenze. Se è una gara tra volontari deve essere tra volontari”.

In effetti non c’è un regolamento. Conferma Giacomo Ventrice, uno degli ideatori del concorso: “Non abbiamo previsto clausole, comunque si sapeva della partecipazione dello chef del ristorante... Non vedo la ragione di queste contestazioni. Dovevano farle prima, non adesso”.

Più o meno sulla stessa linea Roberto Riva di Brugarolo: “Sì noi eravamo al corrente della presenza di questo professionista. Pensavamo anche noi di inserire il cuoco di una mensa ormai in pensione, poi non ha potuto. Pazienza, non ne facciamo un caso, certo si renderà necessario regolare per il futuro le presenze in modo che sia davvero una gara tra dilettanti che diventano volontari per dare una mano a oratori, parrocchie e iniziative benefiche”.

L’iniziativa, dunque – peraltro molto azzeccata e di successo – ha bisogno di una messa a punto, per evitare poi lo strascico di polemiche che, in questo caso, appaiono fondate. Se nei gruppi di cuochi per passione c’è un professionista di riconosciuta qualità è chiaro che il risultato finale appare notevolmente inficiato. E scontato.

Nel frattempo indiscrezioni parlano di un costo complessivo per l’evento di sabato 25 luglio di 25mila euro e di un cachet a Joe Bastianich di 8.500 euro. Non sono definite le fonti di finanziamento, oltre agli sponsor né il costo aggiuntivo del servizio di vigilanza e pulizia.
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