Salotto o politica?
Come mi accade sempre più spesso assistendo ai vari talk show sono assalito da un impellente istinto a spegnere la tv.
L'altro giorno l'ennesima passerella del “vuoto” (si spera a perdere) con la presenza di uno straripante Renzi ( e te pareva con quel po po di voti che raccoglie) e cinguettanti intervistatori.
In scena l'ennesima riproposizione di chi ci dovrebbe essere nel cosiddetto “campo largo” delle altrettanto cosiddette sinistre e di chi lo debba guidare.
Come non ritenere questo un teatrino con i propri attori e le proprie comparse che sviluppano i loro rispettivi compitini inscenando battaglie dialettiche furibonde?
Se non ci fossero di mezzo problemi serissimi per i cittadini ci sarebbe pure da sorridere, magari un po' amaramente.
Ma torniamo alla citata trasmissione e simili.
Perché si insiste da parte di molti conduttori nell'inseguire le sorti dei duellanti a suon di congetture che quasi sempre vedono al centro i giochi e le convenienze dei partiti più o meno coalizzati?
Perché non si incalzano invece sui temi veramente centrali per la nostra convivenza?
Come tutto ciò non può non determinare, senza però alcuna giustificazione per un miope astensionismo, un crescente distacco dei cittadini non solo ai fini del voto ma soprattutto della Partecipazione Attiva che è e rimane l'indicatore primario di una vera Democrazia?
Certo non sono solo astratte alchimie quelle che contraddistinguono il teatrino della politica (p minuscola) perché con il nostro sistema elettorale (sempre in continua elaborazione in base alle convenienze del momento) le alleanze costituiscono un fattore spesso determinante per la gestione del Potere (vorrei che ritornasse un Servizio).
Ma perché allora non misurarsi effettivamente sui contenuti delle proposte concrete che consentano al cittadino di distinguere nettamente le linee essenziali della visione Politica (P maiuscolo) delle varie forze in campo?
E la coalizione di “sinistra” (o di centro-sinistra che dir si voglia) perché invece che inseguire, a quanto sembra, un altalenante “centro riformista” (ma quali riforme? Ormai sono generiche parole in libertà...) non delinea bene i pochi punti che veramente la dovrebbero connotare e che non possono che far riferimento esplicito ad una maggior Giustizia Sociale?
Salario minimo, reintroduzione del Reddito di Cittadinanza perfezionato o simili tutele minime per chi perde o non trova lavoro, Tutela e rilancio del sistema pubblico ed in particolare quello Sanitario, Riforma effettiva della Giustizia in particolare per porre termine alla inqualificabile lunghezza dei processi ( con ben altri contenuti di quelli fortunatamente sconfitti col recente referendum), Lotta effettiva alle Mafie e alla Corruzione spesso legate tra di loro e con pericolose contiguità istituzionali, Mirati investimenti per sostenere il Lavoro non consentendo con apposite normative le troppo facili predazioni e delocalizzazioni, Niente Riarmo ma qualificata spesa sociale,
Una necessaria e ben governata Immigrazione e rapporti più equi con il cosiddetto Sud del Mondo nell'ambito di un rinnovato Multilateralismo, Scelte prioritarie energetiche e variamente salutistiche a favore delle fonti rinnovabili, peraltro risparmiose ecc ecc..
Infine non ultime ma semmai prime per importanza: una “Patrimoniale” sui beni immobili, “una tantum”, per i super ricchi sulla falsariga della proposta di Landini o simili ma soprattutto,“una semper”, una riforma delle aliquote fiscali aumentandole per gli scaloni più alti.
Penso non occorra spiegarne i motivi perché l'aumento delle disuguaglianze è sotto gli occhi di tutti.
Riguardo queste ultime basilari scelte bisogna avere il coraggio, anche sfidando la solo apparente impopolarità dovuta a secchiate di manipolazione mediatica, di porle alla base di un programma di vera Giustizia Sociale. Sarebbe soprattutto un chiaro segnale per milioni di poveri (circa 14 milioni tra assoluti e relativi) che spesso, sfiduciati, concorrono grandemente alla piaga dell'astensionismo e un modo veramente controcorrente, ma assolutamente necessario, per non limitarsi ad evidenziare demagogicamente dove finalizzare le risorse del nostro martoriato Stato ma bensì dove prelevarle per una sua più equa distribuzione.
Dalla destra non mi aspetto niente di tutto ciò per molti motivi e soprattutto perché si è visto come la sua componente che si auto definiva Sociale è scomparsa dai radar di un Governo tutto teso a lisciare i cosiddetti Poteri Forti.
Ma la cosiddetta coalizione di sinistra saprà realmente qualificarsi con scelte inequivocabili di Giustizia Sociale e di reale Ripudio delle logiche di Guerra?
L'altro giorno l'ennesima passerella del “vuoto” (si spera a perdere) con la presenza di uno straripante Renzi ( e te pareva con quel po po di voti che raccoglie) e cinguettanti intervistatori.
In scena l'ennesima riproposizione di chi ci dovrebbe essere nel cosiddetto “campo largo” delle altrettanto cosiddette sinistre e di chi lo debba guidare.
Come non ritenere questo un teatrino con i propri attori e le proprie comparse che sviluppano i loro rispettivi compitini inscenando battaglie dialettiche furibonde?
Se non ci fossero di mezzo problemi serissimi per i cittadini ci sarebbe pure da sorridere, magari un po' amaramente.
Ma torniamo alla citata trasmissione e simili.
Perché si insiste da parte di molti conduttori nell'inseguire le sorti dei duellanti a suon di congetture che quasi sempre vedono al centro i giochi e le convenienze dei partiti più o meno coalizzati?
Perché non si incalzano invece sui temi veramente centrali per la nostra convivenza?
Come tutto ciò non può non determinare, senza però alcuna giustificazione per un miope astensionismo, un crescente distacco dei cittadini non solo ai fini del voto ma soprattutto della Partecipazione Attiva che è e rimane l'indicatore primario di una vera Democrazia?
Certo non sono solo astratte alchimie quelle che contraddistinguono il teatrino della politica (p minuscola) perché con il nostro sistema elettorale (sempre in continua elaborazione in base alle convenienze del momento) le alleanze costituiscono un fattore spesso determinante per la gestione del Potere (vorrei che ritornasse un Servizio).
Ma perché allora non misurarsi effettivamente sui contenuti delle proposte concrete che consentano al cittadino di distinguere nettamente le linee essenziali della visione Politica (P maiuscolo) delle varie forze in campo?
E la coalizione di “sinistra” (o di centro-sinistra che dir si voglia) perché invece che inseguire, a quanto sembra, un altalenante “centro riformista” (ma quali riforme? Ormai sono generiche parole in libertà...) non delinea bene i pochi punti che veramente la dovrebbero connotare e che non possono che far riferimento esplicito ad una maggior Giustizia Sociale?
Salario minimo, reintroduzione del Reddito di Cittadinanza perfezionato o simili tutele minime per chi perde o non trova lavoro, Tutela e rilancio del sistema pubblico ed in particolare quello Sanitario, Riforma effettiva della Giustizia in particolare per porre termine alla inqualificabile lunghezza dei processi ( con ben altri contenuti di quelli fortunatamente sconfitti col recente referendum), Lotta effettiva alle Mafie e alla Corruzione spesso legate tra di loro e con pericolose contiguità istituzionali, Mirati investimenti per sostenere il Lavoro non consentendo con apposite normative le troppo facili predazioni e delocalizzazioni, Niente Riarmo ma qualificata spesa sociale,
Una necessaria e ben governata Immigrazione e rapporti più equi con il cosiddetto Sud del Mondo nell'ambito di un rinnovato Multilateralismo, Scelte prioritarie energetiche e variamente salutistiche a favore delle fonti rinnovabili, peraltro risparmiose ecc ecc..
Infine non ultime ma semmai prime per importanza: una “Patrimoniale” sui beni immobili, “una tantum”, per i super ricchi sulla falsariga della proposta di Landini o simili ma soprattutto,“una semper”, una riforma delle aliquote fiscali aumentandole per gli scaloni più alti.
Penso non occorra spiegarne i motivi perché l'aumento delle disuguaglianze è sotto gli occhi di tutti.
Riguardo queste ultime basilari scelte bisogna avere il coraggio, anche sfidando la solo apparente impopolarità dovuta a secchiate di manipolazione mediatica, di porle alla base di un programma di vera Giustizia Sociale. Sarebbe soprattutto un chiaro segnale per milioni di poveri (circa 14 milioni tra assoluti e relativi) che spesso, sfiduciati, concorrono grandemente alla piaga dell'astensionismo e un modo veramente controcorrente, ma assolutamente necessario, per non limitarsi ad evidenziare demagogicamente dove finalizzare le risorse del nostro martoriato Stato ma bensì dove prelevarle per una sua più equa distribuzione.
Dalla destra non mi aspetto niente di tutto ciò per molti motivi e soprattutto perché si è visto come la sua componente che si auto definiva Sociale è scomparsa dai radar di un Governo tutto teso a lisciare i cosiddetti Poteri Forti.
Ma la cosiddetta coalizione di sinistra saprà realmente qualificarsi con scelte inequivocabili di Giustizia Sociale e di reale Ripudio delle logiche di Guerra?
Germano Bosisio
























