Riflessioni di un ex candidato e la scelta della Brusadelli
Le parole pronunciate dalla capogruppo e consigliera comunale di opposizione Samantha Brusadelli rappresentano molto più di uno sfogo personale.
Dietro la denuncia dell'ennesima delusione e delle difficoltà nei rapporti con la maggioranza emerge una questione che riguarda l'intera comunità: la qualità del confronto democratico all'interno delle istituzioni,che la politica locale non dovrebbe ignorare
Chi scrive ha scelto nel 2021 di candidarsi nella lista di opposizione, condividendone valori e obiettivi. Per ragioni personali e divergenze di metodo si è in seguito allontanato dal percorso attivo, senza tuttavia rinnegare le motivazioni che lo avevano spinto a impegnarsi. Resta convinto che un'opposizione seria, preparata e libera sia una risorsa indispensabile per la democrazia locale, non un ostacolo per chi governa. L'annuncio della Brusadelli di non volersi ricandidare al termine della consiliatura merita rispetto e attenzione.
La sua non appare come la scelta di chi si arrende, ma come quella di chi ha preso atto di una realtà istituzionale percepita come logorante. In questi quattro anni ha svolto il proprio mandato con impegno e senso delle istituzioni: per questo le va riconosciuta una sincera gratitudine.
Il clima che emerge dallo scambio di comunicati tra maggioranza e opposizione è però preoccupante. Da giorni, ma in realtà da tempo, si assiste a un continuo rimpallo di accuse su PEC non ricevute, messaggi WhatsApp, convocazioni contestate, arroganza e vittimismo. Se esistono documenti in grado di chiarire i fatti — e in particolare la vicenda dell'ultimo Consiglio comunale — si rendano pubblici e si chiuda la questione. Continuare a discuterne sui giornali e sui social alimenta soltanto la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Su un punto il comunicato dell'opposizione coglie nel segno: la mancanza della trasmissione in streaming dei Consigli comunali. Oggi la trasparenza non passa solo dagli atti amministrativi, ma anche dalla possibilità per i cittadini di assistere direttamente al dibattito e di farsi un'opinione autonoma. La trasparenza è il miglior antidoto alle polemiche.
In passato chi scrive ha contestato il ricorso all'astensione dalle sedute consiliari come forma di protesta, ritenendo che il luogo naturale per denunciare le criticità resti l'aula e, quando necessario, le sedi istituzionali competenti. Rinunciare al confronto non indebolisce chi governa: rischia di indebolire il ruolo di controllo che spetta alla minoranza.
Nei mesi che restano alla conclusione del mandato, e in vista della prossima campagna elettorale, l'auspicio è che tutti — maggioranza e opposizione — riescano ad abbassare i toni e ad alzare il livello del confronto. La politica locale dovrebbe essere il luogo in cui le differenze di opinione producono idee migliori, non l'arena in cui si consumano contrapposizioni permanenti.
I cittadini, e soprattutto i giovani, osservano. È da questi esempi che maturano fiducia o disillusione nei confronti delle istituzioni. La comunità merita di più ed è per questo che l'invito alle nuove generazioni è chiaro: non rinunciate all'impegno civico, non lasciate che siano sempre gli altri a decidere per voi e considerate la partecipazione alla vita pubblica non come un peso, ma come un'opportunità. Perché il futuro non si eredita: si costruisce, giorno dopo giorno, con il contributo di ciascuno.
Dietro la denuncia dell'ennesima delusione e delle difficoltà nei rapporti con la maggioranza emerge una questione che riguarda l'intera comunità: la qualità del confronto democratico all'interno delle istituzioni,che la politica locale non dovrebbe ignorare
Chi scrive ha scelto nel 2021 di candidarsi nella lista di opposizione, condividendone valori e obiettivi. Per ragioni personali e divergenze di metodo si è in seguito allontanato dal percorso attivo, senza tuttavia rinnegare le motivazioni che lo avevano spinto a impegnarsi. Resta convinto che un'opposizione seria, preparata e libera sia una risorsa indispensabile per la democrazia locale, non un ostacolo per chi governa. L'annuncio della Brusadelli di non volersi ricandidare al termine della consiliatura merita rispetto e attenzione.
La sua non appare come la scelta di chi si arrende, ma come quella di chi ha preso atto di una realtà istituzionale percepita come logorante. In questi quattro anni ha svolto il proprio mandato con impegno e senso delle istituzioni: per questo le va riconosciuta una sincera gratitudine.
Il clima che emerge dallo scambio di comunicati tra maggioranza e opposizione è però preoccupante. Da giorni, ma in realtà da tempo, si assiste a un continuo rimpallo di accuse su PEC non ricevute, messaggi WhatsApp, convocazioni contestate, arroganza e vittimismo. Se esistono documenti in grado di chiarire i fatti — e in particolare la vicenda dell'ultimo Consiglio comunale — si rendano pubblici e si chiuda la questione. Continuare a discuterne sui giornali e sui social alimenta soltanto la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Su un punto il comunicato dell'opposizione coglie nel segno: la mancanza della trasmissione in streaming dei Consigli comunali. Oggi la trasparenza non passa solo dagli atti amministrativi, ma anche dalla possibilità per i cittadini di assistere direttamente al dibattito e di farsi un'opinione autonoma. La trasparenza è il miglior antidoto alle polemiche.
In passato chi scrive ha contestato il ricorso all'astensione dalle sedute consiliari come forma di protesta, ritenendo che il luogo naturale per denunciare le criticità resti l'aula e, quando necessario, le sedi istituzionali competenti. Rinunciare al confronto non indebolisce chi governa: rischia di indebolire il ruolo di controllo che spetta alla minoranza.
Nei mesi che restano alla conclusione del mandato, e in vista della prossima campagna elettorale, l'auspicio è che tutti — maggioranza e opposizione — riescano ad abbassare i toni e ad alzare il livello del confronto. La politica locale dovrebbe essere il luogo in cui le differenze di opinione producono idee migliori, non l'arena in cui si consumano contrapposizioni permanenti.
I cittadini, e soprattutto i giovani, osservano. È da questi esempi che maturano fiducia o disillusione nei confronti delle istituzioni. La comunità merita di più ed è per questo che l'invito alle nuove generazioni è chiaro: non rinunciate all'impegno civico, non lasciate che siano sempre gli altri a decidere per voi e considerate la partecipazione alla vita pubblica non come un peso, ma come un'opportunità. Perché il futuro non si eredita: si costruisce, giorno dopo giorno, con il contributo di ciascuno.
Lino Guglielmo - Cernusco
























