Merate: gioco a scavalco tra ordinanze e deroghe
Le due ordinanze, l’una a firma Ciro Scognamiglio, comandante Polizia Locale (n.28 del 22 luglio), l’altra siglata dal sindaco Mattia Salvioni (n. 32 del 21 luglio), rendono plasticamente l’idea di “in quali mani siamo finiti”.
Il primo avverte che sabato 25 luglio l’intero centro, causa la finale di “Merate Chef” sarà chiuso dalle 9 del mattino alle 2.30 della notte di domenica. Due e trenta, che per un normodotato significa oltre l’alba dato che difficilmente qualcuno attenderà quell’ora per poter riportare l’auto nel proprio box. Un’assurdità forse generata da inesperienza, forse da arroganza di ruolo che delle necessità altrui non tiene minimamente conto. Un altro cui prendere le misure.
Il carico da undici poi ce lo ha messo il Sindaco che ormai vive, oltre che di slides, di deroghe. L’ultima, quella per l’occasione di cui sopra è almeno la decima che emette per eludere il piano di zonizzazione acustica. E ogni volta che emette l’ordinanza in deroga alza il livello minimo dei decibel: prima era 65, poi 70, ora 80. Un ragazzo alle prime armi si sarebbe accertato circa l’entità dell’inquinamento acustico e poi avrebbe emesso una sola ordinanza valida per ogni occasione di eventi in centro. Siccome però il gioco della deroga permette di mantenere la facciata pulita, all’ordinanza di divieto di vendita di alcoolici (n.31 del 17 luglio), segue la postilla secondo cui, ogni volta che si organizza una manifestazione in centro, detta ordinanza viene sospesa, mediante un’apposita deroga.
Francamente una gestione così caotica non la ricordavamo a memoria d’uomo. Memoria che affonda nei decenni non negli anni.
Ora attendiamo sereni la prossima iniziativa con ordinanza e deroga incorporate.
Come nella migliore serie televisiva, “attenti a quei due” e ciascuno scelga la parte che fu di Roger Moore e di Tony Curtis.
Il primo avverte che sabato 25 luglio l’intero centro, causa la finale di “Merate Chef” sarà chiuso dalle 9 del mattino alle 2.30 della notte di domenica. Due e trenta, che per un normodotato significa oltre l’alba dato che difficilmente qualcuno attenderà quell’ora per poter riportare l’auto nel proprio box. Un’assurdità forse generata da inesperienza, forse da arroganza di ruolo che delle necessità altrui non tiene minimamente conto. Un altro cui prendere le misure.
Il carico da undici poi ce lo ha messo il Sindaco che ormai vive, oltre che di slides, di deroghe. L’ultima, quella per l’occasione di cui sopra è almeno la decima che emette per eludere il piano di zonizzazione acustica. E ogni volta che emette l’ordinanza in deroga alza il livello minimo dei decibel: prima era 65, poi 70, ora 80. Un ragazzo alle prime armi si sarebbe accertato circa l’entità dell’inquinamento acustico e poi avrebbe emesso una sola ordinanza valida per ogni occasione di eventi in centro. Siccome però il gioco della deroga permette di mantenere la facciata pulita, all’ordinanza di divieto di vendita di alcoolici (n.31 del 17 luglio), segue la postilla secondo cui, ogni volta che si organizza una manifestazione in centro, detta ordinanza viene sospesa, mediante un’apposita deroga.
Francamente una gestione così caotica non la ricordavamo a memoria d’uomo. Memoria che affonda nei decenni non negli anni.
Ora attendiamo sereni la prossima iniziativa con ordinanza e deroga incorporate.
Come nella migliore serie televisiva, “attenti a quei due” e ciascuno scelga la parte che fu di Roger Moore e di Tony Curtis.
























