E’ morto Gino Sala: una vita al servizio della Comunità in politica e nel sindacato

Ambrogio Sala, Gino per tutti, ci ha lasciati. E’ morto oggi, nel pomeriggio. Da molto tempo era malato e si era progressivamente allontanato dalla vita pubblica. Stando però sempre attento e informato grazie alla moglie Alessandra Colombo.
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Rievocare quanto lavoro ha fatto in quarant’anni di attività politico-sindacale è davvero complicato. Maestro elementare, iscritto al Partito Comunista ma cattolico, Gino ha trascorso gran parte della sua esistenza negli ambienti politici e sindacali, portando avanti battaglie precedute da studi accurati, analisi, riflessioni, confronti.
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Per i giovani cronisti, Gino era il riferimento di tutti. Una spiegazione, un chiarimento, una indicazione utile per decrittare deliberazioni, interpellanze, mozioni, piani regolatori. Chi scrive ricorda i lunghi pomeriggi a casa di Gino, dietro via San Vincenzo a studiare planimetrie, carte geografiche, regolamenti, piani attuativi, piani pluriennali del primo PRG di Merate approvato nel 1983. Maestro nelle scuole elementari pubbliche e maestro di cronisti decisi a “capire” bene il funzionamento della macchina pubblica, prima di scriverne.
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Gino si batté contro la riforma sanitaria di Formigoni, assieme a Giliola Sironi. Il suo convincimento era che l’apertura ai privati, senza una effettiva uguaglianza normativa, avrebbe finito per penalizzare la sanità pubblica. Allora non tutti capimmo e anche noi eravamo scettici. I principi riorganizzativi dei reparti, il confort alberghiero che entrava in corsia, ci sembravano elementi positivi.
La camera ardente è allestita presso l'abitazione di via della Molgoretta mentre il funerale sarà giovedì alle ore 15 nella parrocchia Maria Madre della Chiesa di Olgiate.
C.B.
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