Novate: monsignor Renzo Cavallini festeggia il 70° di ordinazione sacra

Prima di tutto uno sguardo ai giovani dell'oratorio, poi il tributo a un sacerdote che, nonostante gli anni trascorsi lontano da Novate, continua a custodire quella comunità nel cuore. È stata una mattinata intensa e carica di emozione quella vissuta domenica 12 luglio nella chiesa parrocchiale della frazione, dove la comunità si è ritrovata per una santa messa speciale in occasione del 70° anniversario di ordinazione sacerdotale di monsignor Renzo Cavallini.
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A presiedere la celebrazione è stato il parroco don Eugenio Folcio, che ha accolto con grande affetto il sacerdote novantaquattrenne, accompagnato appositamente da Milano, dove oggi risiede. A causa dell'età, monsignor Cavallini ha seguito la funzione seduto sulla propria sedia a rotelle, collocata accanto all'altare, circondato dall'affetto dei tanti fedeli presenti.
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Durante l'omelia don Eugenio ha rivolto un pensiero particolare ai ragazzi dell'oratorio, rientrati da poco dalla significativa esperienza vissuta al caseggio, invitandoli a custodire nel cuore quanto sperimentato in quei giorni di fraternità, servizio e preghiera, facendone tesoro nel proprio cammino di crescita umana e cristiana.
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Il momento più intenso della celebrazione è arrivato al termine della messa, quando è stato lo stesso monsignor Cavallini a prendere la parola. Con voce serena, ma carica di commozione, ha ripercorso alcuni passaggi della sua lunga vita sacerdotale.
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“Qualche giorno fa ho compiuto 94 anni e, sempre pochi giorni fa, ho celebrato il 70° anniversario della mia ordinazione sacerdotale”, ha esordito. “Sono stato ordinato sacerdote nel 1956 da Giovanni Battista Montini, che era appena arrivato a Milano: non era ancora cardinale, era monsignore della Segreteria di Stato. Sono stato tra i primi sacerdoti ordinati da lui”.
Un ricordo che ha lasciato subito spazio alla gratitudine. “Oggi vi ringrazio di avermi invitato. Mi state facendo fare un bagno di ricordi. Devo ringraziare il Signore per avermi messo al mondo e per avermi fatto sacerdote. Ringrazio i miei genitori, che mi hanno insegnato a vivere non con le parole, ma con l'esempio e con il sacrificio. E ringrazio tutte le comunità che mi hanno accolto durante il mio ministero e che hanno lasciato un ricordo nel mio cuore”.
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Parole che sono diventate ancora più personali quando il sacerdote ha parlato proprio di Novate, dove fu parroco per un breve periodo nei primi anni Duemila. “Nella vostra comunità sono rimasto poco tempo, ma mi siete rimasti nel cuore più di tutti. Non so spiegarmi il perché. Qui a Novate ho vissuto un'esperienza che mi accompagna ancora oggi, anche se erano molti anni che non tornavo. Quello che mi è rimasto nel cuore più di tutto è il rapporto con le persone. Vorrei che questo continuasse”. 
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Poi una confessione che ha profondamente commosso l'assemblea. Consapevole dell'età avanzata, monsignor Cavallini ha espresso il desiderio che il suo ultimo viaggio possa riportarlo proprio nella comunità che tanto ha amato.
“I miei giorni sono contati, non mi resta molto da vivere. Vorrei però che la mia vita si concludesse qui a Novate, nel vostro cimitero, nella cappella dei sacerdoti, vicino a don Angelo Francesco Cazzaniga. Quando finirò i miei giorni, vorrei terminare qui. Qui a Novate, al cimitero, la gente prega”. 
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Oggi il sacerdote vive a Milano, presso una storica abbazia quattrocentesca in zona Piazzale Loreto, dove continua ancora il proprio servizio pastorale. “Non sono lì a fare niente”, ha raccontato con un sorriso. “Per tre giorni alla settimana sono in ospedale, ma negli altri giorni sono in chiesa, a disposizione per le confessioni. Però il mio desiderio resta quello di finire qui”.

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Infine, il sacerdote ha affidato ai fedeli una preghiera che ha voluto lasciare come sintesi dell'intera sua esistenza e dei suoi settant'anni di ministero. “In questi 70 anni ho parlato molto. Vorrei che tutto si concludesse con una sola parola, una preghiera che ho sentito pronunciare da un sacerdote morto tra le mie braccia: Vorrei, Signore Gesù, che quando nella mia vita arriverà l'ultima ora davanti a Te, Tu mi inondi l'anima di grazia e di amore. E vorrei che la mia ultima parola fosse questa soltanto: ‘Ti amo, Signore’”.
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Un silenzio carico di emozione ha accompagnato la conclusione del suo intervento, seguito da un lungo e caloroso applauso della comunità, che ha voluto così ringraziare un sacerdote il cui breve passaggio a Novate ha lasciato un segno tanto profondo da rimanere vivo, a distanza di oltre vent'anni, nel cuore dei fedeli e dello stesso monsignor Cavallini.
Edoardo Mazzilli
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