Merate: curata da ARTEe20 "Omaggio a Andy Warhol", la mostra aperta fino al 19
Una celebrazione che rifiuta le logiche commerciali del semplice "anniversario-espediente" per trasformarsi in una vibrante e autentica occasione di studio, ricerca e sperimentazione artistica. Villa Confalonieri a Merate ha fatto da splendida cornice alla mostra "Omaggio a Andy Warhol", secondo capitolo di un ricco progetto culturale in tre appuntamenti ideato e promosso dall'associazione artistico-culturale ARTEe20.

L'inaugurazione è stata introdotta da un'approfondita presentazione curata da Massimo Bollani, anima e guida della scuola d'arte, insieme alla stimata storica dell'arte Elisabetta Parente. Bollani ha ringraziato l’amministrazione comunale per il pieno supporto e all’iniziativa e la concessione dell'Auditorium, oltre che degli spazi della Villa, ove rimarranno esposti fino al 19 luglio circa 60 lavori originali, moderni e vivaci, nati dal talento e dalla manualità personale di 17 artisti del territorio.

Il percorso dell’omaggio all’artista è iniziato mercoledì scorso con una conferenza in cui la stessa Parente ha delineato la figura di Warhol come icona assoluta, mettendone in luce il rispetto nel mondo culturale e la capacità profetica di anticipare i tempi, evocando persino le parole che Pier Paolo Pasolini scrisse nel 1975 sulla mostra "Ladies and Gentlemen" parlando di un'imminente "identità liquida". Proprio quella storica e scandalosa mostra di cinquant'anni fa sarà l'obiettivo del terzo atto del progetto di ARTe20: una visita della celebre mostra a Ferrara programmata per domenica 12 luglio.
Durante la presentazione a Villa Confalonieri, Elisabetta Parente ha regalato al pubblico una preziosa riflessione critica sulle mostre temporanee: «Spesso le celebrazioni sono un espediente per "fare cassetta" richiamando il pubblico con grandi nomi ma rimescolando opere già presenti sul territorio. Questa mostra di Massimo Bollani, invece, è una vera occasione. Organizzare un evento che prende spunto da un maestro significa ristudiarlo, fare un passo avanti e rivedere la nostra relazione con lui. Non si tratta di rifare o copiare, ma di muoversi in modo originale». La storica ha poi lodato il ruolo educativo di Bollani: «Un compito difficilissimo. Un bravo insegnante non impone il proprio modello, ma conduce e tira fuori l'originalità di ogni allievo, che qui si vede chiaramente nel fil rouge warholiano che tocca i temi della politica, dell'orrore e della serialità».

Il cuore concettuale della mostra risiede in un paradosso artistico di altissimo valore curatoriale, nato da un'idea di una dei 17 artisti della mostra: Elena Pozzoli. Se Andy Warhol ha fondato la Pop Art sulla ripetizione meccanica e sulla serialità industriale tramite la serigrafia per riprodurre le sue opere all'infinito e in modo meccanico, gli artisti di ARTe20 hanno fatto l'esatto contrario usando il monotipo, una tecnica che permette di creare solo stampe uniche e non replicabili. La stampa monotipo su piastra di gelatina è una raffinata tecnica storica che si colloca al confine tra il metodo grafico e la pittura, permettendo la creazione di soli pezzi unici. Il processo, che richiede un'estrema sensibilità e precisione nei dosaggi e nella tempistica, prevede la stesura dell'inchiostro o del colore direttamente su una lastra di gelatina in grado di inglobare i materiali pittorici. Su questa superficie l'artista lavora tenendo conto delle ombre e delle texture; successivamente si interviene con il colore acrilico prima che il disegno venga tirato e impresso sul supporto cartaceo finale ad alto assorbimento.

Il risultato è un'opera ricca di sbavature, imperfezioni calcolate e texture spontanee che richiamano il sapore delle stampe antiche e le "prove d'artista" d'un tempo. Ognuno dei 17 pittori coinvolti ha scelto un proprio taglio personale sia per quanto riguarda l’uso della tecnica che per i soggetti, riprendendo la celebre iconografia dei volti e degli oggetti mitizzati da Warhol, nobilitandoli attraverso il valore insostituibile del gesto umano, dove la fantasia personale plasma e rende unica ogni opera.
All'inaugurazione ha preso parte l'assessore alla cultura Patrizia Riva, rimasta piacevolmente stupita di essere uno dei soggetti delle opere del maestro Bollani. Riva ha espresso grande entusiasmo per lo spessore dell'iniziativa: «Andy Warhol è stato un artista rivoluzionario che ha cambiato le regole del gioco, partendo dal principio che l’arte non deve essere per pochi ma per molti. Si è dedicato al cinema, ha ribaltato criteri e stili di vita ed è stato un provocatore nato. Il fatto che ARTEe20 lo celebri a distanza di anni con questa mostra permette non solo di amplificare le conoscenze tecniche degli iscritti, ma svolge un'importantissima opera di divulgazione culturale per tutta la nostra comunità».

Di seguito, l'elenco dei 17 artisti che espongono le proprie opere all'interno della mostra: Elena Pozzoli, Paolo Toffoli, Patrizia Cattaneo, Giovanna Dazi, Mara Rustichelli, Adriana Volombo, Mariolina Mauri, Walter Redaelli, Gabriella Bianchi, Simona Carozzi, Mariella Sella, Francesca Brivio, Sergio Petracchi, Carlo Cavallari, Patrizia Bonaccina, Raffaella Gatti e lo stesso Massimo Bollani.

L'inaugurazione è stata introdotta da un'approfondita presentazione curata da Massimo Bollani, anima e guida della scuola d'arte, insieme alla stimata storica dell'arte Elisabetta Parente. Bollani ha ringraziato l’amministrazione comunale per il pieno supporto e all’iniziativa e la concessione dell'Auditorium, oltre che degli spazi della Villa, ove rimarranno esposti fino al 19 luglio circa 60 lavori originali, moderni e vivaci, nati dal talento e dalla manualità personale di 17 artisti del territorio.

Massimo Bollani ed Elisabetta Parente
Il percorso dell’omaggio all’artista è iniziato mercoledì scorso con una conferenza in cui la stessa Parente ha delineato la figura di Warhol come icona assoluta, mettendone in luce il rispetto nel mondo culturale e la capacità profetica di anticipare i tempi, evocando persino le parole che Pier Paolo Pasolini scrisse nel 1975 sulla mostra "Ladies and Gentlemen" parlando di un'imminente "identità liquida". Proprio quella storica e scandalosa mostra di cinquant'anni fa sarà l'obiettivo del terzo atto del progetto di ARTe20: una visita della celebre mostra a Ferrara programmata per domenica 12 luglio.
Durante la presentazione a Villa Confalonieri, Elisabetta Parente ha regalato al pubblico una preziosa riflessione critica sulle mostre temporanee: «Spesso le celebrazioni sono un espediente per "fare cassetta" richiamando il pubblico con grandi nomi ma rimescolando opere già presenti sul territorio. Questa mostra di Massimo Bollani, invece, è una vera occasione. Organizzare un evento che prende spunto da un maestro significa ristudiarlo, fare un passo avanti e rivedere la nostra relazione con lui. Non si tratta di rifare o copiare, ma di muoversi in modo originale». La storica ha poi lodato il ruolo educativo di Bollani: «Un compito difficilissimo. Un bravo insegnante non impone il proprio modello, ma conduce e tira fuori l'originalità di ogni allievo, che qui si vede chiaramente nel fil rouge warholiano che tocca i temi della politica, dell'orrore e della serialità».

Il cuore concettuale della mostra risiede in un paradosso artistico di altissimo valore curatoriale, nato da un'idea di una dei 17 artisti della mostra: Elena Pozzoli. Se Andy Warhol ha fondato la Pop Art sulla ripetizione meccanica e sulla serialità industriale tramite la serigrafia per riprodurre le sue opere all'infinito e in modo meccanico, gli artisti di ARTe20 hanno fatto l'esatto contrario usando il monotipo, una tecnica che permette di creare solo stampe uniche e non replicabili. La stampa monotipo su piastra di gelatina è una raffinata tecnica storica che si colloca al confine tra il metodo grafico e la pittura, permettendo la creazione di soli pezzi unici. Il processo, che richiede un'estrema sensibilità e precisione nei dosaggi e nella tempistica, prevede la stesura dell'inchiostro o del colore direttamente su una lastra di gelatina in grado di inglobare i materiali pittorici. Su questa superficie l'artista lavora tenendo conto delle ombre e delle texture; successivamente si interviene con il colore acrilico prima che il disegno venga tirato e impresso sul supporto cartaceo finale ad alto assorbimento.

Il risultato è un'opera ricca di sbavature, imperfezioni calcolate e texture spontanee che richiamano il sapore delle stampe antiche e le "prove d'artista" d'un tempo. Ognuno dei 17 pittori coinvolti ha scelto un proprio taglio personale sia per quanto riguarda l’uso della tecnica che per i soggetti, riprendendo la celebre iconografia dei volti e degli oggetti mitizzati da Warhol, nobilitandoli attraverso il valore insostituibile del gesto umano, dove la fantasia personale plasma e rende unica ogni opera.
All'inaugurazione ha preso parte l'assessore alla cultura Patrizia Riva, rimasta piacevolmente stupita di essere uno dei soggetti delle opere del maestro Bollani. Riva ha espresso grande entusiasmo per lo spessore dell'iniziativa: «Andy Warhol è stato un artista rivoluzionario che ha cambiato le regole del gioco, partendo dal principio che l’arte non deve essere per pochi ma per molti. Si è dedicato al cinema, ha ribaltato criteri e stili di vita ed è stato un provocatore nato. Il fatto che ARTEe20 lo celebri a distanza di anni con questa mostra permette non solo di amplificare le conoscenze tecniche degli iscritti, ma svolge un'importantissima opera di divulgazione culturale per tutta la nostra comunità».

Di seguito, l'elenco dei 17 artisti che espongono le proprie opere all'interno della mostra: Elena Pozzoli, Paolo Toffoli, Patrizia Cattaneo, Giovanna Dazi, Mara Rustichelli, Adriana Volombo, Mariolina Mauri, Walter Redaelli, Gabriella Bianchi, Simona Carozzi, Mariella Sella, Francesca Brivio, Sergio Petracchi, Carlo Cavallari, Patrizia Bonaccina, Raffaella Gatti e lo stesso Massimo Bollani.
G.Lu.
























