Serve rispetto per chi si spende ogni giorno per il bene comune
Operatori sanitari
Un pensiero a mente fredda da parte di un comune operatore del soccorso sanitario.. In questi giorni, dopo i fatti di Bologna, sto leggendo troppi giudizi affrettati, troppe generalizzazioni e un accanimento che ferisce. È facile puntare il dito dietro uno schermo e far passare un'intera categoria per incapace o inetta. Prima di parlare, bisognerebbe fare tre cose: informarsi, rispettare e aspettare. Ci sono indagini in corso ed è giusto che la magistratura faccia il suo lavoro per chiarire ogni dinamica. Ma confondere un singolo episodio (tutto ancora da valutare) con il lavoro quotidiano di migliaia di soccorritori, dipendenti e volontari è un errore grave e ingiusto. Dietro quella divisa ci sono persone che mettono a disposizione della comunità il proprio tempo, le proprie competenze e la propria emotività, frutto di anni di formazione, sacrifici e dedizione. Persone che ci sono sempre, di giorno e di notte, spesso sul confine sottile tra la vita e la salute degli altri. Il mondo del soccorso sta già affrontando una crisi numerica importante. Continuare ad alimentare questo clima di odio e sfiducia non farà altro che allontanare chi magari sta pensando di muovere i primi passi in questo percorso. E quando non ci sarà più nessuno a salire su quell'ambulanza, a perderci saremo tutti noi. Un po' più di rispetto per chi si spende ogni giorno per il bene comune. Un po' più di cautela prima di condannare a reti unificate. A chi continua ad alzarsi la notte e a vestire quella divisa con orgoglio, nonostante tutto: grazie.
Un pensiero a mente fredda da parte di un comune operatore del soccorso sanitario.. In questi giorni, dopo i fatti di Bologna, sto leggendo troppi giudizi affrettati, troppe generalizzazioni e un accanimento che ferisce. È facile puntare il dito dietro uno schermo e far passare un'intera categoria per incapace o inetta. Prima di parlare, bisognerebbe fare tre cose: informarsi, rispettare e aspettare. Ci sono indagini in corso ed è giusto che la magistratura faccia il suo lavoro per chiarire ogni dinamica. Ma confondere un singolo episodio (tutto ancora da valutare) con il lavoro quotidiano di migliaia di soccorritori, dipendenti e volontari è un errore grave e ingiusto. Dietro quella divisa ci sono persone che mettono a disposizione della comunità il proprio tempo, le proprie competenze e la propria emotività, frutto di anni di formazione, sacrifici e dedizione. Persone che ci sono sempre, di giorno e di notte, spesso sul confine sottile tra la vita e la salute degli altri. Il mondo del soccorso sta già affrontando una crisi numerica importante. Continuare ad alimentare questo clima di odio e sfiducia non farà altro che allontanare chi magari sta pensando di muovere i primi passi in questo percorso. E quando non ci sarà più nessuno a salire su quell'ambulanza, a perderci saremo tutti noi. Un po' più di rispetto per chi si spende ogni giorno per il bene comune. Un po' più di cautela prima di condannare a reti unificate. A chi continua ad alzarsi la notte e a vestire quella divisa con orgoglio, nonostante tutto: grazie.
Un operatore
























