Cernusco: istituito il catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco
La Giunta comunale di Cernusco Lombardone ha istituito, con la delibera n. 48 del 10 luglio, il catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco: l'elenco previsto dall'articolo 10 della legge 353/2000, la "legge quadro in materia di incendi boschivi", che ogni Comune è tenuto ad avere e ad aggiornare ogni anno.
Cosa serve, in pratica, questo catasto? La legge del 2000 nasce per contrastare un fenomeno preciso: gli incendi appiccati non per caso, ma per convenienza, per liberare terreni boscati o a pascolo da vincoli che ne impediscono l'edificazione o il cambio di destinazione. Per questo la norma stabilisce che le aree colpite dal fuoco restino "congelate" per anni: non possono cambiare destinazione d'uso per quindici anni, non vi si può costruire nulla per dieci, sono vietati per un decennio la caccia e il pascolo, e per cinque anni anche il rimboschimento con fondi pubblici. Il catasto è lo strumento che rende operativi questi vincoli, indicando quali particelle sono state bruciate e quando. Senza catasto, i divieti restano sulla carta.
A Cernusco, però, l'iter si era fermato a metà strada. Già a febbraio 2025 il Nucleo Carabinieri Forestale di Lecco aveva chiesto al Comune, come previsto da una norma del 2021 pensata per accelerare l'aggiornamento di questi catasti in tutta Italia, di comunicare se l'elenco fosse stato istituito o meno. Il Comune aveva risposto che non c'erano eventi da censire, ma non aveva formalizzato nulla con un atto deliberativo vero e proprio: una lacuna solo procedurale, dato che sul territorio non risultavano comunque incendi, ma pur sempre una lacuna. È bastata una nuova segnalazione, questa volta della Prefettura di Lecco a fine giugno, su indicazione del Comando Provinciale Carabinieri - Gruppo Forestale, a far scattare l'intervento. Il Comune è stato inserito tra gli enti "inadempienti" e invitato a mettersi in regola con sollecitudine.
La Giunta - riunitasi in videoconferenza con il sindaco Gennaro Toto, la vicesindaco Renata Valagussa, gli assessori Andrea Passavanti e Antonio De Luca, con l'assenza dell'assessore Pietro Santoro - ha quindi deliberato all'unanimità l'istituzione del catasto, dando atto che al momento non risulta alcun'area da censire: né i rilievi dei Carabinieri Forestali né le risultanze d'ufficio segnalano incendi boschivi sul territorio comunale nell'ultimo quinquennio. Il catasto nasce dunque "vuoto", ma formalmente esiste, ed è quello che la norma richiedeva a prescindere dal fatto che ci siano davvero eventi da registrare.
La tenuta e l'aggiornamento annuale dello strumento sono stati affidati al responsabile dell'Ufficio Tecnico. In caso di futuri incendi si dovrà procedere al censimento delle aree colpite, alla pubblicazione dell'elenco all'albo pretorio per trenta giorni e all'esame delle eventuali osservazioni nei sessanta giorni successivi, prima dell'approvazione definitiva. Finché non ci saranno eventi, invece, l'aggiornamento annuale si esaurirà in una semplice comunicazione formale di assenza di variazioni.
CLICCA QUI per visualizzare la delibera
Cosa serve, in pratica, questo catasto? La legge del 2000 nasce per contrastare un fenomeno preciso: gli incendi appiccati non per caso, ma per convenienza, per liberare terreni boscati o a pascolo da vincoli che ne impediscono l'edificazione o il cambio di destinazione. Per questo la norma stabilisce che le aree colpite dal fuoco restino "congelate" per anni: non possono cambiare destinazione d'uso per quindici anni, non vi si può costruire nulla per dieci, sono vietati per un decennio la caccia e il pascolo, e per cinque anni anche il rimboschimento con fondi pubblici. Il catasto è lo strumento che rende operativi questi vincoli, indicando quali particelle sono state bruciate e quando. Senza catasto, i divieti restano sulla carta.
A Cernusco, però, l'iter si era fermato a metà strada. Già a febbraio 2025 il Nucleo Carabinieri Forestale di Lecco aveva chiesto al Comune, come previsto da una norma del 2021 pensata per accelerare l'aggiornamento di questi catasti in tutta Italia, di comunicare se l'elenco fosse stato istituito o meno. Il Comune aveva risposto che non c'erano eventi da censire, ma non aveva formalizzato nulla con un atto deliberativo vero e proprio: una lacuna solo procedurale, dato che sul territorio non risultavano comunque incendi, ma pur sempre una lacuna. È bastata una nuova segnalazione, questa volta della Prefettura di Lecco a fine giugno, su indicazione del Comando Provinciale Carabinieri - Gruppo Forestale, a far scattare l'intervento. Il Comune è stato inserito tra gli enti "inadempienti" e invitato a mettersi in regola con sollecitudine.
La Giunta - riunitasi in videoconferenza con il sindaco Gennaro Toto, la vicesindaco Renata Valagussa, gli assessori Andrea Passavanti e Antonio De Luca, con l'assenza dell'assessore Pietro Santoro - ha quindi deliberato all'unanimità l'istituzione del catasto, dando atto che al momento non risulta alcun'area da censire: né i rilievi dei Carabinieri Forestali né le risultanze d'ufficio segnalano incendi boschivi sul territorio comunale nell'ultimo quinquennio. Il catasto nasce dunque "vuoto", ma formalmente esiste, ed è quello che la norma richiedeva a prescindere dal fatto che ci siano davvero eventi da registrare.
La tenuta e l'aggiornamento annuale dello strumento sono stati affidati al responsabile dell'Ufficio Tecnico. In caso di futuri incendi si dovrà procedere al censimento delle aree colpite, alla pubblicazione dell'elenco all'albo pretorio per trenta giorni e all'esame delle eventuali osservazioni nei sessanta giorni successivi, prima dell'approvazione definitiva. Finché non ci saranno eventi, invece, l'aggiornamento annuale si esaurirà in una semplice comunicazione formale di assenza di variazioni.
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M.Pen.
























