Per amministrare serve visione ma poi c'è il confronto con la realtà fatta di norme e limiti

Articolo: I nostri sindaci, bravi "operai della politica" senza visione manageriale

Gentile Direttore, gentile Redazione,
in anni di impegno amministrativo, politico e associativo ho imparato che la visione è il presupposto indispensabile dell'azione. Ho imparato però anche che, una volta definita una visione, è necessario confrontarsi con la realtà, fatta di norme, competenze istituzionali, limiti, rispetto delle proprietà e spesso decisioni già definite.
Proprio all'interno di questi confini trovano spazio – e devono trovarlo – la passione, l'impegno, i progetti, le proposte alternative, i dubbi e le critiche, purché espressi con competenza e nel rispetto dei ruoli che ciascuno è chiamato a svolgere.
Quando abbiamo immaginato, insieme, la nascita della rete "Occhio al Ponte", con l'obiettivo di monitorare e tutelare il Ponte San Michele e la Valle dell'Adda, abbiamo riflettuto attentamente su quale contributo potesse offrire un gruppo di cittadini e realtà del territorio: sostenere le istituzioni locali nella loro azione, dare voce alle esigenze delle comunità e avanzare proposte concrete, mantenendo sempre un dialogo costruttivo.
Grazie al lavoro istituzionale di sindaci capaci di coniugare operatività e visione, e all'impegno dei comitati che da anni tengono alta l'attenzione sul tema, il territorio è riuscito a far sentire la propria voce. È un percorso che certamente non si esaurisce qui, perché dire "un ponte è necessario, ma valutiamo insieme dove" non può essere solo uno slogan, ma è un'affermazione composta da molte sfaccettature, analisi e valutazioni. 
Siamo convinti che il modo più efficace per incidere nei confronti di decisioni che paiono già prese e definite da parte soggetti come RFI (società proprietaria del ponte) e di Regione Lombardia -  che sta dimostrando di essere più interessata al risparmio economico che ad altro  (una delle regioni più ricche di Italia che ha come priorità il risparmio su un'opera viabilistica di sua competenza: pare strano ma così è) -  sia continuare a formulare osservazioni, proporre alternative, informare i cittadini e favorire una partecipazione consapevole. È un lavoro paziente, ma è probabilmente quello che può produrre i risultati più duraturi.
Mi ha colpito leggere che ai sindaci mancherebbe la visione perché, ad esempio, non immaginano di valorizzare l'area con iniziative commerciali o turistiche. Mi chiedo se la questione non sia più complessa e se non riguardi l'intero territorio – cittadini, imprese, associazioni e commercianti – che può e deve essere protagonista di un progetto integrato di valorizzazione.
Peraltro, gli enti locali stanno già lavorando a un interessante progetto dedicato alla valorizzazione della Forra dell'Adda, che va proprio in questa direzione. Sarebbe auspicabile che tutti coloro che hanno a cuore questi temi lo approfondissero, lo sostenessero e contribuissero a farlo crescere.
I grandi percorsi, del resto, si costruiscono attraverso tanti piccoli passi ("ad ognuno il proprio pezzetto", diciamo nella Rete).
Sono convinta che chi crede in una battaglia debba mettersi in gioco in prima persona, offrendo tempo, competenze e disponibilità. Ho sempre pensato, anche durante la mia esperienza di amministratrice pubblica, che i risultati migliori nascano dal lavoro condiviso, dal confronto e dalla partecipazione attiva di tutti.
Per questo considero positivamente gli interventi e le riflessioni che in questi giorni stanno animando il dibattito. Mi auguro che possano tradursi anche in spunti, suggerimenti fattibili e contributi concreti all'interno della rete "Occhio al Ponte", perché è attraverso il confronto e l'impegno comune che una visione può trasformarsi in realtà.
Chiara Bonfanti 
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.