Cernusco: un passo indietro ?

"Un passo indietro"? Forse sarebbe il momento di fare anche un passo avanti nel modo di amministrare.
 
Ho letto l'articolo di Luca intitolato “Un passo indietro” e confesso di essere rimasto sorpreso. Più che un'analisi del messaggio lanciato dalla consigliera Samantha Brusadelli, sembra un tentativo di ricondurre tutto a una presunta debolezza dell'opposizione, evitando accuratamente di affrontare la vera questione: il clima politico che si è respirato negli ultimi anni a Cernusco Lombardone.
 
L'invito a una partecipazione più ampia non nasce nel vuoto. È anche la conseguenza di un modo di amministrare che molti cittadini percepiscono come poco incline all'ascolto, al confronto e alla condivisione delle scelte.
 
Sorprende che l'articolo non dedichi una sola riflessione al comportamento della maggioranza guidata dal sindaco Toto Gennaro e al ruolo politico svolto dall'assessore Antonio De Luca, limitandosi invece a interpretare le parole della consigliera Brusadelli come se fossero esclusivamente un'ammissione di difficoltà dell'opposizione.
 
È una lettura riduttiva.
 
Forse quel "passo indietro" è, invece, la risposta a un modo di fare politica che ha finito per irrigidire il confronto istituzionale. Quando il dialogo lascia spazio alla contrapposizione e le critiche vengono sistematicamente liquidate anziché discusse, è inevitabile che molti cittadini si allontanino dalla vita amministrativa.
 
Anche sul piano dell'organizzazione comunale sarebbe opportuno aprire una riflessione seria. Se negli ultimi anni il Comune ha registrato un significativo ricambio di personale, è legittimo chiedersi quali siano le cause e se il clima organizzativo e gestionale abbia avuto un ruolo. Sono domande che meritano risposte, non silenzi.
 
L'articolo di Luca, invece, sembra preferire una narrazione che individua nell'opposizione il problema principale, senza sottoporre allo stesso livello di analisi l'operato della maggioranza. Un giornalismo davvero critico dovrebbe interrogare il potere con lo stesso rigore con cui valuta chi lo contesta.
 
La democrazia locale non ha bisogno di tifoserie, ma di confronto. E il confronto richiede disponibilità ad ascoltare, ad accettare il dissenso e a riconoscere che nessuna amministrazione è sottratta al dovere di mettersi in discussione.
 
Forse il vero "passo indietro" dovrebbe farlo chi continua a interpretare il consenso elettorale come una delega in bianco e il ruolo delle minoranze come un fastidio anziché una risorsa per la comunità.
 
Se davvero si vuole rilanciare la partecipazione in vista delle elezioni del 2027, il primo cambiamento deve riguardare il metodo di governo: meno autoreferenzialità, più dialogo; meno contrapposizione, più rispetto istituzionale. Solo così sarà possibile ricostruire quel rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni che oggi appare, agli occhi di molti, profondamente incrinato.
 
Una certezza, però, c'è: se il confronto politico fosse accolto con lo stesso entusiasmo con cui vengono respinte le critiche, Cernusco Lombardone sarebbe un modello nazionale di partecipazione.
 
Nel frattempo, al sindaco Toto Gennaro e all'assessore Antonio De Luca va un consiglio non richiesto: ogni tanto scendere dal piedistallo e non vi nascondete dietro a una scrivania, non fa perdere autorevolezza. Al contrario, permette di vedere meglio ciò che succede a livello della strada. ma non lo capiterete mai !
Antonio
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