Polo della Cultura e dei giovani. Una grande occasione persa

Sì, lo sappiamo, la nostra è una causa persa; ma siamo altresì convinti che per l’Amministrazione comunale sia un’occasione imperdibile per ridisegnare la città e i suoi servizi. Senza che si debbano scomodare specialisti del Politecnico di Milano per dire a noi, che a Merate viviamo da sempre, in quale edificio sia meglio mettere un servizio pubblico.
Il tema è sempre Palazzo Tettamanti, cattedrale sproporzionata di 4.250 metri quadrati per ospitare la sessantina di dipendenti comunali.
La ristrutturazione dei primi anni del terzo millennio fu motivata dall’intento di creare un grande polo per la cultura e per la gioventù.
E trascorsi vent’anni da allora c’è ancor più bisogno di disporre di un grande spazio per i giovani, complementare o alternativo all’oratorio e sostitutivo del bar.
Il progetto di ristrutturare Villa Confalonieri, sede del Municipio dal 1974 al 2008 ha un costo attuale di 1.6 milioni di euro, ma non è escluso che aumenti ancor più.
Per farne cosa? Secondo Mattia Salvioni, un edificio di pregio atto a ospitare eventi di rilievo sovracomunale, mostre di elevato spessore, serate musicali e il museo.
Ma il museo al collegio Manzoni è scarsamente visitato figuriamoci cinquecento metri più in giù. E la serie di manifestazioni sopra elencate sono obbligatoriamente riservate a un pubblico ridotto perché la Sala un tempo del Consiglio non può contenere più di 80 persone.
E dunque spendiamo 1.6 milioni per non aggiungere alcun servizio alla Città tutta?
Il coraggio che Salvioni non ha è quello di rivoluzionare lo stato di fatto dando prova di lungimiranza e, anche, di concretezza. Il Municipio in Villa Confalonieri ridimensiona la spesa in termini di riscaldamento, pulizia e condizionamento. Insomma i 1.200 metri quadrati fuori terra più altri 400 di seminterrato sono la misura idonea per un servizio che è sempre meno “fisico” e sempre più “online”.
Palazzo Tettamanti, invece, già dotato di auditorium e mantenendo Anagrafe e Polizia Locale, può essere “donato” ai giovani, portando lì la biblioteca e il museo (che a quel punto gioco forza sarebbe assai più visitato), destinando la quantità di locali, oggi separati da semplici pareti mobili, facilmente smontabili, a sale di lettura, di confronto, di dibattito, di svago, di studio, di musica; organizzando serate gestite di volta in volta da una delle nostre aziende della Silicon meratese. Immaginate incontri con i ricercatori di Technoprobe, di Elemaster, di Fomas, di Calvi, di TXT e di altre aziende con una visione mondiale, che raccontano ai giovani come evolve il futuro con l’intelligenza artificiale, aiutandoli nella ricerca di un indirizzo scolastico e offrendo loro concrete prospettive di lavoro.
Un’autogestione sotto il controllo dell’autorità amministrativa, in centro città, nel luogo che tutti vogliono destinare a eventi estemporanei, come se con ciò lo si rivitalizzasse, semi spopolato com’è ormai.
Spendere così tanti soldi per poi aprire i cancelli saltuariamente e per poche persone, a noi sembra un’assurdità.
Purtroppo oltre alla sinistra di governo, anche la Lega è ferma sul no al trasferimento. E i moderati non si battono abbastanza.
Non mancano i soldi alla Città, con un avanzo di amministrazione di 3 milioni; manca il coraggio di operare scelte audaci, di rischiare contestazioni (Municipio avanti e indietro, spreco di denaro pubblico).
Così si procede con operazioni di piccolo cabotaggio. E la prima legislazione guidata da un giovane si chiuderà con uno scarso risultato. Imparagonabile a quelli ottenuti dalle precedenti consigliature col centro natatorio nuovo, la pista di atletica, il Centro Diurno Disabili, l’ampliamento del nido, la riqualificazione di viale Verdi.
A nostro avviso la consigliatura Salvioni terminerà deludendo almeno una parte di quel 52% che in lui avevano riposto grandi aspettative.
Claudio Brambilla
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.