Olgiate: ultimo saluto ad Ambrogio "Gino" Sala, una vita spesa a servizio degli altri
Sono state celebrate nel pomeriggio di giovedì 9 luglio a Olgiate Molgora le esequie di Ambrogio Sala. Nella parrocchiale Maria Madre della Chiesa c'erano sindaci ed ex sindaci, politici, amministratori, sindacalisti, insegnanti, ex colleghi e tanti amici, persone che hanno incrociato il proprio cammino con il suo e non hanno potuto fare a meno di rimanere colpiti dalla sua lucidità di pensiero, dalla sua correttezza e dalla sua totale messa a disposizione del prossimo e del bene comune.


È in particolare questa ultima qualità di Gino Sala che don Emanuele Colombo, nel corso dell’omelia, ha voluto sottolineare: “Ha scelto, ed è il modo con il quale tutti lo ricordiamo, di vivere una vita al al servizio: per la politica, per la famiglia, per la società, per chi aveva bisogno, per il territorio, per mille cause che gli stavano a cuore” ha detto, spiegando che se intende vivere come Dio chiede, questa è l'unica modalità. “Noi crediamo che il nostro caro Gino abbia scelto di vivere così perché lui Gesù lo conosceva. Questo è il modo in cui ha scelto di vivere, ed è il motivo per cui oggi con tutto il dolore, la fatica e la sofferenza di questo distacco, possiamo avere anche il cuore abitato da serenità per la certezza che questa vita sia stata ben spesa, perché non è stata una vita vissuta solo per sé, che è la maniera dei nostri giorni, ma al servizio dell’altro”.


Marito e padre, ma anche insegnante, preside, sindacalista e amministratore. Gino Sala nei suoi 76 anni di vita è riuscito a vivere con la stessa passione tutti questi ruoli e il modo in cui l’ha fatto è sempre stato apprezzato da chi lo aveva attorno, in primis la sua comunità, quella di Olgiate Molgora, dove è stato consigliere, assessore ai Servizi Sociali e vicesindaco per diversi anni. A voler ricordare il suo impegno per il paese al termine della messa sono stati gli ex sindaci Alessandro Brambilla e Dorina Zucchi, che entrambi hanno avuto Gino con loro durante i rispettivi mandati. “Lungo e costante è stato il suo impegno a tutti i livelli, con un forte senso delle istituzioni” ha detto con le lacrime agli occhi Brambilla, primo cittadino dal 2001 al 2011. “Sindacalista dall’inizio e disinteressato amante della politica, ha inizialmente assunto impegni nei direttivi formandosi all’ascolto, al confronto e alla disponibilità per tutti. È poi entrato nelle amministrazioni provinciali e comunali di Merate e ha portato la sua esperienza per affrontare tanti problemi, studiandoli a fondo, interpretando delibere, svolgendo interrogazioni e collaborando alla risoluzione”.


Particolarmente toccanti le parole della moglie, Alessandra Colombo, che a nome anche del figlio, ha voluto esprimere un sentito ringraziamento all’Ospedale di Merate, alle cure domiciliari, palliative e a tutto il personale che ha supportato la famiglia fino agli ultimi giorni di vita. Un ringraziamento è andato anche alle amiche e alle nipotine che hanno permesso di trascorrere ultimi memorabili giorni insieme. “Vogliamo ringraziare tutti quelli che in questi giorni di grande dolore sono venuti a salutare Gino, ma vorrei, come avrebbe voluto Gino, trasformare questo evento e il suo ultimo periodo da privato a politico: Gino ha vissuto gli ultimi cinque anni una vita appartata, ma c’era. È però diventato invisibile agli occhi di molti che prima c’erano e poi non ci sono più stati. Gino e tanti come lui hanno bisogno di vicinanza in vita, di essere visti, ascoltati, accompagnati. Di non essere lasciati soli. Vorrei che ognuno di noi potesse dedicare un’ora agli invisibili”.

“Ti volevo dire davanti a tutti una cosa che ci siamo mai detti perché siamo tutti e due molto orsi: ti voglio bene papà”.
Al termine delle esequie la salma di Gino Sala è stata accompagnata al cimitero di Santa Maria Hoè.


È in particolare questa ultima qualità di Gino Sala che don Emanuele Colombo, nel corso dell’omelia, ha voluto sottolineare: “Ha scelto, ed è il modo con il quale tutti lo ricordiamo, di vivere una vita al al servizio: per la politica, per la famiglia, per la società, per chi aveva bisogno, per il territorio, per mille cause che gli stavano a cuore” ha detto, spiegando che se intende vivere come Dio chiede, questa è l'unica modalità. “Noi crediamo che il nostro caro Gino abbia scelto di vivere così perché lui Gesù lo conosceva. Questo è il modo in cui ha scelto di vivere, ed è il motivo per cui oggi con tutto il dolore, la fatica e la sofferenza di questo distacco, possiamo avere anche il cuore abitato da serenità per la certezza che questa vita sia stata ben spesa, perché non è stata una vita vissuta solo per sé, che è la maniera dei nostri giorni, ma al servizio dell’altro”.


Marito e padre, ma anche insegnante, preside, sindacalista e amministratore. Gino Sala nei suoi 76 anni di vita è riuscito a vivere con la stessa passione tutti questi ruoli e il modo in cui l’ha fatto è sempre stato apprezzato da chi lo aveva attorno, in primis la sua comunità, quella di Olgiate Molgora, dove è stato consigliere, assessore ai Servizi Sociali e vicesindaco per diversi anni. A voler ricordare il suo impegno per il paese al termine della messa sono stati gli ex sindaci Alessandro Brambilla e Dorina Zucchi, che entrambi hanno avuto Gino con loro durante i rispettivi mandati. “Lungo e costante è stato il suo impegno a tutti i livelli, con un forte senso delle istituzioni” ha detto con le lacrime agli occhi Brambilla, primo cittadino dal 2001 al 2011. “Sindacalista dall’inizio e disinteressato amante della politica, ha inizialmente assunto impegni nei direttivi formandosi all’ascolto, al confronto e alla disponibilità per tutti. È poi entrato nelle amministrazioni provinciali e comunali di Merate e ha portato la sua esperienza per affrontare tanti problemi, studiandoli a fondo, interpretando delibere, svolgendo interrogazioni e collaborando alla risoluzione”.

Alessandro Brambilla
Brambilla ha voluto ricordare l’impegno di Gino Sala anche per l’Ospedale San Leopoldo Mandic di Merate: “Ha combattuto tanto ricordando i continui rischi, purtroppo ancora attuali, di impoverimento dei servizi e di disvalorizzazione”. E poi ancora dell’approdo in amministrazione a Olgiate Molgora: “Quando già soffriva di problemi di salute, è entrato come assessore nella mia seconda amministrazione. È qui che lavorando a stretto contatto ho avuto il piacere di conoscerlo bene, sia sul piano operativo e politico, ma soprattutto su quello umano”.
Dorina Zucchi
“Grazie di cuore per ciò che hai rappresentato per il nostro territorio” ha detto invece Dorina Zucchi. “La tua dedizione, il tuo impegno disinteressato per il sociale e per la sanità non so se hanno degli eguali. Hai da sempre lottato con determinazione per il bene comune. Ma vorrei esprimere anche un grazie personale. Senza il tuo saper leggere del mio essere imperfetto non avrei mai creduto che sarei stata in grado di portare avanti quell’impegno che tu mi hai proposto di assumere. Mi hai convinta e ce l’abbiamo fatta. Grazie per essere stato un vero maestro, quello che fornisce gli strumenti e poi incita l’allievo a trovare da solo il modo per farli fruttare al meglio”. Particolarmente toccanti le parole della moglie, Alessandra Colombo, che a nome anche del figlio, ha voluto esprimere un sentito ringraziamento all’Ospedale di Merate, alle cure domiciliari, palliative e a tutto il personale che ha supportato la famiglia fino agli ultimi giorni di vita. Un ringraziamento è andato anche alle amiche e alle nipotine che hanno permesso di trascorrere ultimi memorabili giorni insieme. “Vogliamo ringraziare tutti quelli che in questi giorni di grande dolore sono venuti a salutare Gino, ma vorrei, come avrebbe voluto Gino, trasformare questo evento e il suo ultimo periodo da privato a politico: Gino ha vissuto gli ultimi cinque anni una vita appartata, ma c’era. È però diventato invisibile agli occhi di molti che prima c’erano e poi non ci sono più stati. Gino e tanti come lui hanno bisogno di vicinanza in vita, di essere visti, ascoltati, accompagnati. Di non essere lasciati soli. Vorrei che ognuno di noi potesse dedicare un’ora agli invisibili”.

Il figlio Federico e la moglie Alessandra
L’ultimo saluto è stato quello del figlio Federico, che ha voluto ricordare il papà come un uomo con molte spigolature, ma anche tanto generoso e paziente. “È questo il motivo per cui tutti voi siete qui oggi a ricordarlo, perché aveva sempre il telefono acceso, un buon consiglio o uno spunto che ti invitava a riflettere. Ha dato tanto per tutti, anche un pezzettino della sua salute, però a lui andava bene così, perché è stato con noi tutti buono, paziente e generoso fino alla fine. Non riusciva a dirlo esplicitamente, ma aveva più amore da dare a tutti di quanto il suo corpo potesse sopportare. Per questo combatteva per i diritti e per le cause giuste, era il suo modo per dimostrarlo” ha detto, concludendo con un messaggio indirizzato proprio a Gino:“Ti volevo dire davanti a tutti una cosa che ci siamo mai detti perché siamo tutti e due molto orsi: ti voglio bene papà”.
Al termine delle esequie la salma di Gino Sala è stata accompagnata al cimitero di Santa Maria Hoè.
E.Ma.
























