Cernusco: scontro in Aula sul trasferimento di Santoro nel suo paese in Campania

Il "caso Santoro" è esploso in tutta la sua virulenza politica durante l'ultimo Consiglio Comunale di giovedì 23 luglio. La residenza dell’assessore al Bilancio, Pietro Santoro, trasferitosi in aprile a Casaluce (Campania) per motivi lavorativi e per essere più vicino alla famiglia, ha innescato un dibattito accesissimo tra i banchi, trasformandosi in uno scontro aperto tra maggioranza e opposizione sul concetto di presenza e impegno civico.
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A sollevare la questione è stata la consigliera di minoranza Samantha Brusadelli, che pur ribadendo la stima personale per l'assessore, ha contestato duramente l'opportunità politica della sua permanenza: "A Cernusco non può passare sotto silenzio il fatto che abbiamo un assessore al bilancio, figura politica di rilevanza notevole, che per sue scelte personali non vive più il paese e si trova a moltissimi chilometri di distanza".
Secondo l'opposizione, il ruolo non può limitarsi al supporto tecnico garantito dalle tecnologie – riferendosi alla videoconferenza per assistere alle sedute, come già accaduto: "Il suo compito non può limitarsi a questo. L’assessore deve poter partecipare attivamente alle scelte che la giunta prende". Il punto centrale del malcontento riguarda il legame con il paese: "Secondo me a lei manca questa percezione del territorio e penso che non lo possa negare". La minoranza ha inoltre lamentato di aver scoperto il trasferimento quasi casualmente: "Avrei avuto il diritto di non scoprire per caso che lei da mesi non era più a Cernusco", spiega Brusadelli.
Pietro Santoro ha risposto con un intervento a tratti commosso, ripercorrendo le ragioni della sua scelta e rivendicando la sua dedizione. Ha spiegato di aver vinto un concorso nella sua terra d'origine e di aver deciso di restare in carica per "rispetto delle istituzioni e del voto dei cittadini", essendo stato il terzo candidato più votato.
L'assessore ha poi toccato un tasto molto personale per dimostrare la sua resilienza: "Sono riuscito a fare l’assessore al bilancio in un momento molto più critico della mia vita. L'approvazione del bilancio di previsione 2023 l’ho fatta dall’ospedale, mentre mi sottoponevo alla chemioterapia". Santoro ha assicurato che la distanza non pregiudica il suo operato: "Almeno una volta al mese torno qui per 4-5 giorni. La percezione del paese non l'ho persa". Ha infine concluso che, nella realtà di un piccolo comune, la tecnologia permette oggi un "servizio pieno".
In difesa di Santoro è intervenuto il capogruppo di maggioranza, Gerardo Biella, che ha lodato la professionalità del collega: "Se c'è un assessorato che non soffre tantissimo di questa problematica della distanza è proprio il bilancio. Oltretutto la sua preparazione è altissima". Biella ha poi lanciato una provocazione: "A volte è meglio una persona competente che sta a 800 km di distanza, piuttosto che persone non competenti, ma ad un metro da noi", dicendo poi di non far riferimento a nessuno in particolare.
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Il clima è diventato incandescente quando il sindaco Gennaro Toto ha preso la parola. Respingendo ogni critica, ha elogiato il contributo di Santoro e ha sferrato un durissimo attacco frontale all'opposizione: "L’assessore ha dato più contributo di quello che la minoranza, pur presente in paese, ha dato in questo Consiglio. Siete la minoranza più assenteista della storia di Cernusco Lombardone".
Alle proteste della minoranza, che chiedeva di replicare, il Sindaco ha risposto categorico: "Andate a farvi la verifica di tutte le vostre assenze. Siete i consiglieri più assenti di tutte le consigliature che ho visto. Se ce la fa a venire qua l’assessore Santoro che abita a 800 km, ci potreste arrivare anche voi che abitate a un chilometro".
La seduta si è chiusa in un clima di gelo totale, con la minoranza che ha accusato il primo cittadino di "maleducazione" e mancanza di rispetto democratico.
M.Pen.
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