Merito e Valore non sono "nemici"

Articolo: Il valore di una persona non si misura dalla performance

In risposta a Livia Valentini Gentile Direttore, ho letto con attenzione la lettera pubblicata e ne condivido in parte lo spirito: è fondamentale ricordare ai ragazzi che il loro valore non si misura solo con un numero. Tuttavia credo che il ragionamento parta da un presupposto errato, perché mette in contrapposizione “merito” e “valore della persona” come se fossero nemici. Ma l’una non esclude l’altra. Iniziative come quella di pubblicare le foto dei 10 e lode e dei 100 sono importanti. Non per creare "studenti di serie A e B", ma per dare un segnale: l’impegno, la costanza e il sacrificio meritano di essere visti. Dietro quel 10 e lode o quel 100 ci sono mesi di studio, rinunce, ansia, insicurezze superate. Ci sono ragazzi che partivano da situazioni difficili, con fragilità familiari o personali, e ce l’hanno fatta. Negare la gioia di quel risultato per paura di "escludere" è a mio avviso diseducativo. Quindi ritengo giusto festeggiare l’esito di un percorso, non la persona. Altrimenti a cosa servirebbero le valutazioni? Sono d’accordissimo che andrebbero raccontate anche le storie di resilienza, coraggio e crescita personale. Magari il giornale potrebbe aprire una rubrica anche a quelle. Ma questo non deve togliere spazio a chi, con fatica, ha raggiunto un obiettivo concreto e ha il diritto di esserne orgoglioso. I nostri ragazzi hanno bisogno sia di sentirsi accolti per ciò che sono, sia di essere riconosciuti per ciò che fanno. Le due cose non si escludono. Se smettiamo di gioire per i traguardi raggiunti, che messaggio diamo? Che non vale la pena impegnarsi? Il valore di una persona è altro, è vero. Ma il voto misura un risultato scolastico, e di quel risultato è giusto essere fieri. Cordiali saluti 
Laura A.
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