Montevecchia, allagamento in via dei Gelsi: residenti e Comune al lavoro per una soluzione

Nel condominio di via dei Gelsi 6 la pioggia, quando cade con una certa intensità, non è più soltanto un fastidio stagionale. Da almeno quattro anni si ripete lo stesso copione: l'acqua che scende dalle vie limitrofe finisce per riversarsi nei box del condominio, trasformando i garage in un ricettacolo di fango e detriti. Venerdì scorso, 17 luglio, si è verificato l'episodio, a detta dei residenti, più intenso, con l'acqua che all'interno dei box avrebbe raggiunto, per loro stima, 60 centimetri di altezza, contro i 40-45 centimetri toccati l'anno precedente.
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Il condominio sorge in un punto morfologicamente basso rispetto alla zona circostante, in una sorta di imbuto naturale dove confluisce l'acqua piovana proveniente sia da via dei Gelsi sia da via Monza. Quando piove intensamente, questo duplice afflusso si concentra lungo la rampa che porta ai box, trasformandola in un vero e proprio canale di scolo. Nell'episodio di venerdì la violenza dell'acqua, unita al vento, ha divelto ganci e guide di tre saracinesche dei garage, rendendole inutilizzabili.
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Alcune immagini degli allagamenti

Negli anni i condomini avevano imparato a convivere con il rischio, adottando alcune precauzioni come non lasciare più nulla a livello del pavimento nei box, riponendo oggetti e scatoloni sugli scaffali più alti. Questa volta, però, anche quella precauzione non è bastata. La forza del flusso d'acqua ha smosso e fatto cadere gli scatoloni riposti in alto, disperdendo il contenuto nel fango. Tra i danni più sentiti, intere collezioni di libri, ritrovate a metri di distanza dalla loro collocazione originale, trascinate dalla corrente fino alle porte dei garage; e poi valigie, oggetti personali, materiali ormai da buttare. I residenti segnalano inoltre che l'acqua ha lambito la centrale termica e i locali tecnici del condominio, un aspetto che li preoccupa per le possibili ricadute sulla sicurezza elettrica e strutturale dell'edificio, che ospita complessivamente quattro famiglie.
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Non è la prima volta che i condomini si trovano a fronteggiare la situazione da soli. Da tre anni segnalano il problema al Comune di Montevecchia, anche attraverso una PEC protocollata lo scorso anno, alla quale – secondo quanto riferito dai residenti – non era arrivata alcuna risposta formale. È anche per questo che, dopo l'ultimo episodio, i condomini hanno scelto di raccontare la propria esperienza alla nostra redazione, con l'obiettivo di portare il caso all'attenzione pubblica e sollecitare un confronto più diretto con l'amministrazione comunale.
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A ricostruire nel dettaglio la giornata di venerdì è lo stesso sindaco Ivan Pendeggia. Alle 8 del mattino un residente del condominio ha scritto al Sindaco per segnalargli quanto stava accadendo. In quel momento il primo cittadino si trovava già sul mezzo dell'operatore comunale Andrea, lo stradino, impegnato in un sopralluogo alle caditoie di via Sorgenti, nell'ambito di un giro di controlli e pulizie già programmato. Ricevuta la segnalazione, il Sindaco si è recato in via dei Gelsi tra le 8.30 e le 9 per una prima verifica dall'esterno, non riscontrando in quel momento margini per un intervento immediato. Ha quindi confermato la propria disponibilità per un incontro alle 17.30 dello stesso giorno, una volta che il residente fosse rientrato a casa.
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All'ora stabilita, Pendeggia si è recato nuovamente sul posto, potendo constatare di persona l'entità dei danni provocati dal maltempo. Durante il colloquio – che entrambe le parti hanno definito collaborativo – il Sindaco ha assicurato che l'amministrazione lavorerà per individuare soluzioni utili a ridurre i rischi, pur premettendo che in presenza di precipitazioni di intensità eccezionale come quella di venerdì non sia possibile azzerarli del tutto. Ha inoltre spiegato che la pulizia delle caditoie di via Brughé e via Gelsi era già programmata per questa settimana, come confermato anche dalla vicesindaco Francesca Colombo, che segue da due anni l'attività di manutenzione delle condotte delle acque chiare: un lavoro che negli ultimi due anni ha portato all'ispezione e alla pulizia di oltre 200 caditoie sul territorio comunale.
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Oltre a questo primo intervento, il Sindaco ha proposto di organizzare un incontro con tutti gli abitanti dello stabile, a cui parteciperà anche la responsabile dell'Ufficio Tecnico comunale. Pendeggia ha indicato – premettendo di non essere un tecnico – alcune caratteristiche strutturali dell'edificio che, a suo parere, contribuiscono a complicare il deflusso delle acque piovane: l'ingresso dei box è realizzato in linea con la pendenza della strada, anziché in contropendenza, e i box stessi, posti molto più in basso rispetto al piano stradale, non dispongono di uno scarico adeguato.
Tra le prime ipotesi emerse per un intervento strutturale, il Sindaco ha citato la possibilità di realizzare un canale di scolo suppletivo, che richiederebbe però il coinvolgimento dei proprietari del terreno confinante con il condominio, ai quali andrebbe chiesto l'accesso per la posa di una tubatura interrata capace di convogliare l'acqua piovana direttamente nel letto del torrente che scorre poco più a valle. In alternativa, o in aggiunta, si valuta un potenziamento della rete di caditoie esistente, verificandone i diametri e valutando l'aggiunta di nuovi tubi di scarico. In entrambi i casi, ha precisato Pendeggia, sarà necessaria una valutazione tecnica della portata d'acqua da parte di un professionista, come già avvenuto in passato per via Belvedere, in occasione dello studio del rischio idrogeologico legato alla tenuta della strada nella zona dei due semafori.
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Mentre attendevano una risposta pubblica, negli anni i residenti si erano già attrezzati per proprio conto. Il condominio dispone di due pompe di scarico, installate proprio per contenere l'allagamento, e pochi mesi fa i condomini avevano fatto installare, a proprie spese, delle paratie antiallagamento professionali. La portata dell'ultimo evento, tuttavia, ha superato la capacità di entrambe le misure: le pompe sono andate in sovraccarico e le paratie sono state scavalcate dall'acqua. "Dato che dal lato dell'amministrazione non riuscivamo ad avere riscontri, abbiamo cominciato a darci da fare anche noi", raccontano i residenti, pur riconoscendo che nessuna soluzione privata potrà bastare finché non si interverrà a monte, riducendo la quantità d'acqua che si convoglia verso il condominio.
Il fenomeno ha anche capovolto un'abitudine che per la maggior parte delle persone risulta naturale: normalmente, in caso di forti temporali e grandine, il primo istinto è portare l'auto al riparo nel box. In via dei Gelsi 6 accade l'esatto contrario, perché il garage è il punto più esposto della casa. Il giovane residente ha raccontato di essere dovuto correre ai box, all'arrivo della perturbazione, per mettere in salvo moto e automobili prima che l'acqua iniziasse a scendere lungo la rampa; la propria auto, acquistata solo due settimane prima dell'episodio, è stata portata fuori in tempo. Una condizione che i residenti sperano possa essere risolta al più presto, così da non dover più vivere ogni temporale come una minaccia da cui difendersi in casa propria. 
M.Pen.
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