Imu, agevolazioni confermate
I coltivatori diretti pensionati hanno diritto alle agevolazioni Imu. A confermarlo è una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, che interviene su una questione da tempo al centro di incertezze interpretative e contenziosi.
«Esprimiamo soddisfazione per questa pronuncia – sottolinea Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco – perché chiarisce un principio fondamentale anche per il nostro territorio: la condizione di pensionato non può cancellare il riconoscimento di agevolazioni previste per chi continua concretamente a svolgere attività agricola».
La sentenza è la numero 1040 del 2026. In essa viene precisato che la condizione di pensionato non è di per sé ostativa al riconoscimento delle agevolazioni IMU previste per i coltivatori diretti, purché permangano i requisiti sostanziali legati all’attività agricola e all’inquadramento previdenziale.
Nel richiamare il quadro normativo e la più recente giurisprudenza della Suprema Corte, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia precisa infatti che «la permanenza del requisito dell’iscrizione alla previdenza agricola costituisce l’unica condizione richiesta per la fruizione dei benefici fiscali».
«È un passaggio importante – prosegue Trezzi – perché rafforza la tutela di tanti agricoltori che, anche dopo il pensionamento, continuano a lavorare la terra, a coltivare fondi, a curare prati, boschi, terrazzamenti, pascoli e aziende familiari. Nelle province di Como e Lecco questo presidio ha un valore economico, ambientale e sociale: significa produzione agricola, manutenzione del paesaggio, prevenzione dell’abbandono e presenza quotidiana nelle aree rurali e montane».
La sentenza smentisce così, in linea generale, la posizione di alcuni Comuni lombardi e non che continuano a negare le agevolazioni Imu ai coltivatori diretti pensionati regolarmente iscritti alla gestione previdenziale agricola, aprendo la strada a un orientamento che potrà incidere positivamente sui casi ancora pendenti.
«Queste interpretazioni restrittive – evidenzia Coldiretti Como Lecco – generano incertezza, contenziosi e costi aggiuntivi per le imprese agricole, costrette a impiegare tempo e risorse per vedere riconosciuti diritti già previsti dall’ordinamento. Per territori come quelli lariani, dove molte aziende agricole sono a conduzione familiare e dove l’attività dei coltivatori anziani resta spesso decisiva per il mantenimento dei fondi, la certezza applicativa è essenziale».
«Esprimiamo soddisfazione per questa pronuncia – sottolinea Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco – perché chiarisce un principio fondamentale anche per il nostro territorio: la condizione di pensionato non può cancellare il riconoscimento di agevolazioni previste per chi continua concretamente a svolgere attività agricola».
La sentenza è la numero 1040 del 2026. In essa viene precisato che la condizione di pensionato non è di per sé ostativa al riconoscimento delle agevolazioni IMU previste per i coltivatori diretti, purché permangano i requisiti sostanziali legati all’attività agricola e all’inquadramento previdenziale.
Nel richiamare il quadro normativo e la più recente giurisprudenza della Suprema Corte, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia precisa infatti che «la permanenza del requisito dell’iscrizione alla previdenza agricola costituisce l’unica condizione richiesta per la fruizione dei benefici fiscali».
«È un passaggio importante – prosegue Trezzi – perché rafforza la tutela di tanti agricoltori che, anche dopo il pensionamento, continuano a lavorare la terra, a coltivare fondi, a curare prati, boschi, terrazzamenti, pascoli e aziende familiari. Nelle province di Como e Lecco questo presidio ha un valore economico, ambientale e sociale: significa produzione agricola, manutenzione del paesaggio, prevenzione dell’abbandono e presenza quotidiana nelle aree rurali e montane».
La sentenza smentisce così, in linea generale, la posizione di alcuni Comuni lombardi e non che continuano a negare le agevolazioni Imu ai coltivatori diretti pensionati regolarmente iscritti alla gestione previdenziale agricola, aprendo la strada a un orientamento che potrà incidere positivamente sui casi ancora pendenti.
«Queste interpretazioni restrittive – evidenzia Coldiretti Como Lecco – generano incertezza, contenziosi e costi aggiuntivi per le imprese agricole, costrette a impiegare tempo e risorse per vedere riconosciuti diritti già previsti dall’ordinamento. Per territori come quelli lariani, dove molte aziende agricole sono a conduzione familiare e dove l’attività dei coltivatori anziani resta spesso decisiva per il mantenimento dei fondi, la certezza applicativa è essenziale».
Coldiretti Como - Lecco
























