“Sogno Cernuschese”: quando il simbolo precede il progetto
L'annuncio della capogruppo di minoranza di non volersi ricandidare apre una riflessione che va oltre le polemiche di questi giorni su PEC e convocazioni.
Il tema vero è un altro: alle elezioni del 2027 Cernusco avrà un confronto politico capace di offrire ai cittadini una reale alternativa oppure no?
Se la lista "Un Passo Avanti Insieme" dovesse non presentarsi, il rischio sarebbe quello di una competizione impoverita. Per questo motivo la notizia, riportata dalla stampa locale, della nascita di un nuovo movimento rappresenta, almeno in partenza, un fatto positivo. In una fase storica in cui sempre meno cittadini scelgono di impegnarsi nella vita pubblica, ogni nuova disponibilità merita attenzione e rispetto.
Amministrare un Comune, però, è qualcosa di diverso dal rappresentare uno schieramento politico.
Le elezioni comunali non sono il terreno sul quale riaffermare identità ideologiche, ma il luogo in cui confrontarsi su problemi concreti: servizi, manutenzioni, sicurezza, commercio, scuola, ambiente, giovani, anziani, mobilità e qualità della vita. È su questi temi che un'amministrazione viene giudicata.
È proprio partendo da questa considerazione che nasce una riflessione sul modo in cui questo movimento ha scelto di presentarsi.
Nel proprio comunicato i promotori dichiarano di voler "metterci la faccia". Una dichiarazione che farebbe pensare alla volontà di presentare innanzitutto le persone e il progetto. Invece, prima ancora di entrambi, la comunicazione ha scelto di mettere al centro il richiamo alla Fiamma Tricolore, simbolo storicamente riconducibile al Movimento Sociale Italiano, accompagnandolo con la definizione di "Destra Pura".
Ed è da questo approccio che nasce qualche interrogativo: una scelta pienamente legittima, ma che trasmette anche un preciso ordine di priorità, prima l'identità politica, poi il progetto amministrativo. Ed è questo il punto sul quale vale la pena riflettere.
Chi decide di impegnarsi per amministrare un Comune dovrebbe cercare di parlare innanzitutto alla comunità, non alla propria area politica. Le idee e i valori personali sono parte integrante di ogni candidato e nessuno pretende che vengano nascosti. Tuttavia, quando il simbolo diventa il primo messaggio, è inevitabile che il dibattito si sposti dall'interesse generale all'appartenenza.
Negli ultimi anni abbiamo visto quanto le logiche di contrapposizione abbiano indebolito la partecipazione politica. L'astensionismo cresce, la fiducia diminuisce e il confronto, troppo spesso, lascia spazio allo scontro. Anche nell'attuale consiliatura non sono mancati momenti in cui l’appartenenza ha prevalso su soluzioni condivise, con un inevitabile impoverimento del dibattito.
Il valore delle liste civiche nasce proprio da questa esigenza: mettere insieme persone con sensibilità anche differenti, ma accomunate dall'obiettivo di amministrare il territorio anteponendo i bisogni della comunità alle logiche di schieramento. Il punto, quindi, non è essere di destra, di sinistra o di centro. Il punto è decidere quale debba essere il primo elemento con cui ci si presenta ai cittadini: un simbolo politico oppure un progetto per Cernusco. Da questa scelta, probabilmente, dipenderà anche la qualità del dibattito che accompagnerà le elezioni del 2027.
Il tema vero è un altro: alle elezioni del 2027 Cernusco avrà un confronto politico capace di offrire ai cittadini una reale alternativa oppure no?
Se la lista "Un Passo Avanti Insieme" dovesse non presentarsi, il rischio sarebbe quello di una competizione impoverita. Per questo motivo la notizia, riportata dalla stampa locale, della nascita di un nuovo movimento rappresenta, almeno in partenza, un fatto positivo. In una fase storica in cui sempre meno cittadini scelgono di impegnarsi nella vita pubblica, ogni nuova disponibilità merita attenzione e rispetto.
Amministrare un Comune, però, è qualcosa di diverso dal rappresentare uno schieramento politico.
Le elezioni comunali non sono il terreno sul quale riaffermare identità ideologiche, ma il luogo in cui confrontarsi su problemi concreti: servizi, manutenzioni, sicurezza, commercio, scuola, ambiente, giovani, anziani, mobilità e qualità della vita. È su questi temi che un'amministrazione viene giudicata.
È proprio partendo da questa considerazione che nasce una riflessione sul modo in cui questo movimento ha scelto di presentarsi.
Nel proprio comunicato i promotori dichiarano di voler "metterci la faccia". Una dichiarazione che farebbe pensare alla volontà di presentare innanzitutto le persone e il progetto. Invece, prima ancora di entrambi, la comunicazione ha scelto di mettere al centro il richiamo alla Fiamma Tricolore, simbolo storicamente riconducibile al Movimento Sociale Italiano, accompagnandolo con la definizione di "Destra Pura".
Ed è da questo approccio che nasce qualche interrogativo: una scelta pienamente legittima, ma che trasmette anche un preciso ordine di priorità, prima l'identità politica, poi il progetto amministrativo. Ed è questo il punto sul quale vale la pena riflettere.
Chi decide di impegnarsi per amministrare un Comune dovrebbe cercare di parlare innanzitutto alla comunità, non alla propria area politica. Le idee e i valori personali sono parte integrante di ogni candidato e nessuno pretende che vengano nascosti. Tuttavia, quando il simbolo diventa il primo messaggio, è inevitabile che il dibattito si sposti dall'interesse generale all'appartenenza.
Negli ultimi anni abbiamo visto quanto le logiche di contrapposizione abbiano indebolito la partecipazione politica. L'astensionismo cresce, la fiducia diminuisce e il confronto, troppo spesso, lascia spazio allo scontro. Anche nell'attuale consiliatura non sono mancati momenti in cui l’appartenenza ha prevalso su soluzioni condivise, con un inevitabile impoverimento del dibattito.
Il valore delle liste civiche nasce proprio da questa esigenza: mettere insieme persone con sensibilità anche differenti, ma accomunate dall'obiettivo di amministrare il territorio anteponendo i bisogni della comunità alle logiche di schieramento. Il punto, quindi, non è essere di destra, di sinistra o di centro. Il punto è decidere quale debba essere il primo elemento con cui ci si presenta ai cittadini: un simbolo politico oppure un progetto per Cernusco. Da questa scelta, probabilmente, dipenderà anche la qualità del dibattito che accompagnerà le elezioni del 2027.
Lino Guglielmo
























