Il bere vince sempre sul male

Articolo: Meditate gente meditate

La profonda filosofia del luppolo: alle origini del "Meditate, gente" Capita spesso, leggendo le accese discussioni sui social locali o ascoltando i saggi da bar della nostra zona, di imbattersi in una citazione sfoderata con l'aria di chi la sa decisamente lunga: «Meditate, gente, meditate». Viene digitata o pronunciata con estrema gravità, quasi fosse un monito tramandato da antichi pensatori, un invito socratico alla riflessione sui massimi sistemi o, più prosaicamente, sull'ultima buca non asfaltata in paese. Sembra la chiusura perfetta per dare un tono solenne a qualsiasi polemica. Eppure, la memoria collettiva gioca brutti scherzi. Quanti di questi fini intellettuali ricordano davvero l'origine di questa inestimabile perla di saggezza? Spiace deludere i novelli filosofi, ma la citazione non arriva dalla Grecia classica, né dai pensieri di qualche illuminato statista. Arriva dritta dritta dagli schermi televisivi dei primi anni '80, comodamente seduta su una sedia a dondolo, per bocca di Renzo Arbore. Ed era, banalmente, uno spot pubblicitario. L'obiettivo della campagna non era certo l'elevazione spirituale o morale delle masse, ma promuovere il consumo di birra in Italia. La frase originale e completa, che molti sembrano aver rimosso per convenienza retorica, era infatti un molto meno ascetico: «Birra, e sai cosa bevi! Meditate, gente, meditate». La prossima volta che qualcuno vi invita solennemente alla meditazione per far valere le proprie ragioni, offritegli una pinta. E' sempre bello sapere che il bere vince sempre sul male. 
Giorgio mastro birraio
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