Verderio: in cc Retesalute, rifiuti e plauso alle volontarie
Si è svolta mercoledì sera a Villa Gallavresi la seduta del Consiglio Comunale di Verderio, presieduta dal sindaco Danilo Igino Villa. All'ordine del giorno dell'assise figuravano scadenze economico-finanziarie di rilievo per il paese, approvate in modo compatto dalla maggioranza con le due astensioni dei rappresentanti di minoranza.

Ad aprire i lavori è stata la gestione dei rifiuti. La responsabile dei servizi finanziari Lorenza Villa ha illustrato il Piano Economico Finanziario (PEF) della TARI, ricordando come l'intero calcolo si basi sul principio "chi inquina paga". I dati mostrano entrate in crescita progressiva nel quadriennio: si è passati dai 518.382 euro del 2023 e i 544.155 euro del 2024, fino ai 550.885 euro del 2025, per toccare infine i 560.578 euro previsti per il 2026, cifra che garantisce la copertura integrale del servizio tra spese variabili (311.584 euro) e fisse (248.994 euro). Per quanto riguarda le tariffe, la TARI domestica cuberà complessivamente 398.379 euro, gravando soprattutto sui nuclei con due componenti (132.488 euro). Le utenze non domestiche si attestano invece a 127.699 euro, trainate dal comparto industriale che sul territorio occupa ben 43.612 metri quadrati di capannoni, generando un gettito di 56.263 euro. Spazio infine alle quote perequative nazionali per il bonus sociale, pari a 6 euro a utenza (quota UR3), che a Verderio ha riguardato 101 contribuenti aventi diritto.

In merito a questo tema, il sindaco Villa ha voluto ricordare il premio di “comune riciclone” attribuito a Verderio negli ultimi anni: “vuole dire che nel tempo è stato fatto sicuramente un buon lavoro ed è un buon lavoro che deve essere continuato”. Il primo cittadino ha ringraziato il gruppo di volontarie che raccoglie i rifiuti abbandonati nel paese e ha assicurato l'installazione di videocamere di sorveglianza nei punti critici. Inoltre, in collaborazione con l'Ambito, è stato attivato il progetto SAM per la nascita di un gruppo di volontari dedito al decoro urbano. Entrambi i punti, come quasi tutti i restanti all'odg, sono stati approvati con le due astensioni della rappresentaza di minoranza presente in aula.

Un capitolo centrale della serata è stato dedicato al welfare locale con l'esame del bilancio di esercizio di Retesalute, illustrato dal direttore dell'azienda speciale Luca Rigamonti. Dal punto di vista patrimoniale, l'azienda mostra un quadro solido con un totale dell'attivo salito a 15.370.240 euro (rispetto ai 14,6 milioni del 2024) e un utile netto di esercizio pari a 145.189 euro (in flessione rispetto ai 239.676 euro dell'anno precedente). La liquidità complessiva dell'ente si attesta a 6.174.509 euro, depositata principalmente sul conto dell'Ambito (4,2 milioni) e sul conto Strumentale (1,3 milioni). Sul fronte della stabilità aziendale, l'assemblea dei soci ha deliberato l'utilizzo di 3.933.857 euro derivanti dai passati versamenti dei Comuni per l'abbattimento e la copertura integrale delle perdite degli esercizi precedenti, blindando così la continuità operativa.

L'analisi dei conti evidenzia inoltre un fondo per rischi e oneri di 859.249 euro (comprensivo del TFR dei dipendenti) e debiti verso il personale per 246.083 euro, mentre spicca l'ottimo indice di tempestività dei pagamenti ai fornitori, pari a -16,04 giorni rispetto alla scadenza. La voce "altri debiti" include inoltre 10.630.211 euro di fondi gestiti per conto dell'Ambito di Merate. Per quanto riguarda il Conto Economico, il valore della produzione ha raggiunto gli 11.889.552 euro a fronte di costi per 11.673.489 euro. I ricavi da prestazioni sono cresciuti del 10,53% – spinti dai 2.183.260 euro legati all'AES – e sono integrati da 7.790.240 euro di altri proventi, all'interno dei quali spiccano i rimborsi dei Comuni per il servizio di tutela minori (1.238.181 euro) e i contributi di funzionamento della struttura (644.034 euro).
Il plauso per l'andamento di Retesalute è arrivato bipartisan anche dalla minoranza, con il consigliere Francesco Manfredi che ha anticipato un voto di astensione “benevola”. L'assessore Natalia Burbello ha voluto ringraziare il direttore sottolineando che, dopo i primi momenti di smarrimento di qualche anno fa, “dal 2022 con il suo arrivo c’è stata la svolta grazie a una riorganizzazione di tutta l’azienda”.

I lavori del Consiglio sono proseguiti con l'approvazione di una variazione al bilancio di previsione comunale. Il sindaco Villa ha spiegato: “stiamo cercando di variare il meno possibile rispetto al bilancio e penso che ci stiamo riuscendo: anche questa volta la variazione è soprattutto dovuta alla contribuzione di circa 30.000 € che ci è arrivata e ripartiamo per il sostegno di iniziative a favore dei nostri giovani e per gli oratori estivi”. Le singole voci sono state illustrate dall'assessore Cattaneo, il quale ha specificato che la variazione ammonta, sia per entrate che per diminuzione spese, a 29.019 euro: di questi, 6.100 euro arrivano dal contributo statale per le iniziative giovanili, 541 euro dal fondo di assistenza per alunni con disabilità, 2.015 euro dal fondo per le attività sociali e 1.800 euro per iniziative legate all’ambiente.
Cambiamento di programma, invece, in merito al nuovo Regolamento per le civiche benemerenze, che è stato ritirato all’unanimità per essere riformulato in separata sede. Il rinvio è avvenuto dopo che il consigliere di minoranza Francesco Manfredi ha presentato un emendamento per chiedere il coinvolgimento del Consiglio nel processo di valutazione e assegnazione dei riconoscimenti. Al dibattito si è unito anche il consigliere Falsetto, proponendo un numero limitato di assegnazioni annuali per snellire il futuro procedimento consiliare.

Non poche polemiche e discussioni ha infine suscitato la proposta di delibera presentata su impulso di Coldiretti, che chiedeva ai Sindaci di farsi portavoce presso l'ANCI e sollecitare la revisione del Codice Doganale Europeo. L'obiettivo del provvedimento è bloccare la norma sull'ultima trasformazione sostanziale, che consente a cibi stranieri di essere etichettati come "Made in Italy" dopo minimi passaggi di lavorazione. Il punto ha occupato ben mezz’ora dei lavori: l'emendamento proposto dal consigliere Falsetto non è passato, mentre la delibera finale è stata approvata con le sole astensioni della minoranza. La seduta si è conclusa con la formale ratifica dei verbali della seduta precedente dello scorso 27 maggio.

Ad aprire i lavori è stata la gestione dei rifiuti. La responsabile dei servizi finanziari Lorenza Villa ha illustrato il Piano Economico Finanziario (PEF) della TARI, ricordando come l'intero calcolo si basi sul principio "chi inquina paga". I dati mostrano entrate in crescita progressiva nel quadriennio: si è passati dai 518.382 euro del 2023 e i 544.155 euro del 2024, fino ai 550.885 euro del 2025, per toccare infine i 560.578 euro previsti per il 2026, cifra che garantisce la copertura integrale del servizio tra spese variabili (311.584 euro) e fisse (248.994 euro). Per quanto riguarda le tariffe, la TARI domestica cuberà complessivamente 398.379 euro, gravando soprattutto sui nuclei con due componenti (132.488 euro). Le utenze non domestiche si attestano invece a 127.699 euro, trainate dal comparto industriale che sul territorio occupa ben 43.612 metri quadrati di capannoni, generando un gettito di 56.263 euro. Spazio infine alle quote perequative nazionali per il bonus sociale, pari a 6 euro a utenza (quota UR3), che a Verderio ha riguardato 101 contribuenti aventi diritto.

In merito a questo tema, il sindaco Villa ha voluto ricordare il premio di “comune riciclone” attribuito a Verderio negli ultimi anni: “vuole dire che nel tempo è stato fatto sicuramente un buon lavoro ed è un buon lavoro che deve essere continuato”. Il primo cittadino ha ringraziato il gruppo di volontarie che raccoglie i rifiuti abbandonati nel paese e ha assicurato l'installazione di videocamere di sorveglianza nei punti critici. Inoltre, in collaborazione con l'Ambito, è stato attivato il progetto SAM per la nascita di un gruppo di volontari dedito al decoro urbano. Entrambi i punti, come quasi tutti i restanti all'odg, sono stati approvati con le due astensioni della rappresentaza di minoranza presente in aula.

Un capitolo centrale della serata è stato dedicato al welfare locale con l'esame del bilancio di esercizio di Retesalute, illustrato dal direttore dell'azienda speciale Luca Rigamonti. Dal punto di vista patrimoniale, l'azienda mostra un quadro solido con un totale dell'attivo salito a 15.370.240 euro (rispetto ai 14,6 milioni del 2024) e un utile netto di esercizio pari a 145.189 euro (in flessione rispetto ai 239.676 euro dell'anno precedente). La liquidità complessiva dell'ente si attesta a 6.174.509 euro, depositata principalmente sul conto dell'Ambito (4,2 milioni) e sul conto Strumentale (1,3 milioni). Sul fronte della stabilità aziendale, l'assemblea dei soci ha deliberato l'utilizzo di 3.933.857 euro derivanti dai passati versamenti dei Comuni per l'abbattimento e la copertura integrale delle perdite degli esercizi precedenti, blindando così la continuità operativa.

L'analisi dei conti evidenzia inoltre un fondo per rischi e oneri di 859.249 euro (comprensivo del TFR dei dipendenti) e debiti verso il personale per 246.083 euro, mentre spicca l'ottimo indice di tempestività dei pagamenti ai fornitori, pari a -16,04 giorni rispetto alla scadenza. La voce "altri debiti" include inoltre 10.630.211 euro di fondi gestiti per conto dell'Ambito di Merate. Per quanto riguarda il Conto Economico, il valore della produzione ha raggiunto gli 11.889.552 euro a fronte di costi per 11.673.489 euro. I ricavi da prestazioni sono cresciuti del 10,53% – spinti dai 2.183.260 euro legati all'AES – e sono integrati da 7.790.240 euro di altri proventi, all'interno dei quali spiccano i rimborsi dei Comuni per il servizio di tutela minori (1.238.181 euro) e i contributi di funzionamento della struttura (644.034 euro).
Il plauso per l'andamento di Retesalute è arrivato bipartisan anche dalla minoranza, con il consigliere Francesco Manfredi che ha anticipato un voto di astensione “benevola”. L'assessore Natalia Burbello ha voluto ringraziare il direttore sottolineando che, dopo i primi momenti di smarrimento di qualche anno fa, “dal 2022 con il suo arrivo c’è stata la svolta grazie a una riorganizzazione di tutta l’azienda”.

La responsabile del servizio finanziario Lorenza Villa
I lavori del Consiglio sono proseguiti con l'approvazione di una variazione al bilancio di previsione comunale. Il sindaco Villa ha spiegato: “stiamo cercando di variare il meno possibile rispetto al bilancio e penso che ci stiamo riuscendo: anche questa volta la variazione è soprattutto dovuta alla contribuzione di circa 30.000 € che ci è arrivata e ripartiamo per il sostegno di iniziative a favore dei nostri giovani e per gli oratori estivi”. Le singole voci sono state illustrate dall'assessore Cattaneo, il quale ha specificato che la variazione ammonta, sia per entrate che per diminuzione spese, a 29.019 euro: di questi, 6.100 euro arrivano dal contributo statale per le iniziative giovanili, 541 euro dal fondo di assistenza per alunni con disabilità, 2.015 euro dal fondo per le attività sociali e 1.800 euro per iniziative legate all’ambiente.
Cambiamento di programma, invece, in merito al nuovo Regolamento per le civiche benemerenze, che è stato ritirato all’unanimità per essere riformulato in separata sede. Il rinvio è avvenuto dopo che il consigliere di minoranza Francesco Manfredi ha presentato un emendamento per chiedere il coinvolgimento del Consiglio nel processo di valutazione e assegnazione dei riconoscimenti. Al dibattito si è unito anche il consigliere Falsetto, proponendo un numero limitato di assegnazioni annuali per snellire il futuro procedimento consiliare.

Non poche polemiche e discussioni ha infine suscitato la proposta di delibera presentata su impulso di Coldiretti, che chiedeva ai Sindaci di farsi portavoce presso l'ANCI e sollecitare la revisione del Codice Doganale Europeo. L'obiettivo del provvedimento è bloccare la norma sull'ultima trasformazione sostanziale, che consente a cibi stranieri di essere etichettati come "Made in Italy" dopo minimi passaggi di lavorazione. Il punto ha occupato ben mezz’ora dei lavori: l'emendamento proposto dal consigliere Falsetto non è passato, mentre la delibera finale è stata approvata con le sole astensioni della minoranza. La seduta si è conclusa con la formale ratifica dei verbali della seduta precedente dello scorso 27 maggio.
F.F.
























