Palazzo Prinetti, Panzeri: vi svelo i tentativi fatti per avviare un piano di recupero

Ho letto e sottoscrivo con convinzione il rinnovato e accorato appello affinché si intervenga finalmente sul luogo simbolo della nostra città: il Castello Prinetti.
Ho letto anche le accuse di inerzia rivolte all'amministrazione attuale e a quelle che l'hanno preceduta. Accuse che meritano una riflessione seria, ma anche il dovere di raccontare i fatti, perché senza memoria e senza verità è difficile costruire il futuro.
Per quanto riguarda gli anni in cui ho avuto l'onore e la responsabilità di guidare Merate, sento il dovere di rendere pubblici alcuni retroscena che, fino a oggi, sono rimasti sconosciuti ai più.
Tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024 ebbi diversi incontri con l'allora Prevosto, don Luigi. Mi sollecitava affinché il Comune acquistasse il Castello a una cifra che preferisco non rendere pubblica. Un importo che il Comune avrebbe anche potuto sostenere, ma che avrebbe rappresentato soltanto il prezzo di acquisto di un immobile destinato comunque a rimanere inutilizzabile, perché del tutto insufficiente ad affrontare i giganteschi costi del suo recupero.
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In sostanza, la Parrocchia si sarebbe liberata di un peso enorme e il Comune avrebbe ereditato lo stesso problema, svuotando le proprie casse senza avere le risorse per restituire il Castello alla città. Una scelta che non ritenni responsabile e che, per questo, non potei accettare.
Ma non mi sono fermato a dire di no.
Convinto che il Castello meritasse ben altro destino, avviai immediatamente interlocuzioni con un importante soggetto pubblico specializzato nella rigenerazione urbana e nella costruzione di partenariati pubblico-privati. Era, ed è ancora oggi, l'unica strada credibile per immaginare un recupero vero di un bene tanto prezioso quanto complesso.
Arrivammo persino a predisporre una bozza di accordo quadro, della quale conservo ancora copia. La sottoposi al Prevosto, che manifestò interesse, riservandosi però di confrontarsi con la Curia.
Nel frattempo, nel marzo del 2024, assunsi ad interim la delega all'Urbanistica. Mancava poco all'approvazione della variante al PGT e colsi quell'occasione per suggerire un primo passo fondamentale: chiedere l'inserimento del Castello tra gli ambiti di rigenerazione urbana del Comune. Sarebbe stato il presupposto indispensabile per dare concretezza al percorso che avevamo costruito.
Purtroppo quel passo non venne mai compiuto.
Il Prevosto esitò, prese tempo e, per ragioni che ancora oggi non conosco, lasciò trascorrere inutilmente il termine per la presentazione delle osservazioni. Nessun documento fu protocollato. Nessuna richiesta venne avanzata. E quel percorso, che avrebbe potuto aprire prospettive concrete, si fermò ancora prima di cominciare.
Lo dico con sincero rammarico, perché sono convinto che quella sia stata un'occasione persa.
Non mi interessa oggi cercare responsabilità o alimentare polemiche. Mi interessa molto di più che il Castello Prinetti abbia finalmente una prospettiva.
Per questo credo che, se davvero si vuole andare oltre gli appelli e le dichiarazioni d'intenti, occorra ripartire esattamente da dove tutto si è interrotto.
Serve un atto formale con cui il Comune dichiari il pubblico interesse del Castello, inserendolo tra gli ambiti di rigenerazione urbana. Serve poi un accordo chiaro con la proprietà, la Parrocchia di Merate, per condividere un percorso serio, trasparente e sostenibile, capace di attrarre le risorse necessarie e restituire questo straordinario patrimonio alla comunità.
Il Castello Prinetti non può continuare a essere il simbolo delle occasioni perdute. Deve tornare a essere il simbolo di una città capace di guardare lontano.
Per quanto mi riguarda, garantisco fin d'ora la mia piena disponibilità a collaborare, senza riserve e senza bandiere, con chiunque voglia affrontare questa sfida con serietà, competenza e autentico spirito di servizio.
Massimo Panzeri - Già Sindaco di Merate (2019–2024)
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