Sulla destinazione dei fondi regionali
Articolo: Destinazione fondi regionali
Mi ha fatto sorridere leggere questa lettera: "Regione Lombardia, invece di destinare fondi agli oratori (c'è già il miliardo e più di euro che la Chiesa Cattolica riceve con l'8×1000), dovrebbe occuparsi seriamente delle rette, ormai molto elevate, che le famiglie devono sostenere per mantenere i propri cari nelle RSA e nelle case di riposo. Alcune non riescono più a far fronte ai costi e si sono dovute perfino indebitare." – Un cittadino del Meratese Quello che non riesco a capire è perché si debbano contrapporre gli oratori all'assistenza degli anziani, come se finanziare gli uni significasse necessariamente togliere risorse agli altri. Forse ci si dimentica che gli oratori svolgono da sempre un'importante funzione sociale ed educativa. Quanti genitori, soprattutto durante l'estate, hanno potuto contare sugli oratori feriali come luogo sicuro e accessibile dove far trascorrere le giornate ai propri figli? Quanti ragazzi hanno trovato nei campi degli oratori uno spazio per praticare sport, crescere insieme e fare esperienza di comunità? Spesso si giudica la Chiesa, ma poi si pretende di trovare una chiesa pulita, ordinata e sicura quando arriva il momento del funerale di una persona cara o della celebrazione di un matrimonio. Del resto, ormai per molti sono proprio queste le uniche occasioni in cui vi mettono piede. Si vuole un oratorio accogliente e sicuro, ma questo richiede manutenzione, personale, volontari e risorse. Il problema delle rette delle RSA è reale e merita tutta l'attenzione possibile. Le famiglie che fanno fatica a sostenere quei costi devono essere aiutate. Ma non credo che la soluzione sia mettere in contrapposizione due realtà che rispondono a bisogni diversi e altrettanto importanti. Una società che investe nei giovani e, allo stesso tempo, si prende cura degli anziani è una società più forte e più giusta.
Mi ha fatto sorridere leggere questa lettera: "Regione Lombardia, invece di destinare fondi agli oratori (c'è già il miliardo e più di euro che la Chiesa Cattolica riceve con l'8×1000), dovrebbe occuparsi seriamente delle rette, ormai molto elevate, che le famiglie devono sostenere per mantenere i propri cari nelle RSA e nelle case di riposo. Alcune non riescono più a far fronte ai costi e si sono dovute perfino indebitare." – Un cittadino del Meratese Quello che non riesco a capire è perché si debbano contrapporre gli oratori all'assistenza degli anziani, come se finanziare gli uni significasse necessariamente togliere risorse agli altri. Forse ci si dimentica che gli oratori svolgono da sempre un'importante funzione sociale ed educativa. Quanti genitori, soprattutto durante l'estate, hanno potuto contare sugli oratori feriali come luogo sicuro e accessibile dove far trascorrere le giornate ai propri figli? Quanti ragazzi hanno trovato nei campi degli oratori uno spazio per praticare sport, crescere insieme e fare esperienza di comunità? Spesso si giudica la Chiesa, ma poi si pretende di trovare una chiesa pulita, ordinata e sicura quando arriva il momento del funerale di una persona cara o della celebrazione di un matrimonio. Del resto, ormai per molti sono proprio queste le uniche occasioni in cui vi mettono piede. Si vuole un oratorio accogliente e sicuro, ma questo richiede manutenzione, personale, volontari e risorse. Il problema delle rette delle RSA è reale e merita tutta l'attenzione possibile. Le famiglie che fanno fatica a sostenere quei costi devono essere aiutate. Ma non credo che la soluzione sia mettere in contrapposizione due realtà che rispondono a bisogni diversi e altrettanto importanti. Una società che investe nei giovani e, allo stesso tempo, si prende cura degli anziani è una società più forte e più giusta.
Giulio B.
























