Sartirana: Messa sul lago nel 30mo di padre Nicola Mapelli

Una celebrazione suggestiva, immersa nella natura e ricca di profonde testimonianze missionarie. Sabato sera la splendida cornice del laghetto di Sartirana ha ospitato la tradizionale Santa Messa in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. La liturgia, celebrata all'aperto a unire la bellezza del creato e il raccoglimento spirituale, ha visto la partecipazione di alcuni sacerdoti del territorio e di una folta schiera di fedeli uniti attorno all'altare posto sulla barca.
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A concelebrare il rito erano presenti anche i padri missionari del Pime don Nicola e don Mario. Durante la preghiera eucaristica è stato rivolto un affettuoso pensiero di ricordo anche ai sacerdoti defunti che hanno segnato la storia della parrocchia, don Adriano e don Enrico.
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La serata ha assunto un significato ancora più speciale poiché l'8 giugno scorso è ricorso il 30esimo anniversario di ordinazione sacerdotale di padre Nicola. Durante l'omelia e i saluti, si è ripercorso quel giorno di trent'anni fa, quando tantissimi pullman erano partiti proprio da Sartirana per assistere all'ordinazione, prima della sua prima Messa celebrata in paese il giorno successivo.
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Padre Nicola ha condiviso con i presenti i momenti più toccanti e difficili della sua lunga esperienza in terra di missione nelle Filippine, ricordando quando un suo compagno fu tenuto imprigionato per ben due mesi e il periodo successivo in cui, per poter celebrare la Messa nei vari villaggi, doveva muoversi scortato per un periodo. È stata proprio l'esperienza in un villaggio di pescatori nel Pacifico, caratterizzato da una grandissima devozione per San Pietro, a fargli nascere l'idea di importare la tradizione di una Messa celebrata a ridosso dell'acqua. Finita l'esperienza sulla costa, il sacerdote si è spostato in missione nelle zone montuose, prima del suo successivo trasferimento a Roma.

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Padre Nicola ha voluto ringraziare sentitamente tutta la comunità per i tantissimi messaggi, le lettere e i contributi economici ricevuti in questi anni, grazie ai quali è stato possibile aiutare concretamente moltissimi poveri e malati. A Roma poi ha avuto l’opportunità di lavorare nella sezione etnologica dei Musei Vaticani, è stato sottolineato come in ogni cultura del mondo esista da sempre un "seme di verità" che il Vangelo ha il compito di far germogliare e fiorire nel modo più bello. Il respiro ampio della Chiesa universale deve fungere da costante promemoria per uscire dall'idea di essere il centro del mondo e riscoprire il valore profondo della fraternità e della vicinanza. Una Chiesa che, proprio attraverso l'esempio dei missionari e l'impegno quotidiano nell'insegnamento, vuole continuare a gettare semi e a costruire ponti solidi tra i popoli.
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Successivamente, il microfono è passato a un altro volto noto della missione, padre Mario del Pime, che ha voluto ribadire l'universalità del messaggio evangelico: «La parola di Cristo serve ed è destinata a tutti».
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I temi dell'universalità e del dialogo tra culture hanno fatto da filo conduttore all'intera celebrazione, a partire dalla lettura degli Atti degli Apostoli, incentrata sull'ascesa al tempio di Pietro e Giovanni, e dal brano del Vangelo di Matteo ambientato a Cesarea di Filippo.

La serata si è conclusa con l'accoglienza dei doni portati all'altare in onore dei patroni Santi Pietro e Paolo e con il caloroso applauso della comunità a padre Nicola per il suo importante anniversario.
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Domenica  è stata la volta della celebrazione nella chiesa parrocchiale, delle varie attività in oratorio e del concerto di campane grazie alla presenza, ormai divenuta una costante, del gruppo dei "Campanatt".
G.Lu.
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